Capitolo 53

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Alyson
È passata un'ora da quando Lucas mi ha spinta contro il muro e mi ha baciata. Anche se "baciata" è dire poco.
Sessanta minuti in cui il mio cuore non ha mai smesso di battere all'impazzata.
Fermati, stupido cuore.
Sessanta minuti che passo qui, immobile su una vecchia panchina in un parco ancora più vecchio.
Sola.
Sola, senza nessuno dei miei amici a consolarmi.
Sola, senza di lui.
Il cellulare in tasca continua a vibrare: messaggi su messaggi da parte loro.
Io ne ho mandato solo uno, sul gruppo WhatsApp. Li ho rassicurati, ho detto che sto bene.
Ma non mollano. Continuano a scrivermi. E, in qualche modo, questo mi fa sentire meno sola.
Molto spesso non capiscono il mio bisogno di isolarmi dal mondo. Ma è proprio questo che mi serve, adesso.
A volte sento l'urgenza di chiudermi dentro me stessa e lasciare tutto fuori.
Devo riordinare le idee, anche se so che con le emozioni non funziona così.
Quelle arrivano all'improvviso, senza chiedere il permesso.
Mi sfioro le labbra, incredula: sento ancora il suo sapore.
Le lecco, come per trattenerlo un po' più a lungo.
Dio, quanto mi era mancato.
Mi sono sciolta tra le sue braccia.
E sarei rimasta lì, per sempre.
Lì fra le sue braccia, dove la mente smette di fare rumore e il cuore trova la sua pace.
Se pensavo che la distanza potesse aiutarmi, mi sbagliavo di grosso.
Lo amo ancora. Oggi, forse, più di prima.
Vorrei avere il coraggio di raccontargli tutto. Se lo merita.Stanotte stava scoprendo tutto grazie ai miei incubi.
Ma non ce la faccio, non adesso.
Sono ancora troppo fragile e ho paura che nella confusione e nel dolore io possa finire per incolparlo.
Sì, è stato uno stronzo.
Ma con la perdita del mio bambino, lui non c'entra.
Già si porta addosso troppi sensi di colpa, fantasmi del passato che lo consumano da anni.
Non voglio che anche questo diventi un altro peso sulle sue spalle.
Devo ritrovare la lucidità, rimettere a posto ogni cosa.
E non parlo solo di me e Lucas.
Parlo della mia vita.
Devo ritrovare il mio equilibrio, sopratutto mentale solo allora sarò in grado di affrontarlo e dirgli tutto ciò che mi è successo.
Posso convivere con il mio cuore spezzato e combattere ma non credo di avere la forza di combattere anche per lui se lui crollerà.
<Perché sei scappata?>
Mi volto e la persona su cui sono concentrati i miei pensieri è a pochi passi da me.
Non l'ho sentito arrivare è sempre maledettamente silenzioso.
Lucas è qui a pochi passi da me.
Lo osservo, bellezza e tormento in un unico corpo.
Strafottenza e tanto cuore in un unico corpo.
Il mio di cuore invece inizia ad accelerare.
<Perché sei scappata?>
Giusto, non ho risposto alla sua domanda perché quando lui è vicino a me io non capisco più niente.
Forza Alyson, indossa di nuovo la maschera.
<Perché così mi andava.>
Breve e concisa.
Fa due passi verso di me, si siede e mi gira verso di lui.
siamo occhi negli occhi, senza nessuna barriera a dividerci.
Così è più difficile mentire.
<Guardami negli occhi piccolo angelo. Hai imparato a mentire negli ultimi mesi ma puoi fregare gli altri non me. I tuoi occhi mi hanno parlato dal primo secondo e li so leggere alla perfezione. Potrei comunicare con te pur restando in silenzio.>
Ha ragione, se c'è una persona che in poco tempo riesce a capirmi senza che io dica niente è lui.
Non so come abbia fatto ma è così.
Ma continuo a mantenere la mia maschera.
<Bene, allora smettila di parlarmi e lasciami in pace.>
Inizio a voltarmi ma il suo braccio prontamente mi blocca.
<Mi dispiace ma non funziona così.>
<Non decidi tu.>
Mi fa imbestialire quando si comporta così, come se tutto gli fosse dovuto.
<È vero non decido io ma mi girano le palle quando mi tratti con sufficienza. So di meritarlo, ma tu non sei questa, sei la persona più buona,dolce e altruista che io abbia mai conosciuto. Cazzo il tuo ex ti ha tradita e non lo tratti così. Sei tutta sorrisi quando lo senti o lo vedi.>
<Geloso Lucas?>
<Cazzo si, come potrei non esserlo? Quando è venuto a trovarti sono impazzito dalla gelosia. E tu ti sei messa di impegno per vedermi fuori di testa.>
Ancora non gli è passata, sono passati mesi, abbiamo vissuto la nostra storia e lui ancora si ingelosisce se ci ripensa.
Ma non è questo a farmi arrabbiare in questo momento ma lui non può saperlo.
<Lucas non sei tanto migliore di lui.>
<Non paragonarmi a lui porca puttana!>
Mi interrompe e si alza in piedi.
<Non urlare!>
Mi alzo in piedi anche io.
<Non urlare Alyson? Non dovrei urlare? Mi paragoni a lui. Io non ti ho tradita. MAI! Non ci sarei mai riuscito e sai perché? Perché nessuna è te. Nessuna ha i tuoi occhi o la tua dolcezza. Nessuna riesce a calmarmi con una semplice carezza. Nessuna riesce a spegnere il caos. Nessuna donna riesce a portare luce nel mio buio. Non riesco neanche a guardarla un'altra.
Ogni donna, da quando ti ho conosciuta per me ha perso il suo fascino. Ogni donna non era minimamente paragonabile a te. E sai anche perché? Perché da quando io e te abbiamo fatto l'amore non riesco più a scopare con una qualsiasi, non riesco più a farmi una scopata senza sentimento perché mi sembra inutile farlo. E questo me l'hai insegnato tu. Quindi smettila di paragonarmi a lui.>
Ha il fiato corto e invece il mio, di respiro, si è bloccato.
So e ho sempre saputo che per lui non ero come le altre.
So quanto io sia importante per lui, non è un uomo di tante parole ma io so leggere i suoi gesti e quelli non possono mentire e non possono contare più delle parole.
<Non mi hai tradita è vero, anche se hai detto e cito testuali parole "Così banale che nel frattempo scopavo anche con altre" ma te ne sei andato. Mi hai lasciata senza se e senza ma. Hai deciso per entrambi. Mi hai fatto sentire piccola e insignificante.>
<Tu sei tutto tranne che banale. E se me ne sono andato l'ho fatto per te perché tu ti saresti buttata nel mio inferno.>
<Hai ragione mi sarei buttata nel tuo inferno, ora non più. Hai detto che io non sono questa ma hai sbagliato verbo io non ero questa e non sono più tante cose. E poi è questo che ti racconti la sera prima di andare a dormire? Che l'hai fatto per me?>
Cerco di tenere a bada il tremolio della mia voce, non ero preparata a questo incontro con lui né tantomeno a questo scontro.
<Non so neanche più cosa voglia dire dormire e non lo so più perché non ci sei più tu. Il letto è troppo vuoto e freddo, non ci sei tu che ti appoggi al mio petto, io non ho più le tue gambe vicino alle mie, non trovo più la tua mano pronta a stringere la mia quando gli incubi mi vengono a trovare. Non ci sei piccolo angelo ed io sto impazzendo.>
Solo dio sa quanto mi manchi dormire con lui, fra le sue braccia.
<Mi dispiace Lucas.>
Mi dispiace non poterti abbracciare ma sono ancora troppo arrabbiata con te.
Mi dispiace perché mi hai spezzata e mi dispiace non riuscire ancora a dirti la verità.
Ma queste parole non posso dirle, non ora.
<So che hai tanti motivi per trattarmi in questo modo ma io so bene che il tuo comportamento non è solo la conseguenza del modo in cui è finita la nostra storia. C'è dell'altro.>
Devo ammetterlo, devo farlo per forza.
Lo guardo diritto negli occhi <é vero,c'è dell'altro.>
Riesco a dire solo queste cinque parole perché il dolore della perdita del mio bambino mi travolge con potenza.
Si avvicina e prende il mio viso fra le mani, il mio corpo trema.
<Dimmi cosa è successo. Sapere che qualcosa o qualcuno ti ha fatto del male mi tormenta. Ti prego, sai che non è da me pregare qualcuno, ma ti prego parlamene, lo affronteremo insieme. Voglio aiutarti, ho bisogno di aiutarti.>
Calde lacrime sfuggono al mio controllo e presto mi ritrovo in un suo abbraccio che fa diventare più lieve il dolore.
<Non posso Lu, non ancora. Dammi tempo ti prego.>
Si stacca da me ma continua ad accarezzarmi il viso ed io non posso far altro che bearmi di queste carezze.
Lo vedo come sta combattendo contro se stesso e il suo istinto di avere tutto e tutti sotto controllo.
<Nei tuoi occhi vedo solo tormento e dolore. Vorrei prendermi tutto il male io se servirebbe a far ritornare la luce che ti ha sempre contraddistinta dal resto del mondo. Vedo così tanto dolore che so di non poter insistere.>
Fortunatamente ha capito.
Continuo a restare in silenzio, non so cosa dirgli.
<Ti darò tempo, ma prima o poi me ne parlerai. Sai che non sono un uomo paziente e se non me ne parlerai lo scoprirò da solo.>
Ecco il Lucas stronzo, quello che odio e amo.
<Preferisco non risponderti.>
Lo vedo il sorrisino che gli spunta e vorrei baciarglielo ma non posso e ora come ora desidero solo tornare a casa e chiudermi in camera.
<Forza andiamo a casa, devi mangiare qualcosa. E non rifiutare il mio passaggio perché ti trascino di forza nella mia auto. E sai che ne sono capace.>
Decido di non sfidarlo, non ne ho le forze.
<Andiamo.>

Il viaggio in auto è stato silenzioso ma non imbarazzante.
Quel silenzio che ti trasmette pace.
Ha messo le stesse canzoni che abbiamo sempre ascoltato insieme e ogni tanto entrambi insieme senza deciderlo ci ritrovavamo a cantare a bassa voce i ritornelli.
Dopo quindici minuti arriviamo fuori casa e prima che io possa scendere Lucas mi ferma.
<Anche stasera Mark dormirà con te? Perché mi girano le palle a saperlo nel tuo stesso letto, anche se è mio fratello.>
Non sono per niente stupita dalla sua affermazione ma mi arrabbio comunque perché dovrebbe essere felice che suo fratello sia accanto a me e non mi lasci sola.
<Lucas, non che debba darti spiegazioni, ma non lo so. Dipende dalle sere. Può essere che dormirà con me oppure no. Anziché sentirti ferito o farti prendere dalla gelosia per una dannata volta metti i tuoi bisogni al secondo posto e pensa che se non sono distrutta completamente è solo perché accanto ho avuto Mark.>
Non gli do il tempo di ribattere, scendo dall'auto, entro in casa e in fretta dico alle ragazze che ho bisogno di farmi una doccia.

Ore dopo sono nel mio letto o meglio dire nella mia confort zone, ho letto una decina di capitoli di un libro, videochiamato la mia famiglia e chattato con le ragazze e i ragazzi.
Dovevo scendere al piano di sotto per cena ma non avevo fame e sopratutto non avevo voglia di stamparmi un sorriso falso sulle labbra.
La porta della mia stanza si spalanca, mi volto e mi ritrovo davanti Lucas.
Pensavo che per oggi non l'avrei più rivisto, mi sbagliavo.
Ha un vassoio in mano ma dal letto non riesco a capire cosa ci sia sopra.
<Non iniziare con le tue frasi pungenti, non ho bussato perché io non ho bisogno di bussare alla tua porta. Potevi essere nuda? Meglio ancora e sopratutto conosco ogni centimetro del tuo corpo a memoria. Ti ho portato la cena, sei dimagrita, tanto e ho saputo che non mangi più come prima. Quindi voglio che tu inizi a mangiare regolarmente come hai sempre fatto.>
Si avvicina e appoggia il vassoio sul mio comodino.
Allunga la mano, mi accarezza i capelli e sussurra <buona notte piccolo angelo.>

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⏰ Ultimo aggiornamento: Aug 01, 2025 ⏰

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