spegnendo le preoccupazioni

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Shot

Pancia in su con le braccia stese lungo il busto, i gomiti a terra, dita rilassate, gambe distese e leggermente divaricate.
Ad occhi chiusi, persa nel mio nirvana.
Dopo aver completato un estenuante lezione cardio, sento il peso del corpo a riposo sprofondare nel tappetino. Stremata ed inerme, mi ritrovo sdraiata a terra nella posizione defaticante dello Shavasana, ipnotizzata dal suono del mio respiro calmo e profondo rimango così per qualche minuto immersa nei miei pensieri, persa.

Non so veramente cosa fare.
Dove sbattere la testa!
Andare a lavarti per esempio?
Porto le mani sugli occhi e li stropiccio esausta, alla ricerca di un po' di buio, rilassandolo dalle forti luci led della palestra.
Sto vivendo nella paranoia, del sentirmi sempre osservata, seguita o controllata; ho paura che se facessi qualcosa di sbagliato nuocerei alla sua reputazione, ma  questa non è vita.
Vorrei solo una tregua da tutto.
Non ho la più pallida idea di come faccia, lui a vivere cosi. 

Questo tappetino si sta rivelando un temporaneo rifugio perfetto; rimango immobile ancora per un po' indecisa sul da farsi, come rimanere qui, ferma immobile mi aiutasse a risolvere i miei problemi, anziché nascondermi da tutto.
Si! però, hai sudato e non sai di rose, vai subito a lavarti!
Innegabile che persino miei studenti hanno notato il mio cambio umore dell'ultimo periodo; perfino quella piattola antipatica di Yoon-bin oggi è stato particolarmente gentile nei miei confronti.
Ultimamente mi sono sentita sempre più scarica, sempre con la sensazione di non riuscire a tenere il passo con la vita, capace solo di non cedere e cadere nel circolo vizioso dei pensieri bui ed emozioni negative.
Alcune posizioni yoga o meglio, alcune aperture, servono più alla mente che al corpo per ritrovare l'energia dispersa e riportarci alla serenità di cui abbiamo bisogno.
Sentire la fatica, accettare i propri sforzi, sentirmi appagata e in un qualche modo, nascondere tutti i miei deliri mentali dietro alla fatica.

L'unica soluzione è togliersi il sassolino dalla scarpa.
Devo parlarne con lui, non posso continuare così.
Farei questa fantomatica conferenza stampa solo per riottenere un minimo di tregua, nell'attesa che qualche atro scandalo oscuri il mio.
Il mio non è un lamentarsi a vuoto, ero naturalmente conscia di quello alla quale stavo andando incontro se avessi iniziato a frequentare Guns, sono in grado di affrontare la realtà, prendere le mie responsabilità e non nascondere la testa sotto la sabbia.
Durante il processo lui mi è stato sempre accanto ed era così ovvia la nostra intimità, che non avremmo potuto non immaginare di non aver minimamente attirato l'attenzione su di noi.

Lui a volte è così protettivo, che mi si scioglie il cuore.

Così alla fine la nostra storia è uscita allo scoperto e sinceramente da tempo desideravo gridare al mondo che lui fosse solo mio; ma non ci aspettavamo questo accanimento mediatico nei miei confronti.
Anzi, non pretendevo nulla, né l'indolenza nel sentirmi degna di essere l'unica per lui, ma tantomeno di avere almeno qualche alleato.

Mi giro e mi rigiro mimando tutta la mia frustrazione senza nessuna intenzione di alzarmi.
Vista da fuori sembra che tu abbia le convulsioni, stai di nuovo litigando da sola? 

Ok, ragiona!
Basta figure di merda!
Ora ci alziamo! "Ooooissssaaaaa!"
ma cos'hai ottantanove anni?
"In marcia!"
Non ti sei mossa di un centimetro!
Ok! Ora mi alzo! Mi sto alzando! Si vede che mi sto alzando?"
No, direi proprio di no!
"Sono in piedi! Sono praticamente in piedi!"
No! Sei ancora seduta.
Mi riaccascio sul tappetino desolata, strofino la faccia contro di esso poi, mi stiracchio come un gatto.
Un movimento sbagliato e un urlo di dolore si alza per tutta la palestra, "Crampo! Crampo Crampo craaaampo!"
Hai decisamente ottantanove anni!

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