Alyson
<Nemmeno un saluto?>
La sua voce.
Dio la sua voce quanto mi era mancata.
Così profonda, roca e sensuale.
Ho sperato per mesi di risentirla. Nemmeno un saluto?
Un saluto non racchiude minimamente tutto ciò che vorrei fare in questo momento.
Vorrei riversargli contro tutta la mia rabbia e il mio dolore per poi stringerlo a me e ritornare a respirare.
<Bentornato Lucas.>
Mi limito a pronunciare queste due semplici parole.
Fredda e distaccata.
Lo leggo nei suoi occhi quanto sia scioccato dalla nuova versione di me.
Leggo stupore e paura nei suoi occhi.
Non oso immaginare quanto diventerebbero neri e cupi i suoi occhi se solo sapesse ciò che mi è successo.
C'è una parte di me, quella razionale, che sa perfettamente che non è colpa sua. So che nella vita accadono imprevisti per cui nessuno di noi è mai davvero pronto.
Questa parte sa che, anche se lui fosse stato qui, le cose sarebbero andate esattamente allo stesso modo. Non avrebbe potuto cambiare il destino del mio — anzi, del nostro — bambino.
Ma poi c'è l'altra parte di me: quella irrazionale, fragile, arrabbiata. Quella che ce l'ha con lui perché mi ha lasciata sola, perché se n'è andato senza voltarsi indietro.
Perché, se fosse rimasto al mio fianco, forse il dolore sarebbe stato un po' meno devastante.
Perché almeno avrei avuto lui. E invece, in quel momento, non c'era né lui... né il mio bambino.
Mi volto e me ne vado. Scappo, letteralmente, da lui.
Pensavo che dopo tutto questo tempo avrei provato meno, che le emozioni si fossero affievolite.
E invece no. Guardarlo, averlo a pochi metri da me, è ancora un maremoto che mi travolge, senza pietà.
Non so come difendermi, sono completamente disarmata.
Vorrei capire, davvero, per quale dannato motivo è tornato. Sì, lo ammetto: volevo vederlo. Morivo dalla voglia di vederlo.
Lo so, sono una contraddizione vivente.
Ma non ero pronta. Non pensavo di ritrovarmelo davanti così, all'improvviso.
Lui è troppo. Troppo alto, troppo bello, troppo carismatico, troppo... stronzo.
E potrei andare avanti all'infinito.
Ma devo fermarmi. Devo fermare questo flusso di pensieri che non mi dà tregua, e il cuore — questo stupido cuore — che batte all'impazzata da quando i miei occhi l'hanno incrociato di nuovo.
E poi c'è il suo profumo. Ancora lui.
Mi ha investita come la prima volta.
Non posso continuare a restare immobile, ad assorbire tutto questo da sola. Ho bisogno di una distrazione. Subito.
Prendo il telefono e chiamo l'unica persona che mi conosce in ogni sfaccettatura, a 360 gradi — anzi, a 365.
Risponde al secondo squillo.
<Dove sei? Ti raggiungo subito.>
<Sono fuori da Starbucks. Non so nemmeno come ci sono arrivata. Ti aspetto qui.>
Mark riattacca, e sono certa che in meno di cinque minuti sarà davanti a me.
So perfettamente che non è nella posizione migliore, anzi, tutt'altro. Ma si è ritrovato nel posto sbagliato al momento sbagliato... o forse nel posto giusto, quando io stavo precipitando. Se non ci fosse stato lui, non ho dubbi: sarei diventata ancora di più l'ombra di me stessa.
In pratica è diventato il mio babysitter. Controlla se mangio, se dormo, quanti drink bevo quando decidiamo (per mia volontà) di andare a qualche festa — due volte a settimana, minimo.
Potrei elencare altri mille dettagli, ma per amor della mia autostima preferisco fermarmi qui.
Le mie proteste non sono servite a nulla: si è praticamente trasferito a casa mia.
Dorme nella mia stanza perché, come dice lui, "così tengo tutto sotto controllo."
Lo apprezzo davvero. Ma vorrei tanto che tornasse a vivere la sua vita, ad avere i suoi spazi.
Anche se so che finché non starò meglio... lui continuerà a essere sempre, inevitabilmente, ad un passo da me.
<Aly eccomi.>
Sento in lontananza la voce di Mark mi giro e sta correndo verso di me.
Sì ferma a pochi metri e appoggia le mani sulle ginocchia per riprendere fiato.
Alza il viso verso di me, ci guardiamo e tutto ciò che ho cercato di tenere dentro di me esce tutto fuori con prepotenza.
Alla prima lacrima sono già fra le sue braccia, mi stringe a sé e mentre le lacrime continuano a scorrere Mark non mi dice che andrà tutto bene semplicemente ripete in continuazione <sono qui, non sei sola, sono qui>.
<Non ero pronta> I singhiozzi mi scuotono e le mani non vogliono saperne di smetterla di tremare.
<Lo so, Aly, ma sarebbe cambiato qualcosa se tu avessi saputo che lui stava tornando?>
<Hai ragione, sarebbe stata esattamente la stessa cosa. Potevo preparami mentalmente quanto volevo, auto convincermi che rivederlo non mi avrebbe fatto effetto. Ma alle emozioni non ci si prepara, arrivano e basta. Sempre più forti. Come nel mio caso.>
Mi stringe ancora più forte se è possibile.
So che il suo abbraccio significa: sono qui, voglio alleviare il tuo dolore, aggrappati a me.
E so bene che io ormai senza Mark, senza il mio migliore amico, mio fratello, sarei completamente persa.
<Entriamo dentro, mangiamo un bel dolce. Lo sai vero che i dolci fanno tornare il sorriso?>
Non posso far almeno di sorridere.
<Mi ci vorrebbero tutte le pasticceria d'America per ritornare a sorridere.>
<Iniziamo da qui, poi se vuoi sono pronto a portarti giro in qualsiasi pasticceria tu voglia andare.>
<Non lo faresti mai, odi troppo guidare e sopratutto stare fermo su un sedile per più di un'ora.>
Prende il mio volto fra le mani e porta il suo viso all'altezza del mio.
<Non c'è niente che non farei per rivedere la luce nei tuoi occhi. Quella stessa luce che hai portato in casa nostra quando sei arrivata qui. Sei la mia famiglia Aly, non dubitarne mai.>
E dopo queste parole, inizio a piangere di nuovo.
MALEDIZIONE!
Sono diventata troppo emotiva.
<Ehi non volevo farti piangere.>
<Lo so, queste sono lacrime di "gioia". Perché nonostante tutto il male, ho avuto in cambio te e almeno di questo ne sono estremamente felice.>
<Basta parole dolci e smancerie, la mia virilità ne sta risentendo troppo.>
<Hai ragione, adesso entriamo e mangiamo e poi troviamo un modo per sfuggire a tuo fratello. Qualcosa mi dice che si è trattenuto quando ci siamo incontrati oggi.>
<Sfuggire?>
<Si, non sono pronta ad affrontarlo. Non torno a casa stanotte e purtroppo non posso dormire a casa tua. Troverò un hotel giusto qualche giorno. Il tempo di recuperare un po' di lucidità.>
Dai suoi occhi capisco che non è d'accordo ma sa che non cambierò la mia decisione.
<Ok, ma vengo con te. Perché se lui vuole sapere tu dove sei verrà diritto da me. E sappiamo entrambi che non ha modi e pazienza. Quindi si, facciamo questa mini fuga, insieme. >
<Insieme, come sempre.>
So di metterlo in difficoltà, so che si trova fra due fuochi e sa che tutte le mie azioni non hanno l'intento di creargli disagio.
E Mark sa bene che nelle condizioni in cui mi trovo, non posso permettermi di affrontare Lucas.
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Without reserve
Literatura FemininaIl bianco e il nero La luce è l'oscurità Crederci sempre e non credere in niente Alyson e Lucas Insieme sono una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e radere al suolo tutto ciò che li circonda. Un viaggio nella loro storia che sarà un altale...
