<<Ma che c'hai, Lorè?>>, mi chiede Alessandro sorseggiando il cappuccino ancora fumante.
<<Perché?>> Io e lui ci conosciamo da fin troppo tempo: è davvero impossibile nascondergli le cose, da parte mia... soprattutto i sentimenti; sa bene quando ho qualcosa e, a volte, riesce anche ad azzeccare il perché senza che glielo dica.
<<Una chitarra nuova?>> E' normale: non gli ho mai parlato di nessuna ultimamente nonostante il nostro fortissimo legame, non gli ho mai spiegato quello che provo per lei e non l'ho fatto con nessuno, eccetto che con la diretta interessata.
<<No>> Prendo fiato dopo aver allungato la vocale e mi guardo attorno: <<Ho conosciuto una ragazza, a dire la verità, però non dire nulla a nessuno, d'accordo?>>.
<<Oh mamma! Lei chi è?>>, domanda quasi urlando, tanto che sono costretto a tappargli la bocca perché riesce a far voltare una coppia di anziani. Scoppiamo a ridere entrambi, poi mi rimetto a sedere e finisco il mio caffè lentamente, lasciandolo sulle spine per qualche attimo che pare interminabile.
<<Si chiama Diana. E' la cugina di Nicole, la tipa che abita davanti a casa mia... E' bellissima, cavolo!>>
<<Parlale, no?>> Ahahahah davvero pensa che non l'abbia ancora fatto?
<<Siamo... fidanzati.>> Non dovrebbe saperlo nessuno perché voglio rispettare il suo silenzio, ma tanto si scoprirà al più presto e poi con Alessandro posso stare tranquillissimo: "Siamo fratelli", come diciamo sempre.
<<Oh cazzo, Lorè! Davvero?!>> E di nuovo alza la voce, ma non riesco a capire se prevale, nel suo tono, un'aria stupita o arrabbiata perché non glielo abbia detto prima. No, no, okay, è la prima perché sta sorridendo.
<<Davvero.>>
<<Povera ragazza: non sa quello che fa.>>
<<Povero ragazzo, paga tu, va'!>>, gli dico e mi alzo, lasciandolo là, solo davanti alla sua bella bevanda calda e con il conto da pagare come fa sempre lui, ovviamente. Mi chiedo cosa stia facendo per l'ennesima volta e una voce dentro di me mi ripete per altrettante di lasciarla stare, anche se mi riesce complicato a causa dell'amore che provo e che non mi permette di non pensarla, di non mandare la mia mente a lei.
Mi butto addosso al muro e accendo una sigaretta, tirandola fuori dal pacchetto nel cappotto. L'acqua nelle buche riflette la mia immagine, ma chiudo gli occhi per rilassarmi qualche secondo: dovrei mettermi a scrivere una canzone; non una di quelle solite, ma qualcosa di diverso, magari! Potrei parlare di me, di questo momento tanto strano quanto bello, di lei... Potrei unire la musica a Diana, il che mi sembra abbastanza magnifico e affrettato, ma non mi importa del tempo: potrei aver passato un solo secondo della mia vita con lei e nonostante ciò il mio sentimento sarebbe stato sempre lo stesso; fortunatamente ho ancora delle ore, dei giorni, dei mesi, perché no, da condividere con questa ragazza e il solo pensiero mi manda in confusione il cervello.
Ci diamo appuntamento nel pomeriggio per fissare un giorno di prove e io decido di andarmene a fare una passeggiata al lago, lontano da tutto e da tutti. Non sono mai stato un tipo solitario, anzi, tutt'altro, ma a volte anche le persone che amano la confusione e il movimento hanno bisogno di staccare la spina per un po'.
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FanfictionDiana è una ragazza come tante: ama la musica, è una sognatrice e ha sempre qualcosa a cui pensare, che sia sola o in compagnia. Si ritrova a trascorrere le vacanze di Natale a casa di Nicole, sua cugina nonché amica, che abita in una bellissima zo...
