29 (Diana)

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<<Oddio, cosa ti è successo?! Fatti vedere bene!>> Mi porge una mano e mi fa compiere un giro su me stessa. La cosa che mi mette un po' in imbarazzo perché non ho mai ricevuto tante attenzioni,  ma come mi ripeto ogni giorno: "Diana, abituati e smetti di diventare paonazza ogni volta.". <<Sei bellissima!>> Okay, ora anche Valentino mi fa i complimenti? No, c'è qualcosa che non quadra: lui non li ha mai fatti a nessuna, per quanto sia carino nei modi e ora li fa a me, la ragazza con la quale parlava di meno in assoluto. Ci conosciamo dalle medie, quando lui stava nel gruppo della mia classe per uscire pur frequentando una scuola diversa: ci parlavo a volte, mi ha abbracciato anche in varie occasioni, ma non abbiamo mai dialogato per bene, tanto meno ci siamo inviati messaggi. So che era molto amico con Filippo e il suo numero lo ho da ferragosto dell'altro anno, ecco quanto.

<<Anche te stai bene, vedo!>>, scherzo squadrandolo da capo a piedi. <<Ti ricordavo davvero differente, ma ora stai meglio devo ammettere.>>

<<Mai quanto te, dammi retta.>> Mi mette davanti al viso il mazzo di fiori, ma non ne riesco a percepire l'odore a causa del raffreddore che sta per arrivare puntuale come ogni inverno: sono bellissimi ma non so che cosa siano perché io di botanica non ci capisco quasi nulla. <<Questi sono per te. Ho pensato che ti sarebbero piaciuti, ma puoi anche buttarli se vuoi.>>

<<Ma che buttarli? No! Sono meravigliosi! Grazie davvero, li apprezzo molto!>> Lo bacio sulla guancia e ammiro per qualche secondo la precisione e la bellezza del bouquet, prima di sentire la mano fredda di Lorenzo dietro la schiena fare su e giù. <<Ah, scusatemi! Valentino, lui è Lorenzo. Lorenzo, lui è Valentino, un amico di Filippo. Non so se vi conosciate, ma anche lui abita qui.>>

<<Si, si, lo so. Frequentava mia sorella qualche annetto fa.>>, dice il mio quasi-coetaneo riferendosi al chitarrista e girando lo sguardo da tutt'altra parte. Be', non è una bella cosa da sentire per me, ma provo il più possibile a far finta di nulla: è assolutamente normale che lui sia uscito con altre persone prima di me, ma ovviamente mi dà fastidio da persona "un pochino" gelosa quale sono. 

Il silenzio cala e io provo a romperlo: <<Chissà che fine avrà fatto Fil!>> Non sono mai stata brava a rompere la tensione, ma mi propongo di iniziare a lavorarci perché mi è sempre servito e, con il passare del tempo, noto che questo "bisogno" aumenta sempre di più: sarà la crescita, bo! <<E' strano perché lui è sempre puntuale, poi! No, okay, mi zitto...>>, aggiungo a bassa voce suscitando le risa dei due, ma quando sento quella di Lorenzo mi viene pensato a lui e alla sorella dell'altro: immagino lui e lei che si baciano, che stanno mano nella mano. Lui l'abbraccia da dietro e la porta a fare un giro in moto, per poi ritrovarsi... al lago? No! Quella panchina e quel parcheggio sono così bui ma purtroppo tutto, comunque sia, è così dannatamente familiare. Si siede sul tavolino e gli si butta tra le braccia, gli tocca il collo e gli morde un lobo, lasciandogli sussurrare qualcosa; Lorenzo si alza e le va davanti, le tocca le spalle per poi lasciare i palmi cadere sui fianchi, la bacia lentamente mentre abbassano le palpebre; le mette le mani dietro la schiena...

<<Diana, sveglia!>> La voce e lo schioccare di dita di Filippo mi riportano alla vita reale.



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