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Tirai i due lembi del fiocco affinché raggiungessero la stessa lunghezza. Quel nastro rosso stava veramente bene sopra la scatola dorata che mi avevano dato al negozio. Ero abbastanza convinta che quel regalo sarebbe stato quanto meno decente, ma il timore che fosse ridicolo continuava a fare capolino nella mia mente contorta. Tentai di non pensarci e mi versai un bicchiere d'acqua, per poi sciacquarlo e appoggiarlo capovolto di fianco al lavello della cucina.

"Stai uscendo?" domandò Mayra, appena uscita dalla doccia. Era al centro del salotto con l'accappatoio, anzi, stava persino lavando il pavimento con le gocce d'acqua che scivolavano rapidamente giù dalla sua pelle. Ah, speravo per lei che la sorella non ci facesse troppo caso. Maeve aveva fatto le pulizie dell'appartamento proprio quella mattina.

"Ho ancora qualche minuto, Kyle sta portando giù i bagagli" risposi.

Lei sorrise compiaciuta e fece un passo avanti, prima di accomodarsi sulla sedia che aveva più vicina. Nonostante questo piccolo accorgimento, il pavimento era ormai allagato. Così allagato che l'urlo di Maeve si sentì per tutta Stockton.

"Mayra! Ma sei scema? Adesso asciughi tu. Tutto. Fino all'ultima goccia!" ringhiò la maggiore delle Hamilton, appena sbucata dalla sua stanza.

Io ridacchiai. "Non litigate, venite ad abbracciarmi".

Maeve non se lo fece ripetere due volte e mi lanciò le braccia al collo, attirandomi a sé. "Buona vigilia, Phoebe. Fai la brava, con il nostro bel vicino".

"E tu la brava con Erick!" la punzecchiai.

"Lasciamo perdere. I nostri genitori passano a prenderci tra un'ora. E non vedrò Erick almeno per cinque giorni" si lamentó.

Mayra si intromise nella conversazione. "Almeno quando torni sarà qui e qui resterà. Tyson parte con i suoi amici dell'high school, o qualcosa del genere, subito dopo capodanno. Phoebe é l'unica che passerà le sue vacanze incollata all'amore della sua vita" sbuffó.

Mi venne un attacco di ansia. Ero abbastanza turbata di mio sulla situazione con Kyle. Avevo perso di vista i confini dell'amicizia ed ero abbastanza certa che li avessimo superati da tempo. Ma cercavo di non farci caso, o meglio, ero convinta di dovermi accontentare perché non ci sarebbe stato nient'altro tra di noi. Le Hamilton, però, con i commenti e le risatine complici non mi aiutavano affatto.

Fortunatamente, il mio telefono squilló. Segno che di lì a pochi minuti sarei partita. Abbracciai entrambe le mie coinquiline e raccomandai loro di non aprire i regali prima dell'indomani, ma di portarli ancora incartati a casa dei genitori. Avevo preso per loro due meravigliosi pigiami, in morbido cotone, che raffiguravano due graziose renne. Ero certa che i fidanzati li avrebbero adorati.

Mi persi nei miei pensieri e ridacchiai da sola, salendo sul pick up di Kyle che mi aspettava davanti all'ingresso.

"Perché ridi, scricciolo?" mi domandò, mettendo in modo la sua creatura e sfrecciando via dal parcheggio, nella direzione del ranch dei genitori.

"Pensavo alle facce di Erick e Tyson nel vedere Maeve e Mayra con quei meravigliosi pigiami a forma di renna" spiegai.

Lui fece una smorfia. "Lo hai preso anche per te?".

Io scossi il capo.

"Peccato" commentò con un ghigno. Gli tirai una gomitata, attenta a non distrarlo nella guida.

Il pensiero volò immediatamente al pacchetto dorato che conteneva il suo regalo. Un senso di ansia mi attanaglió lo stomaco. Un nodo mi si formò in gola. Accidenti, era solo un regalo. Okay, era il regalo per Kyle. Il primo regalo di cui mi importasse veramente, dopo quelli a nonna Philippa. Lo avevo scelto con così tanta cura che la sola idea che si trattasse di qualcosa di banale mi lasciava in balia dell'ansia.

InconsapevolmenteDove le storie prendono vita. Scoprilo ora