Spengo il cellulare

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Guns.


« Giornata faticosa?»
La voce di un cadetto mi risveglia dai mille impegni che affollano la mia mente, perso nel labirinto di corridoi della base mi riporta coi piedi per terra salutandomi cordialmente, mi limito a rispondergli con un lieve cenno del capo in segno di assenso accompagnato da un sorriso gentile e stringendogli la mano lo sorpasso cordiale, per andare a èassp un po' più spedito verso la mia stanza.
Una volta giunto mi lascio scivolare sul letto sfiancato.
Vorrei poter poltrire per tutto il resto della giornata, ma l'agenzia mi ha richiamato a sè, e sinceramente oggi non ho la testa.
Non riesco a rimanere concentrato in niente, se ripenso a tutta la gelosia provata di ieri, sento persino le ultime energie abbandonarmi tra queste lenzuola ispide, che non sono come le sue, le sue profumano sempre, profumano di te.

Non posso che sentirmi fortunato, la mia calma apparente è parsa solamente ad occhi esperti, ovvero quelli del mio manager ormai abituato a conoscermi come le sue tasche, che ha deciso di non aspettare neanche un secondo per rimproverare ogni mio gesto e a puntualizzare l'esigenza di una mia nuova diretta dal suo ufficio per depistare qualsiasi altro curiosone, anche se, detto tra noi, preferirei passare il resto della giornata a fissare il soffitto a mente sgombra; ma non appena chiudo gli occhi nel vano tentativo di riposare un po' il cervello, Chung-Hee che irrompe in stanza con solita delicatezza.
Un rumoroso elefante in cristalleria che non contento di aver turbato quel millisecondo di pace ritrovata come un tirannosauro arrabbiato spalanca la porta gridando:
« C'è posta per te, yeo-bo 여보 tesoro!»  conosco il motivo del suo temperamento eccitato. Spesso i fan più calorosi mi mandano pacchetti ricchi di succulente prelibatezze, cibo fatto in casa o dolcetti di ogni tipo, ovviamente il tutto passa prima sotto le mani attente e minuziose della mia agenzia e a noi arriva solo quel che loro non ritengono pericoloso.
Anche se una piccola parte di me crede che conservi per se qualche pacchetto di nascosto sotto forma di tangente.
Mi tiro leggermente su e lo osservo barcollare appena verso di me nascosto da una piccola pila di pacchetti, stretti fra la mano destra e il suo ampio petto mentre in quella sinistra delle buste da lettera, che poggia indelicato sulla mia pancia sparpagliandoli per tutto il mio letto.

Ricevo sempre qualcosa non è una novità, regali da ammiratori, lettere di sostenitori, affetto dai fan o da sponsor e tant'altro; sono quelle lettere che mi hanno sempre tirato fuori dal mio peggio.
Consapevole che la mia ricercata serenità non tornerà tanto in fretta, non finché Chung mi guarderà con quegli occhioni ingolosito dai pacchetti in trepida attesa che gli dia un via libera per spacchettare tutto, fermo seduto al bordo del suo letto incuriosito.
Tra vari pupazzetti, cappellini e snack vari, ci sono tante lettere strappalacrime dei miei fan più accaniti, ed in mezzo ad un mare di Saranghae 사랑해 contornati da una pioggia di glitter e cuoricini, c'è una busta gialla che troppo semplice e anonima attira la mia attenzione.
A differenza del mio compagno di stanza che sta lentamente sbranando tutta la mia posta.

La afferro immediatamente prima che lui la possa intercettare.
La osservo insospettito per qualche secondo dopodiché abbasso le difese e decido di aprirla; al suo interno trovo più buste sempre anonime ed ordinate, separate e di grandezze diverse.
La curiosità non lascia spazio ad altre emozioni, inizio a tastarne il contenuto dal suo esterno ipotizzando idee del suo probabile contenuto.
Accigliato sussurro, « Cosa potranno mai essere?»
Attirando anche l'attenzione di quell'orso che forse ormai sazio che sposta anche lui la sua attenzione a quelle semplicissime buste.
형 Hyung cosa sono?» Si avvicina incuriosito chiedendo il consenso fisico di poter tacciare la busta più grande.
Rispondo con una scrollata di spalle sottolineando la mia confusione, con un cenno del capo mi invita ad aprirle.
Al posto di glitter e cuorici trovo ancora più anonimato, una matriosca di buste, dove al loro interno trovo un foglio, dei negativi e delle fotografie!?
«Chi è che sviluppa ancora le foto nel ventunesimo secolo?» Bisbiglio stranito.
Senza darci troppo peso prendo il bigliettino e ripongo per qualche secondo le fotografie nelle mani del mio coinquilino, osservo la calligrafia scorrevole e delicata senza prestare attenzione alle sue parole cercando di riconoscerne il mittente, ma nulla, non ne riconosco nessun proprietario. 
Mi concentro sul suo contenuto:

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