Capitolo quarantottesimo

349 29 10
                                        

Erano le 2:30 am quando Jungkook varcò la porta di Gunner cercando di fare meno rumore possibile

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.

Erano le 2:30 am quando Jungkook varcò la porta di Gunner cercando di fare meno rumore possibile. Sapeva che Christine fosse di turno di notte e che Eric probabilmente fosse a dormire da un suo amico, ma cercò comunque di non essere rumoroso.

Gunner doveva passare la serata con Hae, ma gli aveva scritto un messaggio non appena l'aveva riaccompagnata a casa, così che Jungkook potesse tornare senza disturbarli. Nonostante dicesse di essere felice di averlo a vivere con loro, sapeva di essere un impiccio in certi momenti. Soprattutto in quelli intimi fra di loro ma, al tempo stesso, Gunner non se la sentiva di cacciarlo fuori casa solo per passare del tempo con la ragazza, ed era per quello che spesso Jungkook faceva lunghissime passeggiate serali per lasciarli soli.

Si tolse le scarpe lasciandole all'ingresso, ringraziando la perfetta memoria che aveva di come erano disposte le cose in casa, perché Gunner aveva spento tutte le luci. Decise di andare in bagno prima di andare in camera e, quando fu nel corridoio, sentì il piede infilarsi sotto qualcosa di morbido e per poco non cadde facendo un gran baccano. Convinto del sonno pesante del suo amico, aprì la porta del bagno quando sentì una risata soffocata venire dalla loro stanza.

"Stai bene?" chiese fra le risate. Era sicuro che si stesse tenendo la pancia dalle risate.

Jungkook sorrise nel buio, poggiando la testa allo stipite "Sì, non mi ricordavo del tappeto nuovo."

Lo sentì continuare a ridere per qualche secondo e Jungkook alzò gli occhi al cielo "Lo so, ci siamo inciampati anche noi prima."

"Sei da solo?"

"Yep! Sono tutti fuori ed Hae è andata quando ti ho scritto!"

Jungkook alzò le spalle compiaciuto, nonostante sapesse che non lo poteva vedere "Bene, posso anche disturbarti e fare casino allora." Asserì, accendendo tutte le luci che trovò, facendolo ridere ancor più di gusto.

Una volta in bagno con la porta chiusa, si spogliò per indossare il pigiama e la leggerezza che aveva provato fino a quel momento, svanì alla velocità di un battito d'ali. Si ritrovò spoglio davanti allo specchio a osservare una persona che non riconosceva più. Era cambiato nel corso degli anni, ma negli ultimi mesi i cambiamenti si erano triplicati. Osservò i segni sul suo petto, ricordando ogni singolo taglio. Ognuno di loro urlava qualcosa di diverso, una ragione specifica per la quale erano lì e avrebbe tanto voluto ce ne fossero due uguali e invece no. Ognuno di loro era unico nella tragedia.

Gli occhi caddero poi su quelli sulle braccia. Erano recenti, non erano bianchi e ben cicatrizzati come quelli sul petto. Erano più leggeri, poco visibili ma c'erano. Lui sapeva che erano lì, sapeva cosa urlavano perché quelle parole continuavano a risuonare nella sua testa come un rintocco.

"È solo colpa tua"

Sapeva non lo fosse. La terapia serviva anche a quello, Gunner, Taehyung ed Hae gli avevano assicurato che non era mai stata colpa sua ma c'erano momenti in cui era difficile togliere l'idea dalla mente che non fosse davvero così, che con una serie di 'se' e 'magari' ora la sua vita sarebbe diversa.

Come un fiocco di neve || TaeKookLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora