Audace Complicità

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SHOT

 
Immersa nei tuoi sguardi, rapita dalla morbida carezza dei baci al sapore di promesse.
Le tue calde labbra non si affrettano ad allontanarsi da me, solcano la pelle della spalla lasciata scoperta dalla camicetta aperta che le tue mani avide hanno strappato.

Camminando piano l'uno interrompe i passi dell'altro, piccole soste d'intesa, piccoli baci rubati,  protetti dal buio di questo corridoio, lontani da tutto alla ricerca di una qualsiasi scusa per non tornare sui nostri passi e smorzare i nostri istinti. 
Lucidità e desiderio si altalenano lasciando spazio all'imbarazzo che lento riaffiora sui nostri volti illuminati dai neon luminosi una volta raggiunta la pista da ballo, spegne i bollori e la lucida coscienza fa capolino presuntuosa ricordandomi il mio mancato contegno.
Forse potrei pentirmi di tutto.
Non riconosco questa nostra nuova complicità e mi fa paura.
Ostinata osservo il tuo volto che spesso e di continuo senza aggiungere parole mi racconta delle tue inclinazioni e i tuoi desideri.
Rapita dal tuo sguardo tagliente, succube di te, tanto da non riuscire a trattenere le mani che si spingono frettolose in cerca di quelle che poco prima ripercorrevano smaniose ogni centimetro di me, per poterle stringere all'ombra delle nostre figure rassegnate nel doversi trattenere.

Raggiungiamo il resto del nostro gruppo che stanchi dall'ondeggiare a tempo di musica hanno preso posto sui divanetti dell'area Vip prenotata appositamente da Guns.
Ci accomodiamo al loro tavolo.
L'una di fronte all'altro.
Inevitabile, la mia mente continua ad arrovellarsi in fibrillazione degli attimi appena vissuti.
Fare finta di nulla è quasi impensabile ma devo trovare il giusto contegno altrimenti sarebbe una situazione pericolosa per entrambi.
Ma la situazione si presenta più complicata di quel che mi immaginassi: chino di poco la testa disperata per evitare il suo sguardo, occhi scuri fissi e intesi fanno a brandelli ogni mie intenzione. Mi ritrovo a rincorrere il mio respiro, con il corpo che prega la mia anima di smettere di impazzire e di ritrovare presto la ragione, ma davanti a quegli occhi provocatori, l'aria sta diventando irrespirabile. 
A dividerci solo un tavolino basso ricolmo di bicchieri e bottiglie acquistati per festeggiare.
Tra i mille alcolici presenti su di esso intravedo una famosa marca di birra americana che viene importata anche qui in Corea, Budweiser molto gettonata.
La porto alle labbra a grandi sorsate; la sete e il desiderio di cancellare il tuo sapore dalle labbra prevalgono su tutto, non sarei capace di sostenere nessun discorso con nessun altro in questa stanza con il tuo sapore sulle labbra.
Quella era la mia distrazione più grande.
Più delle tue mani che ad ogni sorso stringono i braccioli del divanetto, più di quella lingua che lenta e assassina assaggia il mio sapore sulle tue labbra in una visione irresistibile, riportandomi ad osservare le tue bramosa di riassaggiare la loro pienezza.
Tu spiegami come cavolo fai a non saltargli addosso?!

Decido di comportarmi da ragazza educata e cerco di evitare tutto di lui, come se fosse malato di peste, ed interagire un po' con tutti i presenti, sopprimendo persino la mia indole ad isolarmi, tutto fuorché guardare nella tua direzione; così scopro che la ragazza alla mia destra che parla con 곰 Gom si chiama Kang-Hee.

Si presenta come una ragazza semplice lei ha i capelli castani raccolti in una coda alta e il viso lasciato al naturale.
Nonostante la sua giovane età racconta dei suoi record accademici essendo uno dei giovani  talenti dell'accademia.
Campionessa di tiro con l'arco tradizionale giapponese è difatti, una allieva di Joon-Woo nei cecchini avendo solo venticinque anni.
Posso constatare che nonostante tutti i miei pregiudizi nei confronti delle amicizie al femminile, posso acerbamente affermare che con lei penso di avere sintonia.
Ha un occhio di riguardo verso chi le sta accanto, studiando i suoi piccoli gesti comuni posso individuare la sua propensione materna.

A parlare con Kim-Seo l'angelo biondo, c'è Molan Park.
Ventiquattro anni, la sua unica sfortuna è l'avermi incontrata perchè da oggi verrà costantemente riconosciuta come MULAN.
Conosciuta dal mondo accademico come stella nascente nel nuoto presenta con un fisico muscoloso ma armonioso, dei capelli molto corti ma ordinati e come la maggioranza delle donne coreane è minuta e molto magra dal fascino silenzioso, ma per quanto riguarda il carattere nessuno la conosce un granché.
Abituata a parlare solo con l'acqua della piscina, sta molto sulle sue. Ma nonostante sia taciturna, compensa questa sua particolare caratteristica con piccoli ma frequenti sorrisi delicati, che la rendono veramente molto bella.

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