25 (Lorenzo)

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La sua bocca si schiude lentamente e apro per un secondo gli occhi per vedere se anche lei, come me, gli ha chiusi e la risposta è si: ha le palpebre abbassate e il volto rilassato, con quella pelle liscia e perfetta.

Quando si allontana piano piano le sorrido e lei posa il suo naso contro il mio: <<Dicevamo?>>. La sua felicità la rende ancora più bella, così senza dire ne' "A" ne' "B" mi porgo nuovamente in avanti e la prendo in braccio, baciandola ancora una volta e sorridendo: è una cosa bellissima. Il suo profumo è qualcosa di inebriante, meglio di qualsiasi altro fiore. Le sue mani sono leggere attorno al mio collo e sento che piano piano anche le sue gambe si stringono attorno a me, ma con molta delicatezza.

<<Fammi scendere, per favore>> Fa un saltino e continua: <<Allora, io dovrei dare un'occhiata per i regali perché non so davvero cosa fare e dov...>>

<<Sei magnifica. Dico sul serio, sei davvero magnifica.>>, la interrompo.

<<Grazie.>> Mi sorride e mi si butta addosso, strusciandosi contro il mio giacchetto che, finalmente, avrà l'odore di Diana e quindi potrò averla un po'ovunque, diciamo. 

Alzo la mano per farmela afferrare, ma lei non lo fa e, anzi, riesce perfino ad abbassarla con molta facilità: <<No.>>

<<Perché?>>, le chiedo con tono di protesta.

<<Perché no.>> Mi bacia sulla guancia e corricchia in avanti, per poi girarsi una volta arrivata davanti al negozio di giocattoli. Batte le mani per farmi cenno di sbrigarmi, ma è risaputo che sono più anziano di lei, quindi non può lamentarsi!

La afferro per il polso perché non vuole proprio che le mie dita sfiorino le sue e la conduco con me un pezzetto più avanti, al negozio di CD. Sbuffa con tono abbastanza alto per farsi sentire bene, ma promette che prima di andare via ci entreremo.

La musica si sente anche solo stando sulla porta e ovviamente aumenta via via che ci si avvicina allo scaffale principale. Diana è impalata davanti al ripiano "band", da buona adolescente, e ha tra le mani una decina di album che controlla attentamente uno per uno sia avanti che dietro per poi appoggiarli su un lato, tutti precisi. Le vado dietro per guardare cos'è che le fa brillare gli occhi così tanto e scopro che la risposta non è "una tua foto, Lorenzo!", bensì "quattro ragazzi con la pelle chiara, uno biondo e tre castani". 

<<E chi sarebbero questi bulletti?>>, scherzo prendendone uno dalla stessa fila.

<<Stai zitto per piacere che anche tu hai una band!>>

<<Si ma noi siamo persone di un certo livello! Questi tipetti hanno proprio la faccia da cretini! E guarda questo quanto è trasgressivo con queste bacchette... Cosa sono? rosa fluo?! Oh buon Dio!>>

Si trattiene una risata e ribatte: <<Il "trasgressivo" è il mio fidanzato, quindi lascialo in pace!>>

<<Oh, Diana, andiamo con questi discorsi da adolescente!>>

<<Lasciami sognare.>>, dice quasi strillando e allontanandosi.

Le vado dietro e la faccio voltare: <<Dì al tuo "fidanzato trasgressivo" che se solo osa pensare a te quelle bacchette gliele...>>. Mi tappa la bocca e spalanca gli occhi, facendo "ahh!" con la bocca. Leva lentamente la mano ma non del tutto, poi si avvicina al mio orecchio: <<Non ti conviene.>>, sussurra.

Alla cassa pago tutto io, beccandomi anche una "sgridata" da lei perché "non sono degno di quei quattro", ma riesco a zittirla con un bacio davanti alla vetrina del negozio.


<<L'appoggio qui dentro la busta con il libro, dopo ricordamela cortesemente.>> Non si accorge della mia presenza alle sue spalle e lancia un urletto quando si volta, quindi ridiamo entrambi fragorosamente.

<<Posso metterla?! TI PREGO!>> Indica la traccia numero sette con l'indice e fa il labbrino, poi, senza neanche attendere una risposta, si precipita allo stereo e, dopo aver frugato qualche secondo con il telecomando, la canzone parte ad un volume abbastanza elevato. Chi l'avrebbe mai pensato che mi sarei ritrovato in casa con un'adolescente a sentire boy band? Se lo dicessi ai miei compagni mi prenderebbero in giro fino alla morte, ne sono ceto, ma me ne fregherei davvero: ho lei e con lei ascolterei anche il peggiore degli artisti, se la rendesse davvero felice.



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