15 (Lorenzo)

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La luce della cucina è accesa e la sagoma della madre di Nicole si muove avanti e indietro.

Salire queste scale non mi aveva mai messo così tanta ansia e sento i miei passi pesanti ma veloci. Mi dondolo sui talloni per qualche secondo e mi decido a suonare, più lentamente di sempre. Il mio stomaco è annodato e sono sicuro che quando andrò ad aprire bocca la mia voce sarà tremante. Non mi era mai capitato di essere agitato in questo modo e sono stato a tanti appuntamenti! Ma con lei è... differente? Si, "differente" è la parola esatta! Diana mi fa sentire come nessuna era mai riuscito a farmi sentire e mi piace così tanto questa sensazione.

Nicole appare minuta più di sempre: <<Ti prego, portatela via! E' tremendamente nervosa...>>, mi sussurra <<NICOLE!>>, urla poi.

<<Cosa...?>> Il rumore dei suoi tacchi rimbomba nel corridoio e quando la vedo smetto di respirare e rimango a bocca aperta. Porca puttana.

Indossa un vestito simile ad un maglione lungo fin sotto le ginocchia, i collant neri e un paio di stivaletti neri; i suoi capelli sono mossi, gli occhi leggermente truccati e le labbra lucide, cosa che ne evidenzia il colorito. Il giacchetto nero, i guanti bucati sulle punte, la sciarpa e la borsa spaziosissima, inoltre, le danno un tocco da top model e la fanno sembrare un pochino più grande, ma non troppo: sono abituato a vederla con felpe stampate, maglie ampie, leggings e pantaloni fantasia e questo look mi ha un po' spiazzato, ma in senso buono, ovviamente!

<<Hey!>>, mi fa mostrandomi i suoi bianchissimi denti.

Fuori si gela, ma non me ne frega nulla: morirei di freddo per vederla sempre. <<Sei...>> Mi si mozza di nuovo il fiato e lei ride quando sbatto le mani sulle gambe e alzo gli occhi al cielo a causa della mancanza di parole.

<<Volete andarvene, insomma?>>, chiede Nicole che sembra la più impaziente di tutti. Sua madre compare da dietro l'angolo e poggia la sua mano sulla spalla della nipote, guardandola affettuosamente come di consuetudine: Diana è benvoluta da tutti, è chiaro... E anche normalissimo: come fai a non affezionarti ad una persona del genere?

Ci scambiamo un'occhiata, io e la cugina: mi fa "si" con la testa e le dà uno schiaffetto sul sedere prima di salutarla con il suo solito abbraccio. Quando sento la porta chiudersi le porgo la mano e lei lancia un'occhiata preoccupata prima ai gradini, poi alle scarpe. Le nostre risate acute rilassano l'atmosfera e ce ne accorgiamo entrambi, quindi continuiamo fino a che non saliamo sulla moto.

<<Rimarrò incastrata con il vestito, lo sai?>>

<<E' stato fatto apposta, piccola!>>, scherzo.

<<Ti uccido, Lorenzo!>> Stringe le sue braccia intorno a me e il profumo fruttato mi attraversa il canale olfattivo. Il suo mento sul mio collo è leggero come una foglia. <<Vai piano, almeno oggi! Ti prego!>>, dice a bassa voce con un tono caldo. E' così sexy quando parla così, cavolo!

Le accarezzo un ginocchio e parto a tutta velocità, strappandole di bocca anche qualcosa simile ad una parolaccia.


<<Ma te non hai freddo?>>, chiede strusciandosi le braccia.

<<Sono abituato, piccola. Te ne hai?>>

<<Molto!>> Al sentire quelle parole mi sfilo il giacchetto di pelle e glielo infilo delicatamente, stringendola poi come l'altro giorno al lago, da dietro, con la bocca che stampa baci sui suoi capelli morbidi ininterrottamente.

Davanti all'ingresso del ristorante si volta verso di me e mi mette le mani intorno al collo: cosa vuole fare? Le alzo il viso con pollice e indice per guardare meglio i suoi occhi, poi mi si butta addosso per abbracciarmi. Pensavo davvero che mi volesse baciare, che cretino che sono! Lei non lo farà... mai.


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