Capitolo 8

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Rientrai a casa e i miei mi salutarono calorosamente.

Poi arrivò di corsa Max, il mio cagnolino!

Aveva in bocca il suo giochino: me lo portava sempre, ogni volta che entravo in casa.

Lo faceva solo con me perché ero io la sua compagna di giochi!

Mamma mi diede un abbraccio e papà mi lanciò un bacio.

"Guarda cosa ti ho preparato per cena..." – disse mia mamma.

Erano le polpette con le patate fritte! Il mio piatto preferito!

Aveva proprio ragione Alessandro, io ero fortunata.

La normalità non è affatto scontata e la bellezza e la felicità, molto spesso, sono nelle piccole cose.

Dopo cena, mi rifugiai in camera.

Sentivo la necessità di stare un po' da sola.

Mi sentivo un po' confusa e ansiosa.

Ma a farmi compagni, arrivò Max.

Lo avevo chiamato così, come il cane del Grinch.

Lui era buono e fedele a me, nonostante fossi una combina guai.

Era un volpino piccolo e dal pelo chiaro, che sfumava dal bianco al panna.

Aveva un musetto piccolino e due occhioni neri neri, con i quali mi fissava.

Evidentemente aveva capito che ci fosse qualcosa di strano in me.

Gli animali sono incredibili, riescono a percepire le emozioni anche se si tentano di nasconderle.

Io, da un lato, ero felicissima.

Avevo trascorso un pomeriggio diverso e davvero speciale.

Alessandro mi era entrato fisso in testa e non riuscivo a togliermelo dalla mente.

"È solo un amico" mi ripetevo, ma forse stavo mentendo a me stessa.

Cercavo di sopprimere un sentimento nuovo e inaspettato, ma senza riuscirci del tutto.

Dall'altro lato, ero ansiosa e un po' preoccupata.

Sapere che Alessandro avrebbe trascorso la serata al concerto con Asia, mi turbava.

In fondo noi due non eravamo nulla, ci eravamo appena conosciuti. Ma sapere quanto fosse brava Asia a rigirare le persone, mi turbava.

Mi scese una lacrima. Purtroppo ero una dal pianto facile e per questo vi chiedo di perdonarmi.

Max corse verso di me e mi diede una leccatina sul nasino.

Ero convinta che la notte mi avrebbe aiutato a tranquillizzarmi.

Ma non immaginavo quale razza di brutta sorpresa mi sarebbe capitata la mattina seguente a scuola. 

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