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Dopo aver stirato una moltitudine di vestiti rosa, jeans, camicette e magliette a maniche corte, faccio uscire Zeus per la seconda volta e vado a lavoro. Stuart sta realizzando nuovi dipinti e non passerà in galleria; quindi, sarò da sola tutto il giorno.
Dopo la pausa pranzo, però ricevo una sua chiamata.
<<Ciao Stuart, tutto bene?>>.
Sono seduta davanti al pc e giocherello con la rotella del mouse per scacciare via l'ansia. Lo so, è solo Stuart, ma ho sempre il terrore di aver combinato chissà quale casino. E' pur sempre il mio datore di lavoro.
<<Sì, biondina, tutto ok. Senti, lo so che a settembre siamo parecchio impegnati ma mi chiedevo se potessi organizzare un evento>>.
Osservo l'agenda davanti a me. Tra, meeting, vernissage e corsi di pittura, non è rimasto molto spazio ma...
<<Penso che possiamo farcela>>dico, tentennando.
<<Mio fratello si tratterrà più del dovuto e vorrebbe esporre un po' di foto>>.
Non pensavo che Oliver fosse un fotografo.
<<Ho bisogno di questo pomeriggio per capire se è fattibile. Non voglio essere stretta con i tempi Stuart, sai che è importante realizzare tutto nei minimi particolari>>.
<<Confido in te. Sul serio, senza di te sarei perso>>.
<<Grazie>>.
<<Grazie a te, anche per ieri>>.
<<Figurati. Torno a lavoro e ti tengo aggiornato>>.
Durante il pomeriggio, scambio anche qualche messaggio su Whatsapp con mio padre, riguardo Sofia. Anche quando lavoro, la mia bambina occupa tutti i miei pensieri. Ricontrollo meticolosamente gli impegni di settembre e scelgo una possibile data in cui avrà luogo la mostra.
La data non è messa a caso. Il giorno del mio compleanno. Così ho la scusa per tenere a freno l'entusiasmo di mio padre. E nessuno mi organizzerà niente. Sono un genio.
Ogni evento è diverso e richiede la massima cura. Puntualmente, bisogna realizzare e spedire gli inviti, chiamare il catering ed organizzare lo spazio. Per dare spazio alle foto di Oliver, infatti, dovremmo spostare le opere di Stuart e contattare il personale apposito. I suoi dipinti hanno parecchio valore. Se li spostassi io, probabilmente ci cadrei dentro.
Contatto Stuart e lo informo della data scelta. È titubante per via del mio compleanno, perché sa già che mio padre si arrabbierà con lui ma alla fine accetta. Mi riempie di complimenti e io come al solito lo ringrazio. Dopo aver ricevuto la sua approvazione, inizio a lavorare sugli inviti ma avrei bisogno di parlare anche con Oliver. La serata sarà completamente dedicata a lui e ho bisogno di sapere se ha richieste particolari, quante saranno le foto che vorrà esporre e soprattutto, quando verrà e chi verrà ad esporle.