Avevo indossato vestiti comodi, cioè dei leggins ed un maglione che mi arrivava quasi a metà coscia, come lui mi aveva detto. Non sapevo dove saremmo andati, di certo non ad una festa. Ero così felice per quel cambio di programma che non stavo più nella pelle. Battevo ripetutamente il piede sul pavimento in attesa che lui arrivasse. Maeve e Mayra erano già scese dai ragazzi perché sarebbero andati alla festa della confraternita tutti insieme. Nonostante la mia immensa gioia, però, non riuscivo a togliermi dalla mente l'idea che Kyle si stesse sacrificando. I party erano il suo mondo, il suo passatempo, il suo divertimento. Sapevo che le cose non erano andate così, ma mi sentivo come se lo stessi costringendo a non parteciparvi.
Il campanello suonò. "Avanti" urlai, ricordandomi che la porta era stata lasciata aperta.
"Ciao, scricciolo" mi baciò una guancia e mi strinse in un abbraccio, sollevandomi leggermente da terra.
"Andiamo?" proposi entusiasta.
Mi sorrise. Oh, dio mio. Non mi sarei mai abituata alla bellezza del suo viso quando comparivano le fossette. Avrei dovuto chiedergli come mai non avesse fatto il modello.
"Volentieri" mi condusse mano nella mano fino al suo pick up. Notai che appoggiava un cestino di vimini sul retro prima di sedersi al volante.
"Che c'è lì?" chiesi curiosa.
"La cena".
"E dove andiamo?" continuai.
"Cielo, Phoebe. Sei peggio dei miei nipoti. Abbiamo mezz'ora di automobile, spero che tu non abbia intenzione di continuare il tuo interrogatorio" disse serio. Pensai che fosse arrabbiato con me per la questione della festa, così tentai ancora di fargli cambiare idea.
"Kyle, se vuoi andare alla festa.. fai pure. Non ti preoccupare per me" bisbigliai.
Aveva già messo in moto ed eravamo quasi all'imbocco della strada quando accostò la macchina contro la siepe e si voltò verso di me. Sussultai quando mise le mani sul mio viso per mantenere il contatto visivo.
"Non voglio andare a quella stupida festa, okay? Smettila. Non mi stai obbligando a fare niente che io non voglia. Ma é una sorpresa e deve rimanere tale. È abbastanza chiaro?".
Annuii, non sapendo se ritenerlo tenero oppure severo. Era un strano miscuglio tra i due Kyle che avevo conosciuto che non avevo mai visto. Non era mai stato così. O strafottente, o incredibilmente dolce. Quel giorno era diverso.
Dopo un quarto d'ora la situazione si sciolse e ricominciammo a parlare come se nulla fosse successo. Magari, non era davvero successo nulla. Ero io che mi lanciavo in fantasie incontrollate.
L'automobile si fermò alla fine di una strada di campagna. Eravamo passati davanti ad un casolare enorme, con diversi recinti. Nonostante il buio, avevo intravisto qualche cavallo.
"Scendi pure" mi gridò, saltando giù dal pick up. Lo imitai e lo seguii, notando che recuperava il cesto da picnic e stendeva una coperta nel prato davanti a noi. Picchiettò con la mano sul tessuto per farmi segno di sedermi al suo fianco.
Aveva preparato dei panini imbottiti che, se non li avessi visti uscire da quel cestino, avrei pensato fossero opera di qualche catena di negozi specializzati in cibo da picnic. Invece erano impacchettati in maniera così casereccia che era impossibile farsi venire dubbi.
Nel frattempo si erano fatte le dieci. Il cielo era completamente buio e attorno a noi non si vedeva alcuna luce. Quel casolare che avevamo oltrepassato era ormai troppo lontano per illuminare la zona. Non avevo mai amato il buio. Anzi, mi aveva sempre terrorizzato.
"Kyle?".
"Mh-mh".
"Cosa facciamo qui?" chiesi titubante. Mi piaceva stare in sua compagnia, da morire. Era quel buio che non mi lasciava tranquilla.
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Inconsapevolmente
RomanceDall'Alabama alla California con il suo pick up blu. Phoebe sta scappando da una vita che non sentiva più sua, o che non era mai stata sua. Stockton é il luogo giusto per inseguire i suoi sogni, cancellando tutto ciò che é accaduto prima del trasfer...
