~26~L'esecuzione~

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Era ormai pomeriggio ed ero nel capannone con gli altri che continuavano a lavorare.
C'era silenzio, nessuno da quando eravamo entrati diceva una sola parola, forse perché avevano compreso cosa stavamo passando io e Michael.

Mentre gli altri erano dentro a lavorare, io stavo di guardia fuori. Continuavo a pensare a Lincoln ed a quello che tra un po' sarebbe successo e mi iniziarono a scendere le lacrime lacrime, ma mi trattenni ed andai dagli altri.

-Come procede?- Chiesi sforzandomi di sorridere, ma non ci riuscii.

-Si, sta uscendo una meraviglia- Mi rispose C-Note, con uno sguardo di pena nei miei confronti.

Gli guardai ancora un po' e mi girai per andarmene, ma T-Bag mi chiamò.

-Ashley possiamo parlare?-

Lo guardai un attimo e gli feci di sì con la testa ed andammo fuori.

-Stai bene?- Mi chiese mettendomi una mano sulla spalla.

Quel contatto e quel suo modo di preoccuparsi, fu la goccia che fece traboccare il vaso e scoppiai a piangere, scagliandomi contro il suo petto. Sentii lui che iniziò a stringermi verso di se, facendomi sentire al sicuro tra le sue braccia.

-È tutta colpa mia- Gli dissi con un filo di voce.

Lui mi iniziò ad accarezzare i capelli -No, non è colpa tua, non hai fatto nulla-

Mi staccai -Appunto per questo, non ho fatto nulla. Se magari facevo qualcosa anziché farmi sospendere da lavoro, magari Lincoln ora sarebbe fuori-

Mi prese il viso con le mani -No piccola, non c'era nulla che potessi fare-

Gli presi le mani -Forse hai ragione, ma io mi sento in colpa-

-Non devi esserlo, ci hai provato. Ed ora vieni qui- E mi prese dalle spalle tirandomi a se e mi sussurrò -Ci sono io per te Ashley-

Rimasi un po' abbracciata a lui in silenzio. Non servivano parole per descrivere quel momento, perché lui mi faceva sentire al sicuro e quell'abbraccio mi toglieva tutti quei pensieri su Lincoln che mi facevano star male.

***

Si fecero le 19 ed andai a prendere Michael per portarlo in una stanza, dove ad aspettarci c'era Lincoln.

Appena lo vidimo iniziammo a piangere come due bambini e gli andammo incontro e ci abbracciammo tutti e tre assieme. Questi abbracci mi mancheranno, ma soprattutto Lincoln, mio fratello maggiore che c'è sempre stato per me.

-Sono felice di vedervi- Ci disse Lincoln sorridendo per rassicurarci.

-Anche noi- Rispose Michael anche per me.

-Sedetevi- E ci indicò delle sedie attorno ad un tavolo -Come state?-

Mi sedetti -Non tanto bene-

-Perché?- Mi chiese preoccupato.

Alzai lo sguardo e lui capì subito il perché -Oh-
Ed abbassò lo sguardo su un piatto di pancake con i mirtillo sopra -Ascoltatemi, non voglio passare le mie ultime ore pensando a quello che mi accadrà dopo, voglio passarle con mio fratello e mia sorella normalmente, come hai vecchi tempi. Quindi raccontatemi un po' cosa avete fatto in questi giorni, parlatemi del tempo, di quello che volete fare una volta che questa storia è finita, di qualunque cosa, ma non pensiamo a quello che succederà dopo- E ci sorrise rassicurandoci.

Ammiro Lincoln in silenzio mentre ci dice queste cose. Ho sempre ammirato mio fratello maggiore, di come qualsiasi cosa succeda, lui riesca sempre a tranquillizzarci ed a farci sentire al sicuro.

ESCAPE FOR LOVEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora