16 (Lorenzo)

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Le tiro indietro la sedia e lei si accomoda, ringraziandomi con il suo solito modo gentilissimo. Si guarda attorno e gonfia le guance, facendo il labbruccio: è una cosa dolcissima e sembra una bambina... Ancor di più di quanto non lo sembri sempre ai miei occhi.

Non smetto un secondo di fissarla e ho paura di metterla in imbarazzo, ma non posso farne a meno: è uno schianto.

<<Allora, dimmi: di solito cosa si fa agli appuntamenti?>>, mi domanda facendo il segno delle virgolette con le dita. Alla parola "appuntamenti" il cuore mi manca un battito: non avevamo mai parlato di appuntamento e la mente mi diceva che la considerasse più come un'uscita tra amici, ma va bene: si è accorta che questa non è una semplice cena!

<<Non lo so...>>

<<Lorenzo, puoi dirlo tranquillamente, eh! Cosa facevi con le altre?>>

"Con le altre"? Oddio, si considera davvero come tutte le altre? Non impiego un secondo in più a farglielo notare: <<Cosa facevo con le altre? Diana...>>

<<Hey, non mi offendo mica! So che non è la tua prima uscita, insomma!>>

<<Diana, piccola, non dire più quelle parole, per favore! Non... non sei come tutte le altre, Diana! Non lo sei!>>

<<Lorenzo, non devi dirmelo per forza. Voglio dire...>>

Mi sollevo dal mio posto e appoggio la mia bocca accanto al suo orecchio: <<Per favore.>>, le sussurro. Sento il suo respiro velocizzarsi un po', poi le stampo un bacio sulla guancia. <<E comunque>>, continuo sedendomi, <<di solito agli appuntamenti si parla, si fanno cose sdolcinate... Le cose che si vedono nei film americani, hai presente?>>

<<Si, si, ho presente.>>, ride fragorosamente. "Ah, e poi ci si bacia anche, volendo!", mi suggerisce la testa.


Ordiniamo e il cameriere ci porta una bottiglia di Coca, nel frattempo. <<Ci starebbe bene una cannuccia!>>, scherza lei sussurrando. <<E anche un palloncino volendo! Ahahah sono infantile ancora, perdonami.>>

<<Mi piace la gente infantile, allora!>>, confesso. <<A te piace la gente matura?>>

<<Si, ma non mi piacciono i vecchi!>>. La fulmino ridendo e mi dà una botta con il piede che ricambio volentieri. Il tessuto freddo dei suoi stivali mi struscia la pelle e vorrei toccarne la punta appoggiata sulle mie ginocchia, ma senza sapere il perché non lo faccio.

Mi domando cosa abbia detto ai suoi e per non sembrare indiscreto tengo il pensiero per me, anche se la curiosità è tanta, tanta.


Spazio Scrittrice

Capitolo 16, presente! Mi scuso di nuovo per la breve lunghezza e spero che mi possiate perdonare. Sono un po' in ansia per domani: cosa diranno i nostri Dear Jack riguardo all'accaduto, secondo voi? Be', ormai è questione di ore (sinceramente a me sembra che non passino mai, ma va be'!).

Vi auguro una buona serata e mi auguro di non avervi deluso: con le vostre visualizzazioni mi rendete davvero orgogliosa! Votate tranquillamente e mi raccomando: consigliatelo alle vostre amiche, parenti, conoscenti, animali domestici... Ahahahah, insomma: a chi volete!

See you soon!

-Marta-



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