Quella web serie non era così male, anzi, dopo il primo minuto mi piaceva già, contando comunque che nei primi 30-40 secondi c'era la sigla... Sì, ero una che guardava molto la sigla iniziale. In parte ero come quelle persone che giudicavano un libro dalla copertina, magari senza leggere la trama, e fissandosi solo sulle poche righe che c'erano sul retro, o leggendo esclusivamente il titolo. Mi odiavo molto per questo, mi perdevo un sacco di belle cose solo perché le sigle non erano curate benissimo o non mi convincevano, quella però mi piacque molto. Mi rimase in testa per un bel po' di tempo, mi caricava davvero un sacco. La storia non era affatto scontata, e nemmeno i personaggi. Alcune cose però potevano sembrare dei cliché, ma a me sembravano semplicemente reali. Mi ci trovavo in quasi tutto ciò che dicevano, e mentre guardavamo la quarta puntata mi venne in mente la mia infanzia. Quando ero piccola volevo essere un maschio, non sapevo spiegare bene il perché, ma li vedevo più spensierati. Poi mio fratello poteva mettersi ciò che voleva, io ero costretta a mettermi dei vestitini con delle fantasie floreali poco "carine", uno di quei vestitini mi sembrava una tovaglia arancione e io probabilmente ero un tavolo vivente...
Però non dicevo nulla, non mi lamentavo e soffrivo in silenzio, meditando la vendetta perfetta. Alle elementari vedevo i maschi divertirsi molto più delle femmine e infatti stavo spesso più con loro che con le bambine, anche se alcune maestre mi dicevano di fare ginnastica con le altre, piuttosto che giocare a calcio con i maschi. A mia madre quella cosa non dispiaceva molto, perché pensava che io avessi una cotta per uno di loro, un biondino con gli occhi verdi, ma era solo il mio migliore amico. E poi ero appunto alle elementari, perché dovevo già pensare a delle future relazioni?? Io da piccola volevo giocare a calcio, volevo scambiare le figurine di Dragon Ball con gli altri bambini, non volevo versare delle lacrime per delle cotte a senso unico. Di lacrime ne versavo fin troppe quando mio padre tornava a casa dal lavoro e litigava con la mamma. Forse tutta la confusione che avevo dentro era colpa di mio padre, di ciò che diceva e faceva, o forse era normale, e io avrei amato Alessandra anche se avessi avuto il padre migliore del mondo.
Lentamente distolsi lo sguardo dalla tv e mi soffermai sul viso di Alessandra, di nuovo, non riuscivo proprio a farne a meno. Lei si limitava a guardare la tv, a mangiare la pizza o a bere un po' di Pepsi, mentre le altre due ribattevano ogni cosa che dicevano le ragazze in tv.
«La smettete voi che vedete lesbiche ovunque!!» disse Martina.
«Perché siamo ovunque!!» ribatté Nick.
«Brava sorella, diglielo!!» commentò Manuela quasi urlando.
Alessandra sorrise leggermente, forse Manuela non le stava così tanto antipatica, poi si allungò per prendere il suo bicchiere sul tavolino e si accorse che la stavo guardando.
«Ehi, non ti piace la serie?» mi chiese bevendo un sorso di Pepsi e poggiando il bicchiere di nuovo sul tavolino.
«No no, mi piace...» risposi io posando il mio sguardo prima su di lei e poi sulla tv.
«E allora qual è il problema?» mi chiese sorridendo.
«Non c'è nessun problema, devo chiedere un autorizzazione a qualcuno per guardare la mia ragazza??» le dissi abbozzando un sorriso, anche se pronunciando le ultime parole sentii un leggero tremolio nella mia voce.
Mi faceva uno strano effetto dirlo, ma anche pensarlo o sentirlo... Io avevo una ragazza... Bene, e chi avrebbe avuto il coraggio di dirlo a mia nonna?? Lei si ostinava a chiedermi del "fidanzatino", anche quando mi misi con Cristian, mi chiedeva spesso perché non fosse con me, come se dovessi portarmelo sempre appresso. Ad Alessandra me la sarei portata volentieri ovunque...
«E' che mi sembra strano, cioè non mi sono mai sentita così felice, e nello stesso tempo ho paura che finisca tutto...» continuai io con un tono particolarmente basso mentre lei arrossì leggermente.
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Prima di te...
DragosteSu Amazon e vari store online. Quella fottutissima pioggia, quella maledettissima voglia di restare lì in piedi in mezzo a quel temporale anche a costo di inzupparmi completamente i vestiti, o anche solo per farmi venire qualcosa. Ho sempre amato l...
