Ti porto via con me!

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Shot
20 Benson Boone - Beautiful Things

Senza nemmeno lo straccio di un bagaglio.
«Non abbiamo bisogno di nulla se non di noi stessi. » Mi ha sussurrato in un orecchio prima di inaspettatamente intrecciare le nostre mani e portarmi via lontano da tutto.
Ed in parte aveva ragione, se non fosse che tutta questa fretta di scappare non avesse causato una serie di incomprensioni dal sapore iconico.

Nascosta dietro la grande montatura di  occhiali da sole dalle sembianze insettivore, acquistati poco fa in un konbini della stazione centrale di Seul per celare agli altri il mio aspetto tumefatto, trattengo una risata nell'osservare questo tuo ultimo tentativo di sbollire dalla rabbia e il nervosismo causato dalle incomprensioni scaturire da questa nostra insolita accoppiata.

Mi sembra ancora assurdo.
Appena arrivati alla stazione di Seul, sentendoci osservati ci siamo fiondati all'interno di un Konbini alla ricerca di un travestimento.
Ma il proprietario del Konbini in questione, proprio oggi si sentiva Anpanman, uno dei superiori più inutili del mondo asiatico, non appena ha incrociato il mio sguardo mi ha allontanato frettolosamente da Guns, afferrandomi per le spalle di soppiatto e anteponendosi tra di noi.
Cosa che lo ha fatto andare su tutte le furie!
Non soddisfatto dell'equivoco ha condito la situazione accusandolo e attribuendogli la colpa delle mie condizioni fisiche.

Oh povero Joon! prima è passato per un violento... poi lo stava addirittura diventando, nei confronti di quel ajusshi!

Ed anche in farmacia lo stesso; dopo l'acquisto di vari antidolorifici e creme per ematomi e contusioni di vario tipo.
Mi sono trovata davanti all'ennesima persona che cercava di persuadere la mia fragile mente nel confessare quanto più inverosimile possa esser successo; ovvero che le mie condizioni fisiche fossero dovute ad un qualche tipo di abuso fisico da parte del mio fidanzato!

Fidanzato....
Sovrappensiero risposi semplicemente:
«Quale fidanzato?» complicando la situazione vedendolo innervosirsi ancora di più.
Ma non appena ho incrociato il suo sguardo, il sangue mi è gelato nelle vene.
«Oddio!» Ho squittito a voce alta.
Come al solito ho parlato a sproposito, non so... credo di non essere ancora abituata alla questione che lui, potrebbe... O è... il mio "fidanzato".
Ti meriti la gogna!
Ma dopo le dovute e accurate spiegazioni ed aver mostrato a loro i nostri tesserini militari; abbiamo concordato che forse era il caso di comprare anche un cappellino oltre agli occhiali da sole per entrambi cosi da non causare ulteriori intrusioni.

Ed è così che due ore e mezza di treno più tardi, siamo mano nella mano a passaggiere serenamente sulla spiaggia bianca di Jumunjin.
La spiaggia è fortunatamente ancora poco popolata, seppur essendo inizio maggio non è ancora alta stagione e nonostante il clima è mite, il vento freddo la rende inospitale.
D'altro canto, per nostra fortuna oggi il sole ci accoglie alto con la sua carezza calda rigenerando sia il corpo indolenzito che l'anima in tumulto; ringrazio il cielo per questa sensazione che speravo di ricevere non appena i miei occhi hanno posato lo sguardo sul loro mare gemello.

Con lo sguardo perso nel mare mi fermo a riflettere su quanto vorrei che questa tua spensieratezza non venga mai infranta da niente e nessuno, specialmente da me. 
Vorrei rimanere a guardare i tuoi occhi sorridenti fino a che i miei non si sentano stanchi.
Sento dall'irrefrenabile desiderio di nasconderti questa mia parte di mondo e cercare di rendere ogni tuo giorno  spensierato proprio come ora, e lo stare con me non ti porterà nient'altro che drammi.
Preferirei lasciarti all'oscuro da tutto il mio dolore, soprattutto dopo aver visto tanta preoccupazione nel tuo sguardo.
Chiamalo scemo a preoccuparsi per te! Puoi fare il remake della carica dei 101! Chiazzata come sei!

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