BIANCA
Erano passati ormai sei mesi dall'ultima volta che avevo visto Omar dietro quella porta, ma non avevo potuto parlare con lui pur volendolo con tutto il cuore.
Non mi importava più di nulla.
Niente aveva più un senso per me. Me ne ero andata... distante da lui. Eppure non era lontano abbastanza, perchè il pensiero di Omar mi aveva seguito.
Lo avevo deluso, avevo tradito le sue aspettative. L'avevo ferito, senza ascoltare le sue ragioni, senza concedergli il minimo dubbio. Avevo deciso che era colpevole e neppure sapevo come avevo fatto ad assomigliare così tanto a mia madre che avevo sempre criticato.
Questo pensiero continuava a torturarmi.
Non riuscivo più nemmeno a studiare: mi alzavo la mattina, facevo una doccia, mi vestivo nell'illusione che fosse un giorno come uno degli ultimi in cui c'era lui al mio fianco, ma non era servito. Stavo ore a non concludere nulla davanti al computer o davanti a un libro. Omar non c'era e non ci sarebbe stato più.
Mi mancava terribilmente, potevo far finta di star bene con gli amici che a fatica mi ero fatta, ma mi mancava.
Lo cercavo accanto a me prima di addormentarmi la sera, mentre camminavo per le strade, o quando mi fermavo da qualche parte per il pranzo. Ogni pensiero mi portava da lui e non mi mollava.
L'avevo persino ricercato in un altro ragazzo accettando la corte del figlio del signor Bradford per compiacere mia madre, ma mi ero soltanto ingannata... non era cambiato nulla. L'amavo lo stesso, non era mutato niente.
Ed ora essere tornata a casa per qualche giorno non faceva che acutizzare il dolore: sapevo di averlo più vicino e nello stesso tempo sapevo di averlo distante. Quell'ordine restrittivo che, avevo scoperto, mia madre aveva firmato nei suoi confronti, mi impediva di vederlo e di parlargli.
Avevo detto un milione di bugie su di lui a me stessa per distruggerlo, gli avevo spezzato il cuore, ero andata lontano mille miglia, ma se lui avesse potuto amarmi ancora... amarmi lo stesso come io amavo lui, raccogliere i pezzi del mio cuore e ricomporlo, superare tutto, stringermi di nuovo tra le sue braccia per alleggerire quel male... e di nuovo mi avesse permesso di stare in questo mondo... se avesse fatto tutto questo avrei ricominciato a respirare di nuovo. Ad esistere ancora.
Eppure non sapevo quale sarebbe stata la sua risposta, né avrei potuto saperla mai.
...
"Allora... come stai? I tuoi studi? E Jonathan? Non mi hai ancora raccontato niente al telefono" seduta sul divano di casa sua mia madre ansiosa di sapere attendeva che la raggiungessi. Ero appena arrivata dall'aeroporto e mi sentivo distrutta. E non avevo voglia di domande... delle sue domande.
"Forse perchè non c'è niente da raccontare. Scusa, ma sono stanca, mamma... se non ti spiace..."
Non mi lasciò finire la frase.
"Dai! Solo un minuto... sono mesi che non ti vedo. Rimani un po' con me" con una mano battè sulla stoffa crema del divano invitandomi a prendere posto accanto a lei con un sorriso falso e vittorioso sulle labbra.
Mi dava sui nervi: se io e Omar ci eravamo separati alla fine era anche colpa sua. Quella restrizione a non avvicinarsi a me nei suoi confronti, altro non era stata se non il colpo di grazia...
La assecondai.
"Vuoi sapere come sto? Vuoi la verità, o quello che vuoi sentirti dire, mamma? Perché se vuoi la verità non sto affatto bene! E vuoi sapere il perché... perché voglio lui, maledizione! Solo lui!" aveva inteso a chi mi riferivo.
"Ancora con sta storia di Omar. Quando la smetterai una buona volta?" si stava alterando.
"Mai, mamma! Mai! È grazie a Omar che sono cambiata, ma come fai a non vederlo?"
"Ah, sicuro! È grazie a lui che sei cambiata, ma non certo in meglio!"
Il suo ghigno si spense del tutto.
"Tu non sai cosa c'è stato tra di noi, tu non sai chi è realmente..."
"Invece lo so, Bianca: è un criminale. Non ha un futuro e avrebbe fatto di tutto perché non ce l'avessi anche tu se non lo avessi fermato... Per fortuna almeno le mie parole non gliel'ho dette invano"
A quelle parole restai sospesa.
"Che vuol dire le mie parole non gliel'ho dette invano?" non riuscivo a capire, "Non dirmi che l'hai visto?"
"Può essere..."
"E quando? Perché non me lo hai detto?"
"Non ha più importanza..."
"Certo che ce l'ha!"
"Non potevo lasciare che rovinasse il tuo futuro..."
"Quando gli hai parlato, mamma?! Dimmelo!" le strepitai contro.
Era a disagio, non avrebbe voluto farsi scappare quella frase.
"Prima che partissi per l'America... è stato tanto tempo fa. Non ha più importanza davvero"
"Che gli hai detto, mamma! Dimmelo!"
"Vuoi davvero continuare a battagliare per un ragazzo del genere?" fu la sua risposta.
Il fatto che non me lo volesse confessare significava niente di buono.
Ero basita. Tutto quel tempo e lei aveva tramato alle mie spalle!
L'agitazione mi riempiva la testa.
Avevo solo una replica.
Perché non riusciva a capire?
"Sì, mamma! Non importa quello che dici, o quello che gli hai detto. Non cambierà quello che provo per lui" le strillai contro con le lacrime agli occhi, "Ritira immediatamente l'ordine restrittivo, o non mi vedrai mai più. E non sto scherzando"
"Non è la persona adatta a te, Bianca"
"E chi l'ha deciso? Tu? Io lo amo, mamma. Che ti piaccia, oppure no"
Mi alzai di scatto. Le guance in fiamme.
Fece lo stesso, mise le mani ai fianchi e mi fissò con pena. Quello che le avevo confessato le faceva male. Ce l'aveva scritto in faccia.
Mai quanto ne aveva fatto a me... ne aveva fatto a noi.
Strinse le labbra e mi puntò fissa.
"Lo ritirerò a una condizione però"
Avevo paura a chiederle quale.
Due grosse lacrime mi rigarono le gote.
"Che altro vuoi?"
"Devi promettermi che sarà davvero l'ultima volta che lo vedrai. Tornerai in America e ci resterai... ti sposerai con Jhonatan e lo dimenticherai una volta per tutte"
"Io non voglio sposare Jhonatan, l'ho solo sopportato per compiacere a te, mamma, ma non lo amo! Lo vuoi capire? Il mio cuore sarà sempre di Omar, anche se non volesse più volermi... io amerò per tutta la vita lui!" strillai.
"Non mi importa!"
"Non puoi chiedermi questo, mamma!"
"Prendere o lasciare, Bianca. Questa sarà l'ultima volta che parlerai con lui, non ci sono altre vie di mezzo. Deve uscire per sempre dalla tua vita"
Chinai il capo frantumata del tutto. Solo un'ultima volta per dirgli addio. E poi dovevo allontanarlo per sempre.
Come potevo farlo?
Io amavo lui!
Trattenendo le altre lacrime, incurante di mia madre che tentava di fermarmi, corsi all'ingresso. Afferrai le chiavi della sua macchina ed uscii. Dovevo andarmene da lì, rimettere in ordine i pensieri...
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Ancora tu...
Chick-LitPuò l'amore curare ogni cosa? Un cuore malato e ribelle come quello di Omar, o uno triste, provato dalla vita e rassegnnato come quellp di Bianca? La rabbia di Omar e il rimorso per una madre che non c'è più lo porta a combattere in incontri illega...
