Spostandomi dal luogo in cui avevano seppellito Mary Thompson, la prima tomba che trovai sulla mia strada era quella di nonna Philippa. Avevo riflettuto a lungo, prima di decidere di andare a farle visita. Non ci ero mai stata. Soltanto in occasione del suo funerale. Poi, la sola idea mi faceva troppo male. Mia nonna era stata il mio sostegno, la mia ancora di salvezza. Vedere il suo nome inciso nella pietra e la sua foto nella cornice, mi rendeva consapevole che lei non ci fosse più.
Ad ogni passo, il peso che avevo sul cuore all'idea di rivederla si era fatto più pesante. Mi sentivo persa, schiacciata da una situazione troppo grande per me. Troppo opprimente. Semplicemente troppo.
Kyle mi aveva stretto forte la mano, quando aveva capito dove eravamo diretti. Ed ora, mentre io osservavo la lapide in silenzio, non l'aveva mollata. Anzi, continuava a sfiorarmi con il pollice infondendomi il coraggio necessario per non crollare.
Era ancora come la ricordavo, soltanto che vi erano tracce del passare del tempo. Qualche erbaccia spuntava dal terreno, invadendo i fiori colorati che ornavano la tomba. Zia Rachel viveva troppo lontana per occuparsi della tomba di sua madre. Dedussi, quindi, che quei fiori erano stati portati da Robert. O meglio, da qualche domestico. Lui non si sarebbe abbassato a tanto. Non poteva sopportare la madre, geloso del fatto che lei avesse scelto me. Che avesse capito che persona fosse veramente. Per Philippa era stata dura rendersi conto di avere un figlio con un carattere del genere. Ma era stata obiettiva e non aveva mai cercato di difenderlo, sapendo che era colpevole.
Il viso di mia nonna nella cornice sorrideva felice. La ricordavo ancora così, con lo sguardo stanco ma il viso allegro. Con i capelli grigi pettinati con cura, un lieve colorito sulle guance e le labbra sottili.
"Lei é fiera di te, scricciolo. Ne sono sicuro" mi disse Kyle, abbracciandomi da dietro. Mi lasciai andare, abbandonandomi contro di lui. Il suo petto contro la mia schiena, quel contatto.. mi sentivo al sicuro. Con lui, ovunque lo sarei stata.
"Non tornavo qui dal suo funerale" confessai, in un sussurro. Mi sorprese addirittura che riuscì a sentirmi.
"Hai dimostrato ancora una volta che sei forte, venendo qui" mi rispose.
"Non so come farei se tu non ci fossi" mi lasciai andare, lasciando che una lacrima sfuggisse dal mio controllo e scivolasse lungo la guancia.
Lui, prontamente, mi accarezzó il viso per asciugarlo. "Sarò sempre con te, tesoro. Per tutta la vita".
Merda. Dove avrei trovato un altro come lui? Era davvero amicizia? A me non sembrava. E poi.. il modo in cui aveva detto di essere il mio fidanzato. Era stato così reale. Come se fosse vero. Il ricordo dei baci che ci eravamo scambiati, poi, era impresso nella mia memoria. Indelebile. Le farfalle nello stomaco svolazzavano più velocemente, quando ero vicina a lui. E quella, ne ero certa, non era amicizia.
Eppure, non sapevo come cambiare le cose. Sempre che non fossero già cambiate. Era tutto così strano, confuso. Io ero confusa. Una cosa, però, era certa: con lui, stavo bene.
E glielo dissi. "Mi fai stare bene".
"Anche tu".
Silenzio. Il cinguettio degli uccellini riempiva l'aria, in quel freddo pomeriggio di febbraio. Gli alberi, ancora spogli, lasciavano intravedere qualche gemma. Le prime foglie sarebbero spuntate entro un mese, senz'altro. Il sole iniziava ad essere più caldo e il vento meno violento. La natura iniziava lentamente la sua rinascita. Proprio mentre la iniziavo anche io.
Dopo aver osservato per un tempo infinito la tomba di mia nonna, incerta sul da farsi, Kyle fece una domanda che non avrebbe dovuto fare. "Anche tua sorella é seppellita qui?".

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Inconsapevolmente
RomanceDall'Alabama alla California con il suo pick up blu. Phoebe sta scappando da una vita che non sentiva più sua, o che non era mai stata sua. Stockton é il luogo giusto per inseguire i suoi sogni, cancellando tutto ciò che é accaduto prima del trasfer...