-7- una giornata impegnativa

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Finita la lezione di Mattew mi alzai e andai verso la porta sperando che si fosse dimenticato del nostro appuntamento.

-signorina liz..abeth- si corresse davanti agli altri.
-mi dica-
Dissi guardando le ragazze intorno a me.

-può aspettare? Devo dirle una cosa-
Sarah Anderson mi squadrò ghignando.

Io mi avvicinai alla cattedra.
-che gatta morta-
Sibilò e poi uscì dall'aula.
Non mi venne nessuna risposta.

-scusa elizabeth, aspettiamo che escano le tue compagne e andiamo a pranzare.-
-certo-
Sistemò alcune carte, e mi guardava sorridendo. Io lo guardavo e poi abbassavo lo sguardo.

Dopo 5 minuti si spostò verso di me, e mi cinse la schiena con la mano. Io arrossii sussultando.

-andiamo-
Mi scortò fuori la porta e arrivati nei corridoi camminamo a pochi centimetri di distanza, discutendo sulla lezione che aveva fatto poco prima.

La Coin ci venne in contro e vedendomi fece una faccia scocciata. Poi sorrise.

-ancora tu?-
Disse facendo finta di essere cordiale
-Sto portando la signorina hole alla mia macchina per darle le fotocopie dei conpiti di ieri-
-ah, professore, speravo di poter fare quella cena stasera-

Mi guardò e poi guardò lui. rispose
-certo jessica-
Sorrise cordialmente
-elizabeth-
Disse guardandomi e facendomi cenno di andare avanti.

il annuii e dopo aver salutato la preside mi raggiunse. Entrammo in macchina e andammo verso un ristorantino poco lontano dell'università.

-la coin...prima quando mi ha cacciata ti ha chiesto di uscire con lei?-
Domandai durante il viaggio.
-si elizabeth-
rispose senza distogliere gli occhi dalla strada.

Quegli occhi verdi che a volte brillano di malizia e ti prendono per mano e ti portano via.

-Perché? - chiese
tornai sulla terra e risposi
-sembra....infatuata-
Per non dire "ha voglia di scoparti"

-non dire sciocchezze.-
Stavo per rispondere che io la pensavo in quel modo quando interruppe i miei pensieri.
-vuole solo una sana scopata-

Rimasi a bocca aperta. Lui mi guardò per un secondo scoppiando a ridere.

-mi dispiace scandalizzarti-
Disse poi trattenendo le risare.
-sono felice che le mie domande non esposte la facciano ridere così tanto.-

Dissi anche io ridendo.
arrivammo al ristorante. E un dubbio mi tormentava.
"Avrebbe davvero scopato con lei?"

Entrammo nel locale non troppo affollato, carino, molto tranquillo. Perfetto oserei dire.
Ci sedemmo ad un tavolo per due.

Una cameriera bellissima venne ad ordinare.

La carnagione scura, ambrata, gli occhi neri come la pece, e i capelli dello stesso colore. Labbra rosse fuoco. Praticamente perfetta.

-volete ordinare?- mi sorrise cordialmente
-si, io vorrei il riso ai funghi, e come secondo la carne che decide lo chef-
Disse dave con un soriso a 32 denti. Lei guardò me.

-lo stesso-
Dissi con un filo di voce intimorita dalla sua bellezza.
-arrivo subito ragazzi-

Disse ammiccando e mi sentii meno bambina.
-allora, cosa hai fatto alla seconda ora? Ti ho vista in giardino ma poi sei sparita.-

-si...beh sono stata in biblioteca-
Dissi, e non so perché fremevo dalla voglia di dirgli che avevo incontrato un ragazzo

-e ho incontrato un ragazzo-
Sorrisi al pensiero di jordan.
vidi il suo sguardo cambiare da felice a curioso

Professore.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora