Capitolo 10

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Faccio saettare i miei occhi a destra e a sinistra della strada in cerca del mio bar preferito. Devo guardare in giro continuamente perché sono così agitata e irrequieta che sarei capacissima di superare il locale senza rendermene neppure conto.

Il profumo di Dylan sparso in tutta l'auto mi inonda le narici facendomi solo pensare al fatto che quando oggi scenderà dalla jeep per non farvi più ritorno sicuramente lascerà tracce della sua presenza. E come potrebbe essere altrimenti? Riesce ad impregnare la mia vita con il suo aroma mistico e imperscrutabile da quella sera al Golden.

"Accosta qui sulla destra" lo avverto quando vedo l'insegna al neon del tanto agognato bar

Dylan non dice nulla, accenna solo ad un veloce sguardo nella mia direzione che però sposta subito per poter mettere la freccia e fare come gli è stato detto.

Appena spegne il motore, non perdo tempo e mi catapulto fuori dalla mia auto inspirando a fondo aria nuova e cercando di riprendere il controllo su me stessa.

Sono io l'analista e non posso permettermi di perdere il controllo.

Dylan aggira l'auto affiancandomi mentre io lo ignoro ancora e mi avvio verso l'insegna del "Barney's" sentendolo dietro di me seguirmi silenzioso.

Spingo il grande portone sentendomi subito invadere dal calore familiare e dal profumo di ciambelle appena sfornate che mi hanno tenuto compagnia negli anni da studentessa all'università.

Passavo ore e ore col naso immerso nei libri di psicologia i primi anni, e poi ad analizzare fascicoli di pazienti durante il tirocinio.

Ho sempre amato il calore di questo locale e della famiglia che ci lavora.

È sempre stato il mio rifugio, non ci ho mai nemmeno portato Dave, eppure non so perché ma il cuore mi ci ha condotto questa mattina insieme a Dylan senza starci troppo a pensare.

"Piccola Rambo!" Barney mi accoglie subito con un caloroso sorriso quando mi vede fare il mio ingresso nel suo locale.

L'omaccione sulla sessantina avanzata aggira il bancone del bar per venirmi in contro e stringermi in un abbraccio dolce e ristoratore

"Bibi" lo saluto felice a mia volta chiamandolo con il soprannome che uso ormai da cinque anni

Ci stacchiamo dall'abbraccio e lo vedo guardare dietro le mie spalle con fare curioso e interrogatorio

"Cosa vedono i miei occhi! Rambo hai portato compagnia?" Domanda continuando a guardare il ragazzo dietro di me

Mi volto per buttare un'occhiata veloce sul bel soldato che nonostante l'aria spigliata ed il vestiario informale, continua a mantenere un'aura austera,distaccata e sull'attenti.

"Si, stavamo per andare a fare una gita fuori porta e ho pensato che vista l'ora tempestiva l'unico posto in cui potessi essere certa di trovare aperto fosse qui da te e non ho esitato" gli spiego facendo un passo indietro per permettere a Dylan di sentirsi interpellato e non messo da parte

"Hai fatto bene bambina. Lo sai che qui c'è sempre posto per te a qualsiasi ora" mi dice sorridente accarezzandomi i capelli in un gesto affettuoso e paternale che mi fa scaldare subito il cuore facendomi sentire subito nostalgica dei giorni passati qui dentro

"Comunque lui è Dylan" intervengo facendo un gesto rapido nella direzione del ragazzone

"Piacere di conoscerti ragazzo, sono Barney" gli porge la mano che Dylan stringe subito con un sorriso sincero e spontaneo che mi stupisce

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