Capitolo 12

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Mancano pochi giorni all'inizio delle lezioni e sono stanca ancor prima che tutto questo sia iniziato.

Non fai mai niente di scuola. Di cosa ti lamenti? E poi è il tuo compleanno, non rompere!

So da me che è il mio compleanno e mi sembra strano avere mia madre in casa. Non c'è mai stata. Mi volto per vedere che ore sono: le nove e mezzo del mattino. Mmh, è un record. Non so come mai io mi sia alzata così presto. Vado a farmi una doccia e indosso un altro pigiama.

Con gli unicorni? Victoria...vuoi vestirti decentemente almeno il giorno del tuo compleanno?

Più decente di così si muore.

-Buongiorno- mio padre mi accoglie con un sorriso e mi abbraccia- tanti auguri- odio i compleanni. Io sono al centro dell'attenzione e tutti mi osservano. Non mi piace ricevere gli auguri perché mi imbarazzano e spesso ricambio perché mi confondo. Manco se fosse natale o capodanno.

Ricordi quando la pro zia Ofelia ti fece gli auguri di buon compleanno e dopo che ricambiasti ti guardò male e ha sputò la dentiera nel bicchiere di plastica accanto a lei? Fu inquietante.

Non farmi ricordare certe cose, ti prego. Mi sta salendo il vomito.

-auguri Victoria- mi saluta mia madre e per poco non sobbalzo. È la prima volta che me li fa dopo tanto tempo e non so se esserne felice o meno.

-che programmi hai?- mi chiede poi mio padre.

-andare a dormire dopo aver fatto colazione- mi butto su di uno sgabello e inizio a divorare i pancake che ha fatto mia madre.

-sei sempre la solita- scuote leggermente la testa e io sorrido divertita.

In effetti non ho nessun progetto in mente se non dormire. Poi non potrò farlo più visto che inizia la scuola. E ho così tanto bisogno di dormire..

Tu in una vita precedente dovevi essere un Koala o un orso..dormono sempre quelli.

Ma tu immagina che cosa bella sia essere un orso o un Koala...

-veramente non hai niente in mente?- mi chiede mia madre sedendosi accanto a me.

-no, niente di niente. Solo sonno- continuo a mangiare.

-sei strana- ridacchia.

-non sei la prima a dirmelo- ripenso a Dylan e a quante volte me lo abbia detto. Finisco di mangiare e mi avvio alle scale ma mio padre mi chiama.

-vieni qui, io e tua madre abbiamo una cosa da darti-

-mi sembra che tu già sappia che io non voglio regali di nessun tipo, forma o colore- entro di nuovo in cucina e di fronte a me trovo un pacco rosso.

-lo so ma...l'abbiamo visto e abbiamo pensato subito a te- ridacchia.

-c'entri pure tu?- chiedo a mia madre.

-si, anche io- non riesco a decifrare la sua espressione.

-almeno non è una macchina come due anni fa..-

-la stessa macchina che usi ora, no? Almeno è una cosa utile-

-questo non è utile?-

-anche questo è utile- sorride.

-mmh..- mi avvio e lo sfioro con una mano -grazie- dico.

-strappa la carta, vogliamo vedere la tua faccia- mia madre adesso sprizza gioia da tutti i pori. Inizio a strappare e davanti a me una scatola bianca senza neanche un disegno. ma cos'è ? apro lo scatolo e ne esco una valigetta non molto grande e di media altezza, è di metallo e bianca. Apro i ganci sul davanti e alzo il coperchio. I miei occhi sbrilluccicano. Colori: colori di tutti i tipi su un velluto rosso, due tele piccole e pennelli dalla punta fine e precisa. Non riesco a crederci..è veramente bello.

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