51. June

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 Micah si offre di ospitare i miei genitori a casa sua, in una delle stanze vuote. Si è rifiutato di lasciarli dormire in camper per strada. È stato davvero dolce.

Ovviamente ha obbligato anche me a restare. Per fortuna ho ancora la valigia con me del Ringraziamento o non avrei avuto niente da mettermi. In questi giorni mi sono praticamente trasferita nella sua stanza.

Mio padre era stanco ed è salito a dormire già da un po'. È quasi mezzanotte e siamo rimasti in salotto a chiacchierare.

Micah sbadiglia accanto a me. <<Io vado a dormire. Vi lascio parlare>>, dice alzandosi. Mi bacia la testa. <<Buonanotte>>.

<<Buonanotte>>, rispondiamo in coro.

Mia mamma aspetta che sparisca al piano di sopra prima di parlare. <<Micah è fantastico, June e tu lo guardi con gli occhi a cuore. Sembri davvero felice>>.

Mi abbandono contro al divano e sorrido. <<Lo sono e non voglio smettere>>.

Afferra le mani fra le mie. <<Quel ragazzo ti sta facendo bene. Sono sicura che Rowan vorrebbe vederti così>>.

Sospiro. <<Forse>>.

<<Lasciarti andare è stata la cosa migliore che potessi fare. Micah ti guarda con adorazione e non perché sei famosa. Credo che ti ami>>.

Sgrano gli occhi. <<No, è impossibile. È passato troppo poco tempo>>.

<<Non scegli quando innamorarti e nemmeno di chi. E tu sei sulla buona strada per ricambiarlo>>.

Dopo che mia madre raggiunge mio padre al piano di sopra, resto un attimo da sola per mettere ordine nei miei pensieri. Oggi è stata una bellissima giornata. Micah mi fa stare bene e questo non l'ho mai messo in dubbio.

Vorrei che durasse per sempre. Che questa bolla non scoppiasse.

Raggiungo Micah in camera da letto. Ormai non mi domando neanche più se sia giusto o meno dormire con lui. Dopo quello che è successo nel pomeriggio, non voglio più staccarmi. Lo trovo che dorme a pancia in giù. È decisamente crollato.

Mi infilo una delle sue magliette abbandonate in una sedia nell'angolo come pigiama e dopo una capatina in bagno, mi infilo nel letto, accanto a lui. Mi giro su un fianco e lo osservo. La luce della lampada nel suo comodino gli illumina appena il viso.

Sollevo una mano e gli sposto un ciuffo di capelli che gli è caduto sugli occhi chiusi. Geme nel sonno e mi ritrovo a sorridere. Mi sa che gli è piaciuto.

Gli sollevo un braccio e mi rannicchio contro il suo fianco. Inconsciamente lui mi stringe. Chiudo gli occhi e ascoltando il suo respiro, mi addormento con un pensiero in testa.

Non voglio finisca.


Delle labbra malandrine mi stanno baciando il collo e un corpo caldo e pesante, mi sta schiacciando contro il materasso. Apro un occhio e subito mi ritrovo a sorridere. Appena Micah vede che sono sveglia, schianta le labbra contro le mie in un bacio travolgente.

A quanto pare non gli interessa del mio pessimo alito mattutino.

Allaccio le mani dietro il suo collo e apro le gambe per fargli spazio. È già duro e pronto per me. Con un gemito, apro la mia bocca per accoglierlo. La sua lingua calda mi scivola dentro, quindi inizia a baciarmi come un uomo affamato. Le mie mani vanno dritte verso i suoi capelli e lo bacio con la stessa ferocia.

Micah è un fuoco. Ed io brucio con lui.

La sua mano callosa scorre dalla mia coscia nuda fino al ginocchio. Stringe la mia gamba e se la porta contro il fianco. Stacca la bocca dalla mia ansimando. <<I tuoi genitori dormono nella stanza accanto>>, dice con la voce roca, piena di desiderio.

QUALCUNO COME MEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora