Capitolo 43

18 2 0
                                        

Stamford 3 novembre 1997
Pov. Triple H
Mi siedo accanto a lei sul morbido divano in pelle della sala conferenze,al penultimo piano del quartier generale della WWF. Stephanie sostiene di essere sicura che nessuno entrerà qui dentro al di fuori delle giornate di riunione,ma nonostante ciò temo che qualcuno possa scoprirmi solo con lei. Prendo un respiro profondo e cerco di concentrarmi portando lo sguardo verso il pavimento, anche se trovo veramente difficile non soffermarmi sullo spacco della sua gonnellina nera,la quale non lascia quasi niente all'immaginazione. La sua manina curata mi sfiora improvvisamente la gamba attirando la mia attenzione. Sento il contatto delle sue dita fredde sulla mia mano appoggiata sul divanetto: la sua mano afferra prepotentemente la mia e la porta con una forza inaspettata sulla sua gamba. Cerco il suo sguardo,spaventato dalla sua presa di posizione e cercando di capire le sue intenzioni, quando la vedo frugare velocemente nella sua borsetta. Ritraggo la mano,non capendo la situazione, ma subito Stephanie me la riafferra con energia per darmi un foglietto ripiegato con cura in due metà. "Prendilo,vai e fatti una vacanza con la tua ragazza" sussurra arrabbiata per poi stringermi le dita,costringendomi a tenere in mano il foglio che mi ha dato. "Cos'è? La lettera di licenziamento?" Le chiedo,liberandomi dalla sua manina calda. "No! No,non sei licenziato. Dopo tutto quello che hai fatto per me... è solo un regalo da parte mia. Dimentichiamo questa storia e torniamo alle nostre vite. Ti sono grata per aver collaborato per trovare il colpevole,hai un gran cuore. Vai e incassa i tuoi soldi". I suoi occhi azzurri mi guardano con aria supplicante. Non posso credere che stia finendo tutto così. "Io non voglio dei soldi. Perché mai dovrei volere dei soldi? La polizia sarebbe comunque arrivata con un mandato a casa mia,non aveva senso aspettare e rallentare le indagini. Non avevo nulla da nascondere,consegnare i video spontaneamente è stata una scelta obbligatoria". Rendo indietro l'assegno a Stephanie,la quale rifiuta di afferrarlo lasciandolo cadere sul pavimento. "Paul,tu non ti rendi conto della situazione. C'era in gioco l'immagine di tutta la compagnia,non solo la mia reputazione... tieni,prendilo. La firma non è originale ma li hanno sempre accettati in banca." Raccolgo il foglio da terra e lo apro,spinto dalla curiosità. Perché mai Stephanie mi sta offrendo dei soldi di nascosto da suo padre? E poi,chi diavolo è il vero colpevole? Apro l'assegno accuratamente,incuriosito dalla cifra offerta e leggo l'importo scritto in modo ordinato in lettere maiuscole: "$ CINQUECENTOMILA/00",scritto correttamente e accompagnato dalla firma del capo. Devo dire che se non mi avesse confessato di aver falsificato la calligrafia non avrei mai sospettato della non autenticità. "È coperto,lo puoi incassare già da oggi. Non ti sto fregando,e per la firma non ti preoccupare... ho sempre firmato io i documenti per lui quando non ne ha voglia,e poi in caso tu decidessi di prenderlo lo informerei io stessa. Posso prendere quello che voglio da quel conto,non farti problemi." Il foglietto trema con le mie mani. "Stephanie,io ti ringrazio ma è illegale falsificare la firma di tuo padre. Dovresti smetterla di preoccuparti così per la tua famiglia, alla tua età non dovresti gestire dei conti in banca...". "Beh,tu a che età hai aperto il primo? Io ne ho uno a mio nome da quando sono nata,e poi il patrimonio di famiglia è un problema di noi McMahon. Tu non preoccuparti di nulla,se non ti fidi possiamo chiedere a mio padre di firmare lui personalmente, mi basta raccontare una scusa... posso dirgli che mi servono soldi per una nuova auto, di solito nemmeno guarda che cosa firma quando chiedo dei soldi". Ripiego il foglio con cura e lo poso accanto a me sul divano:"Stephanie,il problema non è da dove prendi i soldi. Io credo nella tua onestà, il fatto è che non credo di meritarli. Che cosa mi nascondi? Perché dovrei accettare dei soldi per aver invitato la polizia in casa mia quando avrebbero comunque ottenuto un mandato per entrare? Sarebbe stata una questione di ore,e poi eri disperata...". Mi volto verso di lei,regalandole un sorriso amichevole,ma noto improvvisamente che i suoi occhi sono pieni di lacrime. "Tutto bene? Perché piangi adesso? Per caso vuoi pagarmi per comprare il mio silenzio? Voi ricchi siete tutti uguali,non ci sono nè sentimenti nè gratitudine ma pensate che con i soldi si possa comprare tutto. Me ne vado,Steph." Mi alzo in piedi di scatto ma lei mi ferma,bloccandomi l'uscita mettendosi davanti alla porta: "Paul,non dire così! Ti prego,non dire niente! È stato Shane! È stato mio fratello! Ti prego,non lo dire a nessuno! E poi i soldi non erano per il tuo silenzio... erano per ringraziarti! Ho visto la tua busta paga e prendi una miseria,porta Jo a fare un weekend da qualche parte." "Un weekend? Stephanie ti rendi conto che sono un sacco di soldi? Forse per te no ma per due persone che vivevano con mille dollari al mese sono molti. E poi se davvero fosse solo un ringraziamento perché non me lo ha offerto tuo padre? Non dirò nulla di Shane,ma non permetterti mai più di considerarmi uno stupido. Non devi comprare il mio silenzio,se avessi interessi a rivelare il colpevole lo direi a tutti a prescindere" "Ti prego,non andare via!" Esclama,trattenendomi per un braccio. "Scusami,non volevo mancarti di rispetto. Mio padre gli farà del male! Non dirlo per favore,non dirlo a nessuno! Papà si arrabbierà tantissimo, voleva... non lo so cosa voleva ma a volte fa cose stupide. Ha un problema serio da quando è piccolo,non si controlla...". Mi blocco sull'uscio, lasciando lentamente la maniglia della porta. "Spero che tu non mi stia prendendo in giro. Perché mai dovrebbe fargli del male? È vostro padre...". Perché Shane dovrebbe mai rovinare la reputazione di sua sorella? Io sapevo che fossero legati,questa storia non sta in piedi. "È vero! Lo giuro,non sto mentendo! Lo picchierà,gli riempirà la faccia di sberle! Non è la prima volta che succede,l'ho visto io stessa picchiare mio fratello!" Stephanie è di nuovo in lacrime, questa volta due grosse gocce nere di trucco le hanno sporcato tutto il viso. Sembra veramente spaventata: la afferro istintivamente per un polso per poi stringerla forte in un abbraccio. Per quanto sia la ragazzina più antipatica di questa città non so che cosa abbia dovuto subire. Forse questo è ciò che provava Lynn quando mi vedeva prenderle da mia madre. "Steph,prendi un bel respiro. Io non parlerò,non lo saprà nessuno. Ti ha fatto del male? Ha picchiato anche te?" Le chiedo,accarezzandole i capelli. "A volte. Sì,è successo. Ma non mi importa di questo,voglio solo che Shane stia bene. Lui non sta bene,ha un disturbo! Non sa quello che fa,ragiona in un modo tutto suo e non ha un minimo senso del pericolo. Ogni volta che fa qualcosa non ha mai paura di prenderle,mio padre non ha mai creduto agli psicologi e pensa che sia solo arrogante e stupido. Non capisce che così fa solo peggio". Il suo profumo floreale mi inebria per un secondo quando ci separiamo dall'abbraccio. Non voglio che soffra ulteriormente, fa schifo tutto questo. Quell'uomo è una vera merda, chissà cosa hanno subito i suoi figli negli anni... "Stephanie, tuo padre non farà del male a Shane. Gli parlerò io. Tu pensa a lui,chiedigli perché lo ha fatto. Se ha bisogno di aiuto dovresti cercare di darglielo almeno tu." "Secondo te io non lo aiuto? Sono anni che mi prendo cura di lui! Tutto questo perché chi lo ha messo al mondo non accetta l'idea di avere un figlio problematico. Quando andava alle elementari era ingestibile,non stava mai fermo e non imparava nulla a scuola. Dopo qualche mese di terapie è arrivata la diagnosi,ADHD combinato. Non è stupido,poverino. Nessuno lo capisce." Prendo due bottigliette d'acqua dal bancone di rinfresco e ci sediamo all'angolo del grosso tavolo delle riunioni. La sedia di Vince alla testa del tavolo è veramente comoda... Bevo un sorso d'acqua direttamente dalla bottiglietta,ignorando le buone maniere di Stephanie. È evidente che a casa non ha mai lavato un bicchiere in vita sua. Aspetto che finisca di versare l'acqua in un bicchiere di cristallo,lasciato mezzo pieno dopo che ha bevuto un piccolo sorso,e le chiedo: "Perdonami per l'ignoranza... ma che cos'è la ADHD?" Stephanie sembra essersi calmata e accarezza con la punta dell'indice l'orlo del bicchiere: "È un disturbo mentale,deficit dell'attenzione e iperattività. È una cosa controllabile, però servono anni di terapia. I problemi cognitivi sembra averli risolti anni fa,ma la sua personalità... ha smesso di andare in cura,i miei pensavano fosse guarito quando ha risolto i problemi di apprendimento e hanno smesso di portarlo alle visite. È intelligente,a volte ha delle idee al lavoro che sono geniali. Ma altre volte nessuno capisce che cosa gli passi per la testa,è irritabile ultimamente e non accetta più nemmeno di parlare con me. Richard non gli piace,voleva che io lo lasciassi. Probabilmente è per questo che ha agito così. La sua psicologa ha detto che la malattia potrebbe essere combinata ad altre cose,ma lui ha deciso di non andare più qualche settimana fa." Bevo ancora un po' d'acqua per calmare la tensione. Shane è malato e suo padre non lo assite,Stephanie mi offre dei soldi e mi confessa tutto questo... perché sono finito in questa storia! "Beh... mi dispiace. Se c'è una cura sicuramente guarirà " rispondo vagamente cercando di non essere scortese. A me sembrava così a modo Shane. Le sue idee sono strane,ma credevo fosse solo estroso. "Steph,butta via questo" affermo,prendendo l'assegno e strappandolo in mille pezzi. La ragazzina è sbigottita ed è rimasta a bocca aperta. L'ultima cosa che voglio è quella di trovarmi coinvolto negli affari familiari dei McMahon. Lascio la stanza in silenzio,senza dire una parola. Jo mi sta cercando,è meglio che vada da lei.

She never recovered|Triple H & ChynaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora