[IN REVISIONE]
Veronica Collins, una giovane anima segnata dall'ombra del padre, incontrerà Mattheo Riddle, figlio di Lord Voldemort, un essere che disprezza il sentimento e si diverte a manipolare gli altri. Egli scommetterà sulla vulnerabilità di...
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Hermione mi guarda sconvolta, senza fiato. «Non è possibile!» esclama, mentre cerca di schivare gli incantesimi che volano attorno a noi. Io la fisso, il cuore in gola, e la mia voce si fa più forte, tremante ma risoluta: «Hermione! È così!» Le parole mi escono come un grido soffocato, un misto di supplica e disperazione.
«Non possiamo uccidere Harry...» mormora lei, la voce incrinata,il suo sguardo rivolto verso il ragazzo che combatte poco distante. Quest'ultimo presenta sul volto lividi e tagli, ma nei suoi occhi brucia ancora la forza. «Non posso perdere il mio migliore amico.» aggiunge, con gli occhi che si riempiono di lacrime.
«Non deve morire!» esclamo, aggrappandomi a ogni brandello di speranza. «È protetto dallo stesso sangue di Lord Voldemort! Dobbiamo solo... solo togliere quella parte di lui che non è sua. Quel frammento d'anima maledetta. Fidati di me, Hermione.»
Lei mi guarda, confusa, incerta... e all'improvviso si irrigidisce. Abbassa lo sguardo. Il mio tatuaggio è scoperto. Quell'orribile marchio sul braccio sinistro.
«Sei una di loro.» sussurra, spezzata, come se le mancasse l'aria. Il suo sguardo si vela di dolore e incredulità. Il mio cuore, già pieno di crepe, si frantuma all'istante.
«No, Hermione, non lo sono!» esclamo subito, la voce flebile, ma sincera. «L'ho fatto per sopravvivere. Per proteggerli.» guardo con sguardo sincero i miei amici, che combattono fino all'ultimo «Per proteggerti...» Ammetto, senza guardare, con gli occhi pieni ma ancora asciutti per colpa dell'orgoglio.
La guardo negli occhi, supplichevole, completamente vulnerabile. «Non posso perdere anche te. Sei l'ultima persona rimasta con me. Ti prego, fidati.»
Hermione resta in silenzio. Poi abbassa lentamente la bacchetta. Un sospiro le scivola dalle labbra tremanti, e il suo volto si addolcisce. Un mezzo sorriso compare, timido, fragile, ma vero. Mi abbraccia all'improvviso, e io mi ci aggrappo come se fosse l'unica ancora rimasta nel mezzo di una tempesta.
Il suo calore mi travolge. È familiare, umano, e mi fa quasi dimenticare il caos intorno.
«Va bene» sussurra, stringendomi forte. «Spacchiamo il culo a quel bastardo.» dice con determinazione mentre io sorrido mentre alcune lacrime scappate mi rigano la faccia.
Nel frattempo la battaglia prosegue attorno a noi come un temporale impazzito. I corpi si muovono come ombre spezzate nella luce intermittente degli incantesimi. Il terreno sotto i piedi è una miscela di cenere, sangue e frammenti di pietra.
Harry è lì, inginocchiato, le mani affondate nel terreno, come se stesse cercando di aggrapparsi alla realtà. Il suo respiro è spezzato, irregolare. Le vene sul collo pulsano come corde tese, e la sua cicatrice... sta bruciando.
«Sta bruciando dentro...» mormora Tom, con il volto rigido e le braccia incrociate sul petto. «La sua cicatrice... si sta aprendo.»
Hermione si volta, con il volto pallido ma lo sguardo lucido. «La parte di Voldemort dentro di lui... si sta ribellando. Ma possiamo aiutarlo. Possiamo estrarla.»
«Come?» chiede Theodore, stringendo i denti mentre osserva Harry lottare contro qualcosa che non vediamo.
Hermione si volta verso di me. I suoi occhi si fermano nei miei. «Tu. Tu hai un legame con l'Oscurità. Sai cosa significa contenere il dolore. Forse... puoi diventare il ponte.»
«Cosa? Io?» Il panico mi assale. Mi guardo intorno cercando qualcuno che dica che non è vero, che non tocca a me. Ma nessuno parla.
«Hai portato il Marchio. Lo hai resistito. Sei ancora qui. Se riesci a entrare nella mente di Harry, potresti separare l'Horcrux.»
Il sangue mi si gela. Le ginocchia quasi cedono. «È Legilimanzia...» sussurra Blaise, con tono grave. «E lei non la sa usare!» esclama Astoria, il viso teso mentre combatte al fianco della sorella.
«Le posso insegnare io.» La voce di Mattheo mi arriva alle spalle. Profonda. Fredda. Ma sotto, c'è qualcosa che pulsa. Paura. Rabbia. Preoccupazione. Mi volto e lo vedo lì, sporco di sangue, non suo, e con la bacchetta ancora fumante. Gli occhi fissi nei miei. «Ti avevo detto di non metterti in mezzo. Dovevi startene fuori da questa battaglia.» nel suo tono freddo si cela dietro un cenno di preoccupazione.
«Non potevo restare a guardare!» gli rispondo, la voce incrinata. «Lo so» sospira. Fa un passo verso di me. Poi un altro. Mi prende il viso tra le mani, con una delicatezza che mi spiazza. I suoi occhi cercano i miei, come se stesse cercando conferma che sono davvero lì. «Ma tu non sai cosa può fare la tua mente. Né quanto sia pericoloso aprirla.»
«Allora insegnamelo.» dico con un briciolo di speranza, sento che il destino di tutti noi è nelle mie mani, mani incapaci di curare nemmeno la sottoscritta.
Restiamo così. La battaglia si muove intorno a noi, ma per un secondo il tempo sembra sospeso. «Quando entrerai nella sua mente, non perdere te stessa. Troverai dolore, rabbia... la sua... e quella di Voldemort. Tu devi ancorarti a qualcosa. A me.» Mi prende la mano e la poggia sul suo petto, lì dove il cuore batte. «Pensami. Se senti che ti stai spegnendo, pensami.»
Le sue parole sono come un'ancora nel caos. Lo guardo, con il fiato spezzato e le lacrime che premono. «Va bene» mormoro.
Mai l'avevo visto così fragile. Agli occhi degli altri era solo ombra, ma in quel momento qualcosa nel suo cuore nero ha tremato, mostrandomi il vero Mattheo.
Poi Mattheo si avvicina, lentamente. Le sue mani si chiudono attorno al mio viso e i suoi occhi si inchiodano nei miei. E in quel momento, per un istante, tutto scompare: le urla, gli incantesimi scagliati, il sangue. Mi bacia. Un bacio profondo, che mi brucia dentro. Un bacio che è rabbia, paura e amore non detto. È la sua protezione, la sua ultima preghiera.
«Torna da me.» sussurra contro le mie labbra.
Intanto, Astoria e Daphne stanno combattendo a pochi metri da noi. I loro genitori, in mantelli scuri, volti impietriti dalla guerra, le stanno affrontando. Ma qualcosa in loro cede. «Non possiamo farlo...» mormora la madre di Daphne, guardandola mentre duella con ferocia, ma anche con dolore. Il padre abbassa lentamente la bacchetta, e nei suoi occhi si legge la resa. «Non possiamo distruggere ciò che è nostro sangue...» dice piano, come se le parole lo spezzassero.
I Mangiamorte arretrano, lasciando indietro i due. Che ora, spaesati, si avvicinano alle figlie, disarmati. Tremanti. Convertiti, forse, più dall'amore che dalla ragione.
Ron protegge il corpo di Harry mentre Hermione e Tom formano una barriera magica attorno a noi. Theodore e Blaise tengono i Mangiamorte lontani con colpi di bacchetta. E io... io chiudo gli occhi, prendendo la mano fredda e stanca del Prescelto. Prendo un respiro. E lascio che la mia mente trovi la sua.
SPAZIO AUTRICE: Mi scuso infinitamente per la lunga attesa, ultimamente fatico anche io a stare in piedi (in modo molto letterale), però sono qui per una promessa fatta a me stessa.
Terminare questa storia e far arrivare a voi quei silenzi che nascondo dentro. Quest'ultimi mi hanno portato a scrivere svariate poesie, di cui non riesco più a farne almeno. Sono miei frammenti messi a luce a voi.
"Oltre Le Righe" fuori ora!!!
Ora porto avanti la storia di Louis Tomlinson e cerco di fare qualche bozza tra Tom e Abigail.
Non smetterò di scrivere, perché è così che una parte di me respira. E renderò sempre onore alla scrittura, che mi ha salvato in ogni mia avventura.