OMAR (seconda parte)
Ero rimasto più di 3 ore in quella stazione dei carabinieri prima che pagassero la cauzione stabilita da un giudice in attesa di un altro processo e mi rilasciassero. Era stato mio padre senza dubbio a farlo visto che avevo chiesto di chiamarlo e farglielo sapere. Strano solo non mi avesse raggiunto alcun avvocato dei suoi e fosse stato tutto così veloce. Probabilmente mi aspettava fuori per delucidarmi la questione.
Non sarebbe stato facile spiegargli come ero finito di nuovo nei guai. Dovevo raccontargli tutta la verità a questo punto, avrebbe capito. Ne ero sicuro.
Alla fine dovevo rispondere solo dei danni al finestrino rotto della macchina, nessuno aveva sporto denuncia per aggressione verso di me. Mi sarei stupito del contrario...
Raccolsi le mie cose e ancora zoppicando uscii all'aperto.
L'aria fresca della notte anche quella volta mi prese a schiaffi.
Subito mi bloccai.
C'era un suv grigio chiaro metallizzato fuori. Una striscia adesiva sul vetro del portellone anteriore in alto: "Se vuoi la pace devi lavorare per l'onestà" portava scritto.
Non era possibile! Come aveva fatto a sapere che mi trovavo lì?
La cosa che più mi dava sui nervi era quella faccia trionfante che aveva disegnato sul viso...
"Presumo che avresti voluto vedere chiunque, ma non me" disse a bruciapelo la De Angeli non appena mi avvicinai.
"Pensavo di trovare mio padre ad aspettarmi, ma evidentemente ha pagato la cauzione e se n'è andato" risposi senza darle soddisfazione.
"Non ha pagato alcuna cauzione tuo padre... credo che non sappia nemmeno di trovarti qui. Sono arrivata subito appena l'ho saputo. Sono io che ti ho evitato il carcere, visto i tuoi precedenti..."
La De Angeli che aveva preso le mie difese? Da non credere. Per quale motivo poi? A casa con Bianca non era stata così gentile nei miei confronti...
"E come l'ha saputo, se posso chiedere?"
I suoi occhi brillarono di vittoria.
"Me lo ha detto il tuo amico... credo che si chiami Claudio..."
Claudio! Dovevo aspettarmelo. Che altro le aveva detto quello stronzo?
Strinsi le labbra a trattenere l'irritazione.
Misi le mani ai fianchi e scossi la testa.
"Claudio non è mio amico" dissi ostile.
Una scossa elettrica mi camminò sotto pelle.
Continuò come se non avessi parlato.
"So tutto Fosco! Hai avvicinato mia figlia con uno scopo come pensavo..." esclamò concitata.
"Non è la verità! È lui che..."
Non mi lasciò spiegare.
"Vedi forse non hai capito... il problema non è se questa è la verità o meno, il problema sei tu, Fosco. Ti voglio fuori dalla vita di Bianca! Devi lasciarla libera di avere il successo che merita..."
"Questo glielo ha chiesto Bianca, o fa tutto da sola?"
Sorrise beffarda.
La sorpassai deciso a tornare a casa. Volevo parlare con Bianca prima di sua madre. Sapevo che lo avrebbe fatto. Ormai era solo questione di tempo. Non potevo permetterle di rovinare tutto...
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Ancora tu...
ChickLitPuò l'amore curare ogni cosa? Un cuore malato e ribelle come quello di Omar, o uno triste, provato dalla vita e rassegnnato come quellp di Bianca? La rabbia di Omar e il rimorso per una madre che non c'è più lo porta a combattere in incontri illega...
