53.
5 mesi dopo...
"Andreas pensi di muoverti oppure vado da solo?"
Urlò Georg il mio compagno di stanza.
"Sto arrivando mamma mia!"
Risposi io sbuffando.
Lo raggiunsi alla porta di casa e uscimmo insieme dall'edificio.
Il tempo era bruttissimo.
Era ormai da tre giorni che pioveva a dirotto.
Per fortuna prima di uscire dalla mia stanza mi ero ricordato di munirmi di un ombrello.
Ero riuscito a trovare quell'appartamento circa un mese dopo la mia partenza.
All'inizio era stato difficile ambientarsi, siccome dovevo essere molto più autonomo di prima.
Ma dopo un po' le cose si erano fatte più semplici e ormai ero molto contento di arrangiarmi.
Il primo mese che avevo passato a casa dei miei genitori, era stato orribile.
Si può definire anche il periodo più brutto della mia vita.
Non che li vedessi molto, in un mese forse avrò visto mia madre e mio padre cinque volte; ma non mi sentivo a mio agio lo stesso.
Era come vivere a casa di un estraneo.
Non mi sentivo per nulla a casa.
Inoltre era stato il periodo in cui tutte le cose mi sembravano brutte e deprimenti.
Quindi, non appena avevo trovato l'occasione giusta, l'avevo colta al volo.
Leggendo su Facebook avevo trovato l'annuncio di un appartamento in centro non troppo lontano dall'università.
Dopo poche settimane Georg aveva fatto domanda per stare con me in appartamento.
Inizialmente l'idea di condividerlo con qualcuno non mi emozionava, poi però, siccome il prezzo sarebbe stato la metà, decisi di accettare.
Tutto sommato mi era andata di lusso, perché mi trovavo molto bene con lui.
"Torni a casa adesso che abbiamo cinque giorni di ferie?"
Mi chiese Georg mentre raggiungevamo ognuno la propria lezione.
Avevo scelto la facoltà di ingegneria.
Non ci avevo pensato molto a dire la verità.
Avevo deciso e basta.
E per fortuna mi trovavo molto bene.
"Torno da mio fratello che ormai non vedo da un bel po'."
Risposi io sistemandomi meglio lo zaino in spalla.
Georg era due anni più grande di me ed era spagnolo.
Da quello che sapevo avrebbe anche lui raggiunto i suoi familiari entro un paio di giorni.
Lui annuii e dopo esserci salutati raggiungemmo ognuno la propria lezione.
Giulia pov.
"Questi sono casi particolari. Io ti consiglio di imparare comunque la regola e poi se riesci memorizzati anche le eccezioni. Facendo così, sicuramente non avrai dubbi o intoppi durante la traduzione."
Spiegai.
"Okay."
Rispose Travis che mi guardavo abbastanza sconfitto.
Lo stavo aiutando con latino.
La settimana seguente avrebbe avuto il compito e avrebbe dovuto studiare ancora un sacco di cose.
Dopo la mia rottura con Andreas non vidi Travis per un mese.
Stavo malissimo e in più mi sentivo a disagio.
Ma un giorno, dopo averlo incontrato, e dopo aver parlato per un bel po', decisi che non era il caso di tagliare del tutto i rapporti.
Dopotutto mi trovavo molto a mio agio con Travis, gli volevo bene.
Sicuramente non era stato facile dato la tremenda somiglianza tra i due.
Ma credevo di aver fatto la cosa giusta.
Non era passato giorno in cui non pensavo ad Andreas e mi auguravo che arrivasse il momento dove avrei svoltato pagina.
Era stata l'estate più brutta della mia vita.
Non uscivo quasi mai.
Non ero riuscita mai a godermela, anche quando le mie amiche mi obbligavano ad uscire, non facevo altro che pensare a lui.
Iniziare l'ultimo anno era stata una sorta di liberazione, perché sin da subito fui impegnata con lo studio.
Poi le ripetizioni con Travis mi portavano via altro tempo.
Ci trovavamo in cucina dato che la zia di Travis non era in casa.
La maggior parte delle volte preferivo che venisse lui da me, così da non dover vedere la zia.
Facevo ancora molta fatica a reggere tutta la situazione.
Ormai era passato molto tempo, ma la ferita era ancora aperta.
Non appena pensavo di aver dimenticato quello che era successo, puntualmente qualcosa mi faceva riaffiorare tutti i ricordi belli e anche quelli dolorosi.
Quella volta però, mi aveva assicurato che sua zia non sarebbe tornata prima delle sette.
Travis era cresciuto un sacco e non sembrava neanche più la stessa persona. Lui e Isabel stavano ancora insieme e sembravano essere felici.
Improvvisamente il campanello suonò e lo guardai confusa e a disagio.
Dal suo sguardo dedussi che neanche lui sapeva chi poteva essere.
Mi disse di iniziare a guardare i prossimi esercizi che avrebbe dovuto fare e che mi avrebbe raggiunta subito.
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VERT
RomanceAndreas è un ragazzo difficile, cupo e soprattutto pieno di preoccupazioni e di dolore. In questo momento ha un solo obbiettivo: vendetta. Non vuole avere distrazioni, non vuole altri problemi e soprattutto non vuole legarsi ad altre persone. Riusci...
