Capitolo 40

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40.

Andreas pov.

Stare a casa da solo con lei.
Wow.
Non mi aspettavo di stare così bene.
Mi sentivo al settimo cielo.
La notte precedente era stata pazzesca, forse la notte migliore della mia vita.
Togliamo il forse.
Siamo stati insieme per tutta la notte e ogni volta sembrava meglio della prima.
Mi sentivo appagato.
Felice.
Completo.
Tutti gli aggettivi positivi che vengono in mente.
Ma come sempre mi passarono per la mente cattivi pensieri.
Sapevo dentro di me che non la meritavo.
Che l'avrei fatta soffrire.
Che non era al sicuro con me.
Che non mi conosceva ancora bene.
Che se avesse saputo del mio passato, mi avrebbe lasciato.
Cercai di non pensarci per il momento, mi concentrai invece sui lineamenti del viso di Pasticcino.
Avevamo appena fatto colazione, anche se erano le 11 passate.
Eravamo sdraiati sul divano di casa mia a guardare quattro matrimoni.
"Ma è insopportabile questa! La odio!
Mamma mia!
Non vorrei mai avere tre persone che vengono al mio matrimonio solo per vedere tutti i lati negativi possibili. No, non lo farei mai..."
Non la stavo propriamente ascoltando, pensavo ancora alle sue mani su tutto il mio corpo, tra i miei capelli, le sue labbra...
Le labbra...
Il fatto che fosse sdraiata sopra di me non aiutava.
"Andreas ti ho fatto una domanda!"
Mi disse Giulia mentre si girò a guardarmi.
"Ehm... scusa è che non..."
Incominciai a parlare.
Ma lei mi interruppe con un bacio.
Penso avesse capito in che stato mi trovavo e che avessi solo bisogno di lei.
Credo che gli occhi mi fossero usciti dalle orbite, per lo stupore.
Non feci in tempo a dire nulla che mi baciò nuovamente.
Mi faceva impazzire quando non si imbarazzava e faceva il primo passo, prendendo iniziativa.
Dopo esserci spogliati però dovetti per fortuna prendere io le redini della situazione.

Giulia pov.

"Sono così felice per te Thomas! Cavolo!"
Esclamò per la centesima volta Carola.
Io sorrisi e annuii unendomi al complimento.
Eravamo seduti ad un tavolo molto ampio di un bar vicino a casa di Thomas, intanto c'era solo Carola, Alice e Thomas con me.
Avevamo deciso di uscire perché Thomas aveva passato l'esame più importante con un voto ottimo.
Spostai lo sguardo verso la porta impaziente di vedere Occhi Verdi.
Scorsi invece solamente i capelli biondi di Elena e il fisico scolpito di Davide.
Vidi che erano entrambi molto felici, leggermente strano dato che in quel periodo litigavano spesso.
Fui contenta di ciò.
Presi un sorso dal mio Mohito e salutai entrambi alzandomi e abbracciandoli.
Li feci sedere lasciandoli il mio posto così da essere il più esterna possibile e far sedere Occhi Verdi vicino a me.
Era andato ad accompagnare ad una visita di controllo suo fratello in macchina, siccome i suoi zii non avevano disponibilità. Sarebbe tornato quindi un po' più tardi.
Non avevo avuto notizie di lui tutta la giornata e mi mancava da morire.
Ultimamente stavamo sempre assieme, quindi sentivo ancora di più la sua mancanza.
Volevo sapere anche di suo fratello.
"Tranquilla Giulia adesso arriva, non cagarci troppo..."
Disse sarcastica Carola notando il mio sguardo costante sulla porta.
"Ehm... scusate..."
Dissi io imbarazzata.
"Davide com'è andata la gara?"
Chiesi io allora per cambiare discorso e togliere l'attenzione su di me.
Tutti risero.
Lo guardai confusa.
"Bene sono arrivato secondo."
Mi disse lui sorridendo e stringendo Elena.
Erano così carini.
"Wow! Che bravo. Ma perché ridete?"
Chiesi io confusa.
"Perché lo aveva appena detto Giulia."
Disse Carola tirandomi un pugnetto sul braccio e prendendomi in giro.
Io feci una O con le labbra e sorrisi imbarazzata.
Poco dopo spostai nuovamente lo sguardo verso la porta e entrò un cespuglio disordinato di capelli biondi.
Lucas.
Carola si illuminò immediatamente vedendolo.
Lo salutammo tutti e si ordinò una birra.
Lucas era spesso il più casinista e simpatico del gruppo e mi trovavo un sacco bene con lui.
Ci stava raccontando una storia che fece ridere tutti.
Mi dimenticai per un momento della mia irrefrenabile voglia di vedere Andreas.
Decisi di alzarmi e andare a prendere da bere anche per Elena che non aveva ancora ordinato nulla.
Il cameriere mi poso davanti un bicchiere, uguale a quello che avevo preso prima.
Il problema era che non avevo ancora ordinato nulla.
"Scusi io non l'ho ordinato questo cocktail."
Dissi io richiamando il cameriere che si stava allontanando senza neanche chiedermi i soldi.
Lui mi guardò scocciato.
"Te l'ha offerto quel tipo la, lo vuoi oppure lo bevo io?"
Disse in tono brusco e sarcastico.
Decisi di ignorare la sua arroganza e mi voltai verso il ragazzo che sembrava avere almeno 25 anni.
Aveva i capelli rasati, jeans strappati e giacca di pelle.
Era grossissimo e sicuramente alto due metri, siccome arrivava alla mia stessa altezza mentre era seduto sullo sgabello.
Non sapevo cosa fare.
Come si dice?
Non accettare drink dagli sconosciuti?
Pensai che siccome avevo visto il cameriere spostare il drink dal tavolo di lavoro al bancone, non avesse avuto il tempo per metterci nulla.
Inoltre ero con i miei amici quindi non sarebbe potuto succedere nulla.
"Mi prepara un mohito perfavore?"
Mi pareva strano dare del lei ad un ragazzo che aveva massimo cinque anni in più di me.
Lui annuii e mi preparo il drink.
Notai mentre aspettavo che il drink fosse pronto, lo sguardo insistente del ragazzo alla mia sinistra.
Non lo avevo mai visto prima.
Lo ignorai e portai i due drink al nostro tavolo.
"Ragazzi ho bisogno di un consiglio."
Iniziai.
Quando vidi che mi stavano ascoltando tutti continuai.
"Quel tipo laggiù mi ha offerto da bere, ho visto il cameriere prepararmi il drink, quindi in teoria non ci ha messo nulla. Però non so.... comunque questo è per te Elena."
Dissi passando il bicchiere alla mia amica.
Lei mi ringraziò.
Dopo alcuni minuti di discussione, tutti confermarono che potevo berlo.
Decisi quindi di sedermi e bere il mio cocktail.
A metà di esso eravamo immersi in una forte conversazione, quando sentii qualcuno sedersi vicino a me.
Mi girai sorridendo, pensando che fosse Occhi Verdi.
Il sorriso però mi morì non appena vidi che vicino a me non c'erano i miei occhi preferiti, i miei capelli preferiti e il mio ragazzo.
"Io sono Colton."
Disse il ragazzo che mi aveva offerto il drink, facendomi l'occhiolino e stringendo la mano a tutti i presenti.
"Giulia."
Dissi imbarazzata ma desiderosa di allontanarmi.
"È un nome stupendo."
Disse guardandomi negl'occhi.
Erano di un azzurro chiarissimo.
Ma non erano il solito verde che mi tranquillizzava non appena lo guardavo.
Sorrisi sempre più a disagio.
Dopo averci fatto alcune domande generali si soffermò su di me.
"Sei carina sai."
Disse davanti a tutti senza problemi.
"Credo che tu debba smettere di farmi complimenti, a momenti dovrebbe arrivare il mio ragazzo, e sono sicura che si incazzerà molto."
Dissi io guardandolo male.
"Ma adesso non c'è e tu hai accettato il mio drink..."
Affermò lui convinto di ciò che stava dicendo.
Io alzai gli occhi al cielo e mi attaccai praticamente ad Elena.
Tutti erano a disagio e cercavano di parlare ogni tanto, ma nessuno sapeva cosa dire o fare.
"Cosa fai domani sera?"
Chiese lui prendendo un sorso dal suo drink.
Lo guardai in cagnesco.
"Esattamente cosa del concetto fidanzato non hai capito?"
Risposi abbastanza acida.
"Se ti va potremmo andarci a prendere un gelato, oppure potremmo andare a cena?"
Non mi stava ascoltando, era come parlare con un muro.
"Fa come vuoi..."
Risposi non curante io.
Lui sorrise e prese un altro sorso.
In lontananza sentii la porta aprirsi e vidi il ragazzo più bello del mondo entrare nel bar.
Quando incatenò i suoi occhi ai miei mentre ci veniva incontro, mi sciolsi dentro.
Poi però la sua attenzione venne indirizzato sul ragazzo accanto a me.
Non era sicuramente contento di vederlo e da come lo guardava sembrava conoscerlo.
"Che cazzo ci fai qui Colton?"
Disse lui abbastanza tranquillamente.
Indugiò un attimo prima di dire il suo nome, quindi immaginai non gli piacesse particolarmente come persona.
"Stavo organizzando un appuntamento con questa bella ragazza."
Mentre pronunciava quelle parole cercai lo sguardo di Occhi Verdi per fargli capire che non era così, però lui non mi guardò nemmeno per un attimo.
Lo stava fissando malissimo.
"Credo che sia meglio che tu te ne vada. Si darebbe il caso che quella ragazza sia la mia fidanzata, quindi se non vuoi un calcio nelle palle subito, ti conviene andartene."
Disse lui deciso.
Colton rise e mi guardò.
"Si mi ha detto che aveva un ragazzo però non pensavo fossi te..."
Disse avvicinandosi ancora di più.
Io di conseguenza mi allontanai ulteriormente.
"Come se non mi spiassi brutto stronzo!"
Urlò lui trattenendosi e facendo diventare le nocche bianche.
"Però anche se mi ha detto di avere un ragazzo, ha accettato di uscire con me e non ha rifiutato il mio drink... quindi se permetti mi organizzo per domani e poi me ne vado..."
Disse lui con un ghigno e girandosi verso di me.
Andreas girò di scatto lo sguardo verso di me fulminandomi.
Io cercai di parlare o fare qualcosa ma successe tutto così in fretta.
Lucas non aveva fatto in tempo a fermare Occhi Verdi, perché era già sopra Colton dopo averlo spostato dal tavolo e avergli tirato un po' di pugni.
Per fortuna con l'aiuto di Thomas e Davide i due furono divisi e Colton fu portato fuori.
Io ero incatenata alla sedia.
Non sapevo cosa fare.
Stavo ancora rielaborando le cose quando vidi Occhi Verdi lanciarmi uno sguardo disgustato e girarmi le spalle.
In quel momento collegai il cervello e mi alzai per seguirlo.
Stava praticamente correndo quindi ci misi un po' a raggiungerlo.
Mi ritrovai quasi al parcheggio.
"Andreas fermati ti prego!"
Urlai per la decima volta.
Lui mi ignorò nuovamente e aprì la porta di una macchina che non avevo mai visto.
Immaginai che gliel'avessero regalata i suoi zii.
"Sali."
Mi disse semplicemente.
Io feci come mi aveva detto.
Mi accomodai sul sedile del passeggero e chiusi la porta.
Non mi degnò neanche di uno sguardo durante tutto il viaggio.
Stringeva solo il volante troppo forte per i miei gusti.
Non volevo farlo arrabbiare mentre guidava, quindi preferii stare in silenzio.
Parcheggiò difronte a casa mia e lasciò la stretta sul volante.
"Andreas..."
Iniziai anche se non sapevo cosa dire.
"Dovresti andare."
Mi interruppe lui guardando dritto davanti a se.
Una fitta mi attraversò il cuore.
Presi coraggio.
"No io non voglio andare... parliamone per favore, non crederai mica... Andreas guardami!"
Esclamai io agitata.
Non potevo credere che poteva anche solamente pensare che io sarei uscita con quel ragazzo.
"Giulia scendi dalla macchina non voglio parlare con te, non ti voglio neanche guardare. Adesso che so che stai bene e sei a casa voglio solo andarmene. Ti ripeto scendi dalla mia macchina. Ne parleremo un'altra volta."
Disse lui con tono così freddo.
Non mi aveva mai parlato così.
Il sangue mi si gelò.
Rimasi impalata lì a guardarlo per un po'.
Poi reagì e prima di poter scoppiare a piangere davanti a lui aprii la mia portiera.
Entrai dal cancello e dopo poco sentii la macchina ripartire.
Corsi velocemente in camera mia e feci uscire le lacrime che avevo trattenuto tutto il tempo.

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