"Non si guarisce mai da ciò che ci manca,
ci si adatta, ci si racconta altre verità."
(M. Mazzantini)
Rowan ha esalato il suo ultimo respiro due settimane dopo il mio arrivo a Los Angeles. Se ne è andato serenamente di notte e non ha sofferto. Ero con lui quando è successo. È stato devastante assistere e una parte di me se ne è andata con lui quella notte.
Stavo leggendo un libro nella sedia accanto al letto, la mia mano stringeva la sua. Con la coda dell'occhio ho notato un movimento e ho messo subito via il mio libro. Rowan aveva riaperto gli occhi e mi stava guardando. Guardando sul serio.
La mia pelle si è riempita di brividi. 'Oh, Rowan'. Il mio cuore stretto in una morsa. Non poteva essere lucido. Era impossibile. Ha aperto la bocca e non ne è uscito nessun suono, ma le sue labbra si sono mosse. Ha detto solo una parola: "June". Il mio nome. Il mio vero nome. Poi più niente. Ha richiuso gli occhi e se ne è andato, così. In un battito di ciglia.
Ricordo a malapena cosa è successo dopo. I medici sono entrati nella stanza e Rachel, che era di turno quella notte, mi ha abbracciato. Io piangevo, lei piangeva. Rowan non c'era più. I suoi genitori sono entrati nella stanza qualche minuto dopo e ricordo confusamente le loro urla. Il loro dolore negli occhi era insopportabile per me.
Sono uscita dalla stanza e mi sono seduta sul pavimento fuori dalla sua camera. Sentivo freddo e tremavo. Era successo alla fine. Mi era stato strappato via. Non c'era più. Il mio amore volta via per sempre.
Ella e Maddie sono subito corse da me. Hanno pianto abbracciate a me in quel corridoio lucido della clinica. Rowan era anche loro amico e perderlo era stato un duro colpo. Eravamo da sempre noi quattro contro il mondo. Ora restavamo solo in tre.
Il giorno del funerale c'era poca gente. I genitori non hanno voluto diffondere la notizia della morte del figlio e ho rispettato le loro volontà.
<<June, tesoro>>, sua madre è venuta nella mia stanza d'albergo il giorno dopo, <<so che forse non condividerai con noi la nostra scelta, ma preferiremmo tenere segreta ancora per un po' la notizia. Non sono pronta ad avere il giardino di casa pieno di giornalisti>>.
Le ho stretto le mani fra le mie. <<Sono d'accordo invece e rispetto la vostra decisione>>.
<<Io e mio marito abbiamo anche pensato che quando tutti noi saremmo pronti, dovresti essere tu a dirlo al mondo. Rowan ti amava con tutto sé stesso e so che lo farai nel modo migliore>>.
Avevo un nodo alla gola. <<Ok>>. Era l'unica parola che riuscivo a pronunciare.
Ci siamo abbracciate a lungo e prima che se ne andasse, mi ha preso le mani fra le sue. <<So che adesso sembra difficile, ma meriti di essere felice. Di innamorarti di nuovo. Rowan vorrebbe questo per te. Ne sono certa. Perciò vivi June. Vivi per davvero>>. Ero rimasta a fissare il punto in cui sparì per un'ora, le sue parole che vorticavano nella mia testa.
Tutti continuavano a ripetermi la stessa cosa. Vivi, innamorati e sii felice. Forse un giorno sarebbe successo, ma per me era ancora parecchio lontano.
Due giorni dopo il funerale, Lisa si presenta alla mia porta. Mi stringe in un abbraccio. <<June, tesoro, mi dispiace così tanto. Non oso nemmeno pensare cosa stai passando in questo momento>>.
<<Sono a pezzi>>, ammetto. Il mio aspetto non nasconde il mio stato d'animo.
<<So che preferiresti rimandare questo momento, ma dobbiamo parlare del futuro>>.

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QUALCUNO COME ME
RomanceNon era nei miei piani innamorarmi di lui, del suo sorriso. Della sua risata. O dei suoi incredibili occhi neri. Non era nei miei piani pensare costantemente a lui. Sognarlo la notte. Non era nei miei piani soffrire per lui. Non era nei miei piani d...