Capitolo quarantatreesimo

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"Sicuro di non voler passare la serata assieme a noi?"

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"Sicuro di non voler passare la serata assieme a noi?"

Jungkook scosse il capo. Gunner aveva organizzato una serata assieme ad alcuni compagni di classe. Avrebbero guardato un film per poi giocare a qualche gioco in scatola. Hae era con loro dal pomeriggio.

"Non preoccuparti, la giornata è stata pesante. Preferisco stare qua e guardarmi un film."

Gunner lo guardò inarcando un sopracciglio, ma non insistette.

"E poi, passare una serata con i tuoi amici privilegiati? Non ci penso neanche."

Jungkook sorrideva. Gunner poteva percepirlo dal tono di voce, ma nonostante ciò sapeva fosse uno sforzo il suo. Non stava bene, gli aveva raccontato della giornata e di cosa fosse successo con Taehyung.

Gunner lo aveva sentito all'ora di pranzo quando gli aveva chiesto di non passare a prenderlo perché era già a casa. Era tornato a piedi. Aveva camminato per oltre due ore, passando da una parte all'altra della città. Avrebbe potuto prendere un autobus ma era cosi tanto agitato da aver bisogno di scaricare.

Una volta che Gunner finì le lezioni, tornò immediatamente a casa e Jungkook gli raccontò ogni cosa.

Non pianse. Una parte di lui era consapevole che Taehyung soffrisse e che quelle parole fossero giustificate mentre l'altra, quella di cui meno parlava, aveva paura le pensasse davvero.

"Oh! Privilegiati? Da quale pulpito sento la predica?"

Jungkook gli fece il verso e Gunner si ritrovò con un cuscino sul viso.

"Ti lascio tranquillo, ma davvero... per qualsiasi cosa sono a due muri di distanza. Scrivimi e corro qua."

Il corvino non lo sapeva spiegare, ma sentiva un enorme senso di gratitudine. Non era una situazione facile, ma dopo che avevano discusso, Gunner era riuscito a comprendere di più la visione di Jungkook e come si sentisse.

Jungkook passò la serata avvolto nel piumone che, sebbene fosse maggio inoltrato, era un must della stagione che non aveva dato tregua a nessuno con vento e pioggia. La trascorse guardando diverse puntate di una serie televisiva appena uscita. Gli amici di Gunner sarebbero arrivati attorno alle 9 di sera e quando alle 9:15 sentì il campanello suonare, storse il naso commentando che la puntualità non era un optional per i ceti sociali più alti.

Pensò di fare un salto di là solo per farsi vedere ma poi gli avrebbero chiesto di restare e lui non sarebbe stato in grado di dire no e, ora come ora, non aveva voglia di rimanere incastrato in una serata. Voleva solo stare a letto a guardarsi più episodi possibili fino ad addormentarsi.

Passarono meno di cinque minuti al secondo bussare, ma questa volta, erano sulla porta della stanza.

"Gunner, devo?" chiese, mezzo nascosto sotto la coperta "È una questione vitale?"

Come un fiocco di neve || TaeKookLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora