Greenwich, Connecticut
Pov. Triple H
Rileggo con attenzione l'SMS con l'indirizzo e cerco di capire dove si trova l'ingresso della proprietà: un cancello altissimo protegge da qualsiasi sguardo indiscreto, se mai qualcuno di nuovo fosse così fortunato da riuscire ad accedere in questo quartiere esclusivo senza invito. Tutte le case della zona sembrano uguali,o meglio, le recinzioni si somigliano perchè le poche case presenti,lontane 5 minuti in auto le une dalle altre, sono accuratamente nascoste da alberi e ogni genere di paratia immaginabile. Mi guardo un attimo intorno, il cancello dorato di un materiale massiccio cigola all'apertura. Un custode piuttosto anziano mi fa segno di entrare con l'auto, continuo a domandarmi nel frattempo se sia la casa giusta ma subito il mio sguardo ricade su una piccola targhetta dorata con scritto "Conyers Farm". Comprendo di essere nel posto giusto anche dall'enorme distesa di prato perfettamente rasato di fresco che circonda una statua a grandezza naturale di Vince. Stephanie mi ha garantito che suo padre non si trova qui e spero vivamente di non incrociarlo. Salgo con l'auto in cima a una ripida collina circondata da numerosi alberi e mi ritrovo di fronte a una enorme fontana. Dietro alla fontana di marmo bianco si trova quello che è forse il garage del capo:la porta è aperta e riesco a intravedere numerose auto dai colori sgargianti dietro a quella di Stephanie, parcheggiata a ridosso della serranda. Quella corvette rossa sembra quasi un catorcio in confronto a certi pezzi da collezione che riesco a scorgere. Scendo dalla macchina e subito un domestico mi chiede di lasciargli le chiavi per sistemarla in un parcheggio sul retro. Nessuno può guidare la mia macchina normalmente, però quest'uomo mi ispira fiducia. Se Vince si fida a lasciargli le chiavi del suo garage significa che posso affidargli la mia automobile dal valore di qualche zero in meno delle sue. Vengo invitato da una signora bionda ad entrare in casa,la quale mi chiede subito il cappotto. Nell'androne di ingresso si riconosce subito il gusto estetico discutibile del capo famiglia: un grosso ritratto di Vince accoglie chiunque osi varcare la soglia,l'espressione beffarda sembra quasi minacciarmi. Credo che dovrei andarmene,non riesco a vedere Stephanie da nessuna parte... Rimango spaesato di fronte all'enormità del soggiorno,tutto ciò che è contenuto qui dentro vale più di tutto il mio patrimonio: qualsiasi oggetto è placcato d'oro,un grosso lampadario di cristallo penzola pericolosamente sulla mia testa e un mobile di ebano piuttosto semplice accoglie numerosi premi accumulati negli anni. Sul tavolino accanto ai divani si solleva una piccola nuvoletta di fumo da un posacenere,un sigaro è stato spento recentemente da qualcuno che ha anche lasciato un bicchiere di amaro a metà. Spero che Stephanie non si sia sbagliata, se Vince dovesse scoprire che sono stato qui non sarebbe molto felice... potrebbe capire che ho avuto dei rapporti con sua figlia... scuoto la testa per scacciare il pensiero e continuo a ripetermi che non sto facendo nulla di male. Stephanie mi ha invitato mille volte a casa sua e non ho mai accettato,se mi ha chiesto di vederci qui vuol dire che sa che possiamo parlare liberamente. Almeno spero. Vedo la domestica ritornare indietro e le chiedo se Stephanie è a casa: "La Signorina è al piano superiore. La accompagno". Tutta questa formalità mi mette a disagio,non sono abituato a ricevere cortesie dai maggiordomi. "La Signorina McMahon dovrebbe essere qui". Mi fermo di fronte a una porta bianca, la stanza è aperta e credo che mi abbia visto. Aspetto un attimo sull'ingresso ma nessuno risponde. Mi faccio avanti ed entro in quella che dovrebbe essere la sua stanza. La camera ha le dimensioni di un intero appartamento ed è divisa in tanti spazi più piccoli da alcune porte bianche. "Stephanie..." la chiamo più volte ma nessuno accenna una risposta. Avanzo piano piano,quando all'improvviso mi accorgo che una delle porte è aperta. "Stephanie!" Urlo di nuovo,questa volta più forte. Nessuno risponde. Mi faccio strada nella stanza aperta,sono sicuro di essere nel posto giusto per via di numerose foto di Steph con diverse persone appese alla parete. Entro nella stanzetta e scopro di essere nella sua camera da letto: Stephanie riposa dolcemente su un grosso letto matrimoniale e la sua testa sembra quasi scomparire tra mille cuscini morbidi. Improvvisamente sento come un senso di colpa nei suoi confronti,sul materasso sono sparsi numerosi fogli e non sembra nemmeno essersi cambiata dall'ufficio... è stanca e la sto disturbando per nulla. Cerco di fare piano e di camminare a passo leggero verso l'uscita ma urto accidentalmente contro lo stipite della porta. "Chi è?" La sua vocina assonnata mi costringe a girarmi all'improvviso: Stephanie si è svegliata e non si è nemmeno alzata dal letto,ha le guance rosse e si strofina distrattamente gli occhi con le mani trascinando via un po' di trucco. Rimango in silenzio,sperando che si riaddormenti, ma ormai mi ha riconosciuto: "Paul!" Esclama a bassa voce,radunando velocemente i fogli sparsi sulle coperte. Si sistema velocemente i capelli passandoli tra le dita e si mette a sedere sul letto. "Devo essermi addormentata un attimo... mi sono seduta qui per leggere questi documenti e mi si sono chiusi gli occhi". Stephanie sembra disperata e sta mettendo in ordine numerale le pagine per poi riporle in una cartellina. "Scusami se ti ho disturbata... ma è domenica! Basta lavoro!" Esclamo ironicamente per rompere il ghiaccio, restare qui nella sua camera dopo l'ultima volta mi imbarazza. Però allo stesso tempo sento di essere al sicuro con lei... "Non mi disturbi,anzi mi hai fatto un favore. Chissà quanto avrei dormito se non mi avessi svegliata. Non è stata una grande idea fare after ieri sera,se solo avessi saputo di questa storia me ne sarei andata insieme a te e Kevin". Noto delle leggere occhiaie sul suo visino pallido,sembra esausta poverina. "Va tutto bene? Se vuoi possiamo parlare un'altra volta,sono a un quarto d'ora di auto e posso tornare più tardi". "Tranquillo" risponde, sistemando un po' i cuscini per appoggiarsi con la schiena. "Hai presente il WWF? Non la nostra compagnia,quella onlus che raccoglie soldi per gli animali..." "Sì... state raccogliendo fondi per i panda?" Domando disorientato. "Magari fosse così semplice. Questi signori della World Wide Fund for Nature si sono accorti improvvisamente che la nostra società,la World Wrestling Federation, utilizza lo stesso acronimo che hanno scelto loro: WWF. Cioè, si dice che alla fanstasia umana non ci sia limite ma non sicuramente per queste cose". Mi accomodo sul letto seduto vicino a lei e osservo velocemente i suoi documenti senza capirci molto. "Hai presente tutti i siti web che escono quando cerchi qualcosa su internet? Ecco, il WWF si è accorto recentemente che cercando il loro nome su internet in Europa esce prima il nostro sito. La sigla è la stessa e quindi i risultati sono sempre ambigui. Questa organizzazione sta diventando famosa anche qui e molte persone stanno facendo confusione con i due acronimi,inoltre ci sono un po' di casini con i diritti... è un bel problema. Loro sostengono che noi dobbiamo rinunciare al nostro nome, papà è su tutte le furie e mi ha detto di leggere questi documenti che ci hanno portato perché lui non è molto pratico di computer". Mi perdo a osservarla mentre parla di cose che non capisco, al contrario di ciò che dicono le voci di corridoio è molto intelligente. "... e quindi si potrebbe proporgli un accordo di confini geografici per l'utilizzo dell'acronimo oppure invitarli ad utilizzare il nome completo. Gli avvocati sostengono che avranno tutto l'interesse a concludere velocemente la faccenda e accetteranno. Che ne dici?" Cerco di concentrarmi sul discorso, Stephanie mi sta guardando intensamente negli occhi e non riesco a distogliere lo sguardo dalla sua scollatura. La verità è che non capisco più che cosa sono venuto a fare. "Beh... perché non uccidiamo tutti gli orsi polari? Così non avranno più nessun animale da salvare e falliranno". La mia battuta non sembra farla ridere. "Ma che cosa avete tutti contro gli orsi? Poverini! Sono così teneri e cicciotti! Comunque ho dovuto fermare mio padre dal recarsi allo zoo con un fucile,era incazzato nero!" Scoppio a ridere davanti a lei,quando improvvisamente estrae un orsacchiotto di peluche dalle coperte e me lo pone tra le mani: "Cosa ti ha fatto di male lui? Fagli del male se hai il coraggio". " Ma dai... è finto!" Esclamo cercando di restituirglielo, ma lei insiste nel farmi tenere l'orso bianco: "Avanti! È un povero orso innocente come gli altri, ha pure il fiocco rosso al collo. Come fai a dire di voler uccidere gli orsi polari?" Sollevo uno dei cuscini e fingo di colpire l'orso per reggere il gioco: "Prendi questo!" "Fermo! Come sei cattivo..." afferma Stephanie divertita afferrando l'orsacchiotto tra le braccia. "Dai... è solo un po' ammaccato. Non potrei mai ucciderlo,so che non dormiresti più questa notte senza di lui". "Non è vero!" Strilla Steph nervosa per poi sdraiarsi sul letto con l'orso tra le braccia: "Riesco a dormire senza di lui, però sappi che mi sveglio nervosa. Peggio per te". La guardo sorridere per l'imbarazzo, mi fa solo tenerezza vederla così... "Se scopro che lo hai detto a qualcuno ti ammazzo. È un segreto". "Io e te abbiamo già un segreto". Affermo,guardandola velocemente negli occhi. Abbassa subito lo sguardo e accarezza nervosamente l'orso con la punta delle dita,mi evita... Ma che cazzo sto facendo? Ma come faccio ogni volta a cadere in questa cosa? Io e lei siamo amici,ma che cazzo ti passa per la testa Paul? "Sì,però quello è in comune. Ora devi dirmene uno tuo". "Steph,io non credo che sia il caso". Faccio per alzarmi in piedi ma subito mi trattiene per un braccio: "Cosa dovevi dirmi? Ieri sera eravamo fatti, Richard mi aveva appena lasciata e mi sentivo persa... avevo bisogno di un amico. Mi dispiace, spero che tu non sia venuto per parlarmi di questo perché non voglio fare lo stesso discorso della volta scorsa. Va bene così,è successo. Non è la prima volta che faccio sesso occasionale,quel che succede in quel momento rimane lì e basta. Puoi parlare con me, sei uno dei miei migliori amici". "Beh io..." distolgo lo sguardo da lei e prendo un bel respiro profondo. "Come fai ad accorgerti se ti stanno tradendo? Ho bisogno di saperlo. Ci sarà un modo per capirlo,dei segnali...". Stephanie sorride appena ed esclama convinta: "Glielo si legge in faccia. Sospetti,eh?" "Io? No,era in generale-" "Raccontalo a qualcun'altra" mi interrompe,per poi riprendere: "Quando una persona ti sta tradendo te lo senti dentro. È una specie di sensazione che non se ne va. Cerchi delle prove,qualsiasi cosa trovi ti lascia pensare all'esistenza di un'altra persona finché non scopri che c'è realmente un'altra persona. Cerchi di capire chi sia,fai ricerche impossibili e non dormi la notte,esamini tutte le sue conoscenze... finché non ti accorgi che la risposta era sotto al tuo naso". Stephanie ha spostato la cartellina dei fogli a terra e si sta mettendo comoda sul letto. "Mi hanno tradito in passato. Ma non me ne sono mai accorto finché la verità non era davanti a me. Ho paura che stia succendendo. Ma tu come fai ad esserne così sicura che sia sempre la risposta più ovvia? Cioè,a volte l'amante è qualcuno che mai immagineresti". "Mio padre ha avventure da anni. Conosco tutte quelle scuse che usano i traditori. E non sono solo uscite coi colleghi o i weekend di lavoro inesistenti,sono scuse molto più studiate. Quando ero piccola l'ho beccato con una prostituta qui in casa. Avrò avuto otto o nove anni. Mi ha detto che se avessi parlato con qualcuno mi avrebbe portata in collegio... che bastardo!" Osservo l'orsacchiotto tra le sue mani,il pelo sembra consumato in alcuni punti, mentre il fiocco rosso un po' sbiadito scorre tra le sue dita ripetutamente. "Quella stessa sera è tornato a casa con un orso di peluche con un bel fiocco al collo. Si sentiva in colpa nei miei confronti,non tanto perché avesse paura che dicessi tutto a mia madre ma perché sapeva che ci ero rimasta molto male". "È quello l'orso immagino" affermo indicandolo ma subito Stephanie si mette a frugare tra le coperte: "No, è questo" risponde mentre recupera un secondo orso marroncino con un grosso fiocco bianco. "Ma quanti orsetti hai li sotto?" Domando divertito,accarezzando la pelliccia marrone del pupazzo. "Due. In realtà ne avevo tre fino all'altro giorno,solo che il terzo era un regalo di Richard.... ho pensato che fosse meglio liberarmene. Con lui è una storia chiusa ormai. Vedi,ho sempre avuto il sospetto che ci fosse un'altra... non mi cercava,non mi guardava mai negli occhi,non mi faceva più regali nè avevamo serate romantiche. Insomma,quel minimo di passione che ci ha tenuti insieme i primi mesi non c'era più. Ieri ho solo avuto la conferma. Lo sapevo dentro di me,ma non mi è mai importato. Non riuscivo a esserne gelosa. Anzi,ho pensato solo che se lui era impegnato con altre persone allora pure io avrei potuto fare lo stesso. Avevi ragione sui preservativi,ho avuto rapporti con altri. Quella sera in cui abbiamo fatto sesso ho capito che non volevo proprio sposarmi con lui. Sarei stata costretta a mentire al mondo per anni,avrei dovuto recitare la parte della moglie modello e qualsiasi relazione avrei avuto sarebbe stata solo un rapporto clandestino. Non voglio avere con mio marito lo stesso rapporto che hanno i miei genitori. Mia madre ha accettato il fatto di avere le corna molti anni fa. Ormai tutti sanno che mio padre si scopa la sua segretaria. E così è successo con molte altre donne,hanno una relazione aperta. Sono complici,è vero,però ognuno dei due ha la sua vita a letto. Mia madre ha dei contatti in politica per via del suo lavoro,mio padre finanzia le sue campagne,non potevano di certo divorziare quando il tradimento è uscito allo scoperto. Però loro si sono sposati negli anni sessanta,era tutto diverso. Io preferisco rimanere single,voglio la mia libertà". Mi chiedo come facciano i McMahon a rimanere sposati in questo modo... chissà cosa staranno facendo Jo e Eddie,ma come si fa a vivere pensando che tua moglie ha una vita sessuale propria con altre persone? "Tutto bene?" "Sì" rispondo distrattamente. "Il fatto è che non mi sentivo libera con Richard. Era come se lui mi proibisse di fare tutto: al lavoro era geloso di chiunque avesse un progetto con me, ogni volta che abbiamo cenato insieme nelle rispettive case è stato sempre con i nostri genitori e mi rompeva le palle persino per come mi vestivo. Ma la cosa che mi dava più fastidio in assoluto era che voleva sempre frenare le mie ambizioni. Ogni volta che cercavo di dire qualcosa sul mio lavoro mi interrompeva per ricordarmi che il capo è mio padre e che sarei diventata presto sua moglie,che a quel punto non avrei dovuto preoccuparmi di niente perché lui aveva comprato una casa per noi... Come se io non fossi in grado di provvedere a me stessa. Avrei pensato io ai miei bisogni e onestamente credo che lui avrebbe dovuto incoraggiarmi a realizzare i miei progetti. Lui ha sempre deciso autonomamente per sè stesso, non mi ha mai consultata pure sulle cose che sapeva non avrei apprezzato. Non gli importava. Ora ho capito perché". "Jo vuole fare un servizio fotografico. Nudo integrale". Rompo il silenzio, solo Steph può capirmi in questo momento. Forse Jo non mi ama più,non le importa del destino che avrò! Richard non ha mai amato Steph e non si è mai interessato del suo lavoro, e se Jo... no,sto esagerando... però Eddie la incoraggia... "Che cazzo-". Stephanie è disorientata e pensa che io stia scherzando. "Dice che le daranno tanti soldi e che saremmo a posto per il nostro futuro". "Paul,credo che lei e mio padre avranno molto da discutere. Una nostra diva su una rivista porno? Immagino sia Playboy... lo hanno già fatto altre e le cose sono degenerate. I nostri show riguardano lo sport,le nostre divas sono delle lottatrici e non delle modelle di riviste per adulti. Non so se mi spiego...". Jo avrà dei grossi guai al lavoro. Lo immaginavo. Diventerò lo zimbello di tutti. "Sì... ma pensa cosa dirà la gente di me! Mi prenderanno per il culo tutti, Mark,Dwayne,tuo fratello e soprattutto quel coglione di Shawn. Riderà di me dal salotto di casa sua ogni volta che mi vedrà in TV. Il bello è che quel coglione di Eddie la incoraggia! La aiuta a fare le sue zozzerie! Mi sento tradito proprio per questo,va a cercare approvazione dagli altri e non ascolta ciò che io ho da dire. Mi sento come... come se fossi insignificante per lei. Sono tornato a casa e me li sono ritrovati a cena insieme. E poi quelli sarebbero solo amici? Un amico la incoraggia a posare nuda? " Cerco di calmarmi, Stephanie mi osserva senza dire una parola. Mi sento preso in giro. "Me la stanno facendo sotto il naso! Troverò delle prove,prima o poi capirò che cosa ha in testa ". "Beh,da come mi racconti la faccenda Jo e Eddie sono d'accordo. Cerca di rilassarti,le prove arriveranno presto. Eddie ha ripreso ad allenarsi,ho un'idea". Stephanie ha iniziato a scarabocchiare su un foglio di carta stropicciato: "Jo e Eddie inizieranno una relazione on screen. Se sono così amici come dici lo accetteranno senza problemi. A questo punto ,se davvero c'è qualcosa, facendoli restare insieme h24 diventerà evidente". "Steph,non sono d'accordo. Voglio che Jo sia sincera con me. Non voglio organizzare un piano per incastrarla". "Tu sei sincero con lei? Immagino che non sia al corrente delle nostre scopate". "Ma vaffanculo". Mi alzo velocemente dal suo letto e mi dirigo verso l'uscita: ma come si permette? "Pensa ciò che vuoi ma mentre eravamo insieme hai goduto". "Basta! Ma si può sapere che cosa vuoi da me? Per caso vuoi farmi lasciare? Ti dico già che non succederà. Credevo che fossi mia amica,abbiamo avuto i nostri momenti no ma eravamo entrambi ubriachi e... basta,sai già come la penso. Sono venuto per parlare. Non voglio lasciare Joan,mi dispiace". Sbatto la porta con violenza quando sento Stephanie rincorrermi per le scale: "Paul! Sei un ipocrita. Ammetti a te stesso di aver tradito. Abbiamo fatto sesso. Che ti piaccia o no hai già le tue colpe". "E tu hai le tue. Se Richard ti ha piantata è perché sei una troia".
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She never recovered|Triple H & Chyna
RomancePrima parte. Il sogno di Paul fin da quando era ragazzo è sempre stato il wrestling e con tanti sacrifici lo aveva realizzato. Aveva tutto:un buon lavoro, una certa fama e un amore travolgente. Ma un giorno Paul Levesque,ormai conosciuto da tutto il...
