OMAR (terza parte)
...
"Io non capisco... non vai nemmeno a letto due volte con la stessa donna ora? Potevamo divertirci un po'..." aveva cambiato di proposito argomento.
"Non sono affari tuoi se vado o meno a letto due volte con la stessa donna... e non mi andava di divertirmi con lei..."
"Finirai per rimanere solo, Omar... tu e tuo padre" rincarò.
"Sta zitto, Claudio!" mi stava montando la merda alla testa nel sentirlo nominare. Lui era una merda di persona come Claudio!
Ma che cavolo voleva da me?
"E' la verità!"
"Ti sbagli! Vuoi sapere perché non vado a letto due volte con la stessa donna?" non aspettai che rispondesse. "Non sopporto che mi considerino una loro proprietà! Come fa Veronica, ti ricordo... Così come non sopporto che lo creda tu. Io non sono di tua appartenenza, mettitelo bene in testa! Io non sono di nessuno!"
"O magari non vuoi semplicemente ammettere che non saresti in grado di accettarlo... le donne ti spaventano, è questa la verità"
"Cristo santo, Claudio! Che stai blaterando? Si può sapere che ti ha preso stasera?"
"Non è solo stasera, è da ieri che te lo voglio dire... Stai perdendo colpi, amico... La figlia della De Angeli non ti ha nemmeno dato il suo cellulare, o sbaglio? Magari perché non hai avuto il coraggio di chiederglielo... ho sbirciato dai vetri: non sembrava tanto gentile... eri in difficoltà"
Il ricordo mi innervosì. Ancor più sapere che mi aveva spiato!
"E questo che vuol dire?"
"Era il nostro piano, o te ne sei dimenticato?"
"Lo ricordo benissimo, visto che non ero d'accordo"
Non ne ero convinto da subito ed ora ne ero più che sicuro.
"Te la scopi, la fai andare fuori di testa e ricatti la madre, ci eravamo detti. Così risolvi e sei libero di fare come vuoi..."
Si era detto lui!
"Forse ho cambiato idea, va bene? Forse dopo averle parlato ho capito tante cose... Non mi va d'accordo? E non mi andava nemmeno all'inizio, se vogliamo precisare"
"E quando cazzo è successo? Le hai parlato solo un momento. Ho ragione io: le donne ti spaventano" Claudio si muoveva nervosamente, "Che poi a questo punto non so nemmeno se le hai parlato come avresti dovuto, visto che non mi hai detto nemmeno come si chiama" continuò come se non avessi parlato, "Forse hai soltanto finto: l'hai avvicinata con una scusa e te la sei data a gambe"
"Si chiama Bianca, va bene. Non capisco questo discorso... che te ne importa?"
Dio, come lo detestavo quando faceva così...
Io Bianca l'avevo già baciata se volevamo puntualizzare. Certo non perché si era innamorata di me, o perché lo avevo deciso io, ma comunque mi aveva baciato.
"Mi importa invece. Quanto credi che debba aspettare ancora? Datti una mossa, Omar o mi cerco un altro per gli incontri. Sono mesi che aspetto i tuoi comodi"
"E cercatelo! Non me ne importa niente"
"Sei un buono a nulla, Omar! D'accordo le hai parlato, te lo concedo... ma questo non significa che saresti in grado di fare altro col carattere di merda che hai. Forse ti concederebbe una notte di sesso se ne avesse voglia, ma poi finirebbe lì. E tu non saresti mai fuori da questo casino perché non hai le palle"
"Magari non mi interessa neanche una notte di sesso con lei, ci hai pensato?"
"A chi? A te? Fammi il piacere"
"Magari sto diventando romantico, chissà? Una notte di sesso è troppo squallida"
"Stai diventando più coglione di romantico! Ora capisco... sei tutto chiacchiere e basta... tutte quelle stronzate di.. mi son fatto questa... mi son fatto quella... non è vero niente. Sono solo balle!"
Risi.
"Sai che ti dico..." proseguì, "Se non vuoi provarci con lei, nonostante tutto, magari ci provo io. Chissà magari la concederà a me una notte di sesso e ci guadagnerò lo stesso in divertimento almeno"
A quelle parole irriguardose nei suoi confronti la rabbia mi riempì gli occhi. Saltai in piedi e lo presi per la maglia, scaraventandolo contro il muro e facendolo inciampare nella lampada che c'era a lato del divano.
"Sta attento a come parli, Claudio! Ti ammazzo se la tocchi!"
Mi spintonò via, lontano da lui e mi fissò truce.
"Vaffanculo, Omar!" aggrottò la fronte, "Per anni ho sopportato le tue cazzate, ma ora non ne posso più. Sei un perdente e lo sarai per sempre. È ora che te ne renda conto! Nessuno mente a dirti che non ti sopporta... e se lo vuoi sapere: non ti sopporto nemmeno io! Io e te abbiamo chiuso" sbraitò, "Hai capito? Chiuso!|"
"Finalmente, guarda! Non me ne faccio niente di una testa di cazzo come te per amico! Anzi vattene se non vuoi che ti metta ancora le mani addosso e non farti trovare più da queste parti!"
Entrambi avevamo il fiato corto.
Senza dire altro Claudio andò verso l'ingresso. Posò una mano sulla maniglia della porta e si voltò verso di me un'ultima volta prima di andarsene. L'espressione ferita e feroce allo stesso tempo. Quindi uscì sbattendo forte la porta alle spalle.
Claudio non era mai stato un amico granchè per me. Era per lui che mi ero ritrovato in combattimenti clandestini. Scommetteva su di me e intanto io ci mettevo la faccia e andavo a processo. Era approfittatore e calcolatore. Opportunista e furbo.
Non avrei nemmeno dovuto chiamarlo amico.Ne facevo volentieri a meno!
Senza neppure avere il tempo di razionalizzare il suo gesto il mio cellulare squillò. Lo presi con rabbia e risposi...
STAI LEGGENDO
Ancora tu...
ChickLitPuò l'amore curare ogni cosa? Un cuore malato e ribelle come quello di Omar, o uno triste, provato dalla vita e rassegnnato come quellp di Bianca? La rabbia di Omar e il rimorso per una madre che non c'è più lo porta a combattere in incontri illega...
