Era ormai pomeriggio ed ero nel capannone con gli altri che continuavano a lavorare.
C'era silenzio, nessuno da quando eravamo entrati diceva una sola parola, forse perché avevano compreso cosa stavamo passando io e Michael.
Mentre gli altri erano dentro a lavorare, io stavo di guardia fuori. Continuavo a pensare a Lincoln ed a quello che tra un po' sarebbe successo e mi iniziarono a scendere le lacrime lacrime, ma mi trattenni ed andai dagli altri.
-Come procede?- Chiesi sforzandomi di sorridere, ma non ci riuscii.
-Si, sta uscendo una meraviglia- Mi rispose C-Note, con uno sguardo di pena nei miei confronti.
Gli guardai ancora un po' e mi girai per andarmene, ma T-Bag mi chiamò.
-Ashley possiamo parlare?-
Lo guardai un attimo e gli feci di sì con la testa ed andammo fuori.
-Stai bene?- Mi chiese mettendomi una mano sulla spalla.
Quel contatto e quel suo modo di preoccuparsi, fu la goccia che fece traboccare il vaso e scoppiai a piangere, scagliandomi contro il suo petto. Sentii lui che iniziò a stringermi verso di se, facendomi sentire al sicuro tra le sue braccia.
-È tutta colpa mia- Gli dissi con un filo di voce.
Lui mi iniziò ad accarezzare i capelli -No, non è colpa tua, non hai fatto nulla-
Mi staccai -Appunto per questo, non ho fatto nulla. Se magari facevo qualcosa anziché farmi sospendere da lavoro, magari Lincoln ora sarebbe fuori-
Mi prese il viso con le mani -No piccola, non c'era nulla che potessi fare-
Gli presi le mani -Forse hai ragione, ma io mi sento in colpa-
-Non devi esserlo, ci hai provato. Ed ora vieni qui- E mi prese dalle spalle tirandomi a se e mi sussurrò -Ci sono io per te Ashley-
Rimasi un po' abbracciata a lui in silenzio. Non servivano parole per descrivere quel momento, perché lui mi faceva sentire al sicuro e quell'abbraccio mi toglieva tutti quei pensieri su Lincoln che mi facevano star male.
***
Si fecero le 19 ed andai a prendere Michael per portarlo in una stanza, dove ad aspettarci c'era Lincoln.
Appena lo vidimo iniziammo a piangere come due bambini e gli andammo incontro e ci abbracciammo tutti e tre assieme. Questi abbracci mi mancheranno, ma soprattutto Lincoln, mio fratello maggiore che c'è sempre stato per me.
-Sono felice di vedervi- Ci disse Lincoln sorridendo per rassicurarci.
-Anche noi- Rispose Michael anche per me.
-Sedetevi- E ci indicò delle sedie attorno ad un tavolo -Come state?-
Mi sedetti -Non tanto bene-
-Perché?- Mi chiese preoccupato.
Alzai lo sguardo e lui capì subito il perché -Oh-
Ed abbassò lo sguardo su un piatto di pancake con i mirtillo sopra -Ascoltatemi, non voglio passare le mie ultime ore pensando a quello che mi accadrà dopo, voglio passarle con mio fratello e mia sorella normalmente, come hai vecchi tempi. Quindi raccontatemi un po' cosa avete fatto in questi giorni, parlatemi del tempo, di quello che volete fare una volta che questa storia è finita, di qualunque cosa, ma non pensiamo a quello che succederà dopo- E ci sorrise rassicurandoci.
Ammiro Lincoln in silenzio mentre ci dice queste cose. Ho sempre ammirato mio fratello maggiore, di come qualsiasi cosa succeda, lui riesca sempre a tranquillizzarci ed a farci sentire al sicuro.
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ESCAPE FOR LOVE
FanfictionIn questa storia, che si ispira alla serie tv "Prison Break", vivremo il punto di vista di Ashley, una ragazza con un passato abbastanza incasinato ed un futuro peggiore. Suo fratello Lincoln viene condannato alla pena capitale e lei insieme all'alt...
