Londra, 2018.
Jungkook e Taehyung hanno 18 anni e vivono in due parti opposte della città.
Jungkook abita in una delle zone più malfamate della capitale inglese. La sua vita è lontana dall'essere definita semplice; vive con lo zio, vittima dell'alc...
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Il mattino arrivò presto, troppo velocemente per i loro gusti. Jungkook si risvegliò con un forte cerchio alla testa per le poche ore di sonno che si era concesso e la sensazione fresca che sentì sulla gamba scoperta, lo forzarono a rannicchiarsi sotto il piumone. Taehyung era accanto a lui e, come al solito, era caldissimo. Jungkook non si era reso conto di essere abbracciato a lui e con la testa sulla sua spalla. Dovevano aver dormito così.
Ricordava poco della sera prima, del turbinio di emozioni che l'avevano caratterizzata ma ricordava invece che, una volta sotto al piumone a luci spente, Taehyung lo aveva abbracciato. Succedeva spesso il contrario, soprattutto a letto. Era Jungkook ad abbracciarlo fino a che non si addormentasse, ma il moro doveva aver capito di quanto ne avesse bisogno quella sera. Taehyung gli aveva poi dato un leggero bacio sul collo, poi un altro e si ritrovarono a baciarsi con passione, con la mano del corvino fra le ciocche dell'altro e le loro lingue che si possedevano con un desiderio più forte di prima.
Mentre Jungkook non si era fatto domande, Taehyung se ne era fatte fin troppe chiedendosi perché la sua mano fosse di nuovo finita nei pantaloni dell'altro e poi quella di Jungkook si era stretta attorno ad entrambe le loro erezioni. Taehyung amava quei preliminari, ma non capiva come ci fossero arrivati. Si erano lasciati, non avrebbero dovuto toccarsi né tantomeno dormire assieme o baciarsi, ma era impossibile stare lontano da Jungkook, che non accennava a farlo. Il movimento divenne troppo bello, Jungkook gli mordicchiò il lobo ansimando quando Taehyung portò le dita fra le sue natiche fino a quando non raggiunsero un nuovo orgasmo assieme, addormentandosi poi dopo essersi ripuliti.
Jungkook aprì gli occhi e combatté con un fortissimo mal di testa per tenerli aperti, ma quando vide Taehyung dormire rilassato, sorrise trovando una ragione per stare sveglio. Ne aveva a centinaia per non volersi più svegliare, ma Taehyung era accanto a lui e, per quanto non sarebbe stato per sempre, quella ragione sarebbe bastata per svegliarsi quella mattina.
Ci fu un momento, solo pochi minuti dopo, in cui i ricordi della sera prima lo investirono. Il sorriso si spense sulle sue labbra e gli occhi gli bruciarono. Si erano lasciati, o meglio, non erano più fidanzati da un bel po' ma quella rottura era stata differente perché entrambi erano pronti a stare di nuovo assieme, ma le circostanze non gliele consentivano. Si sarebbe trasferito fra pochissimi mesi, non appena dopo la fine della scuola, lasciando indietro tutto quello che amava.
Gunner, il suo migliore amico che non era l'amico di una vita ma era l'amico della sua vita e sapeva che non avrebbe mai incontrato nessuno in grado di essere come lui e non voleva. Non lo stava cercando e non lo avrebbe mai cercato nella città nuova, ma Jungkook sapeva nessuno sarebbe mai stato come lui.
Vi era la famiglia di Gunner. Sua mamma Christine e suo fratello Henry che erano stati anche la sua famiglia.
E infine, Taehyung. L'unica famiglia che avesse mai avuto dopo la morte della sua famiglia. Taehyung che era l'essenza dell'amore puro e candido. Taehyung che lo amava come se fosse la cosa più preziosa al mondo, come se amarlo fosse la sua missione nella vita. Taehyung che non lo aveva mai fatto sentire sbagliato, giudicato o fuori luogo. Taehyung che rendeva ogni luogo casa perché non c'era luogo che non fosse casa se erano assieme. Taehyung che era l'amore della sua vita, quello che avrebbe potuto essere l'amore di una vita e che lo sarebbe stato. Jungkook non avrebbe mai avuto nessuno allo stesso modo, nessun sentimento di sarebbe avvicinato a quell'intensità che li caratterizzava, che era loro.