Capitolo quarantaquattresimo

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"I don't believe in safety netsStrung below that make it alrightTo let goYou gotta hold on"

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"I don't believe in safety nets
Strung below that make it alright
To let go
You gotta hold on"

Taehyung era in silenzio, immobile e con lo guardo fisso davanti a sé dove sedeva Jungkook che aveva gli occhi puntati su di lui, terrorizzati da quel silenzio angosciante. Non traspariva nessuna emozione dal suo sguardo spenti. Jungkook avrebbe voluto tornare indietro, cancellare quel discorso e trovare una soluzione diversa. Taehyung non lo stava guardando però. Osservava un punto dietro di lui perché se solo i loro occhi si fossero incontrati, sarebbe scoppiato a piangere. Era uscito di casa quella sera immaginando dei possibili scenari che includevano lui e Jungkook tornare finalmente assieme e, per i baci che si erano dati per gran parte della sera, aveva avuto molte speranze; eppure, non se lo aspettava, non aveva visto arrivare quell'opzione perché credeva sarebbe finita come nei film: lo zio in carcere per abuso domestico oppure sbattuto a chilometri di distanza e invece era Jungkook quello che sarebbe finito lontano da lui. Cento chilometri erano un'infinità per una relazione a distanza.

Taehyung fece dei respiri profondi cercando di raggruppare le idee e di non dare di matto, ma l'unica cosa a cui riusciva a pensare erano le sue emozioni. Era devastato dalla notizia perché per una frazione di secondo aveva creduto che ogni tassello della loro relazione stesse tornando a posto e invece, non era così. Non avevano ancora risolto che si erano ritrovati in una situazione più grande. Si sentiva come se nessuno volesse regalargli un lieto fine con Jungkook, come se non fossero realmente destinati a stare assieme e tutto ciò in cui avevano entrambi creduto fosse solo superficiale.

Era furioso nei confronti di un sistema che non si era mai curato di Jungkook e che non era, anche di fronte all'evidenze, in grado di proteggerlo come avrebbe meritato, costringendolo a scappare lontano da tutti. La mente di Taehyung viaggiò, immaginando cosa sarebbe accaduto se lo avesse trovato. Lo avrebbe spinto ancora più lontano fino a quando probabilmente non avrebbe perso sé stesso e ciò lo terrorizzava perché significava che il problema non si sarebbe mai risolto per nessuno di loro, specialmente Jungkook.

Eppure, in quel turbine di emozioni negative vi era una piccola luce di speranza. Credeva ancora che le cose avrebbero potuto sistemarsi, che forse il gioco sarebbe valso la candela e avrebbero fatto di tutto per farla funzionare ma una parte di lui sapeva che non sarebbe mai successo perché il gioco era la vita di Jungkook e non importava quanto Taehyung si sentisse incerto su come affrontare la vita senza di lui, avrebbe dovuto imparare a farlo. Ricostruirsi e rimettere assieme i mille pezzi che vi erano di lui.

Pianse senza rendermene conto e se ne accorse quando Jungkook gli carezzò il viso, asciugandogli una lacrima riportandolo ad una realtà che faceva più paura dei suoi pensieri.

"Bambolina... non ho scelta."

Taehyung si morse la guancia ed egoisticamente pensò che andarsene fosse solo una scelta e che, se avesse voluto avrebbe potuto scegliere Taehyung, di lottare, di restare e trovare assieme una soluzione, ma come avrebbe potuto chiedergli di lottare quando era ciò che faceva da tutta la vita?

Come un fiocco di neve || TaeKookLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora