-liz..-
Era kate. Eravamo seduti a tavola in una pizzeria vicino casa, lei ed Alan sembravano sul serio nervosi.
Io non riuscivo a capire, ero così tranquilla, e felice, dopo aver dormito dal mio Dave.
-dobbiamo....beh....IO devo dirti una cosa- continuò la mia amica.
Mi stavo preoccupando anche io. Non eravamo neanche al secondo che già voleva parlare? Era una cosa seria?
-dimmi tutto key, sai che puoi-
Sorrisi sinceramente.
Lei strinse la mano di Alan. Entrambi davanti a me, in un tavolo a 6 posti, io da un lato, loro dall'altro.
-abbiamo deciso di andare a vivere insieme.-
Rimasi allibita.
Vivere insieme a lui? E io? Cosa avrei fatto? E poi deciderlo così? Senza preavviso? Iniziai a farmi mille domande, a chiedermi perché, o quando o...dove.
Non fiatai. Mi limitai ad annuire, a prendere la mia borsa e ad uscire dal locale senza dire una parola.
Non so se era stata una buona idea...ma ero troppo arrabbiata.
Lei...beh, aveva il diritto di stare con lui e andarci a vivere insieme, ma...forse avevo paura di restare sola.
Io e Kate dal liceo eravamo inseparabili, facevamo sempre tutto insieme, abbiamo condiviso tutto, e ora, sentirle pronunciare quelle parole....mi faceva male.
Ero consapevole del fatto che un giorno sarebbe successo....ma...non così presto, non ora.
Ero infuriata con me stessa, con Kate, con Alan....ed ero triste. Mentre guidavo per tornare alla mia non-casa, (o comunque non lo sarebbe stata senza kate) iniziai a piangere. Iniziai a rendermi conto di aver esagerato, avrei potuto parlarne...col senno di poi magari kate avrebbe cambiato idea.
Troppo tardi. Lei era felice con il suo Alan, era giusto così.
Arrivata sotto casa, finalmente aggiungerei, parcheggiai la macchina e andai su, dopodiché, entrai e mi precipitai in camera mia.
Presi il telefono, due chiamate da kate, e una da Dave.
Lasciai perdere le chiamate della mia migliore amica e richiamai il mio professore.
-piccola- disse dolcemente.
-hei dave- sussurrai sentendomi d'un tratto meglio
-che hai? Ti sento giù-
-sto bene...perché avevi chiamato? Chiesi tormentandomi le mani.
-volevo sapere come stavi e....chiederti se volevi venire con me dai miei.-
-non credo sianuna buona idea, in fondo...beh loro mi hanno conosciuto come "la ragazza di jordan" insomma sono già stata etichettata-
Continuai io.
-già-
-grazie lo stesso, in un altra situazione sarei venuta volentieri-
-ti va di vederci?- domandò poi.
Controllai l'orologio, erano le 10 e 5 di sera, ma ero comunque stanca.
-domani ho tanti corsi, e poi il 15 c'è il primo esame.-
Dissi. Già, tra tre giorni sarebbe stato San Valentino.
-va bene allora, a domani Elizabeth, ti amo-
Sussultai. Mi faceva sempre un certo effetto sentirglielo dire.
-Buonanotte, ti amo anche io.-
Subito dopo aver attaccato, feci una doccia, misi il pigiama, lavai i denti, e andai a letto. Ero stanca, gli occhi si chiudevano da soli, ma non riuscivo a non pensare alla nuova notizia.
Sarei rimasta sola in quella casa? Avrei fatto tutto sola. La cosa mi deprimeva. Insomma, studiare sola, pulire sola, fare la spesa, cucinare, tutte cose che in due riescono meglio. Mi sforzai di pensare ai lati positivi, alla fine....beh si, kate sarebbe stata felice.
E...Alan...anche lui...e io... io?
Sveglia. Ero sveglia. Quanto avevo dormito?! Erano...le 5 e un quarto.
Era presto...troppo presto.
Provai a dormire, ma non c'era verso, così 10 minuti dopo, decisi di alzarmi. Lo ammetto, controllai se kate era tornata a casa e...si, anche se pensavo sarebbe rimasta da Alan.
Mi stesi sul divano e iniziai a ripetere per l'esame imminente, storia, una cavolata, ma era comunque pesante.
A seguire l'esame di inglese, e poi italiano, a finire matematica.
Per gli altri non si era ancora scelto il giorno.
Verso le 8, la mia migliore amica entrò in soggiorno a testa bassa.
Non ero più 'arrabbiata' con lei, anzi, ora mi sentivo in colpa per aver reagito male la sera prima, così, nel silenzio della mattina, con il solo rumore delle macchine al di fuori della nostra piccola casa, sussurrai un "scusa" con il tono di voce più pentito e allo stesso tempo dolce che avevo.
-liz...scusami tu, non avrei dovuto prendere questa decisione senza di te, tu sei...sei la persona più importante per me, non voglio farti stare male-
-non sto male kate. Io...sto bene, ho reagito male ieri, in fondo è una bella cosa no?!- domandai sorridendo leggermente.
-già..- sorrise anche lei. Probabilmente stava fantasticando su Alan.
-andiamo a vestirci?-
Domandai.
-ah...già, io non vengo a scuola, dobbiamo... ehm... andare a vedere l'appartamento-
Sorrise tra se.
-va bene, allora io vado- mi diressi in camera.
La situazione risultava....troppo imbarazzante. E io ero triste.
Mentre la mia mente era tormentata da mille pensieri, ero arrivata a scuola, coperta più del solito, siccome faceva un freddo cane.
Speravo nevicasse, ma sarebbe stato impossibile.
-liiiiiiiiizzy!-
Sentì chiamarmi.
Era jason, che correva a piccoli passi per raggiungermi. I capelli biondi coperti da un berretto di lana grigio, il cappotto nero, come i pantaloni e gli scarponi.
-hei!- ridacchiai io.
-matematica stiamo arrivando- disse iniziando a camminare verso la scuola come un soldato.
Io rimasi qualche secondo ferma, poi gli corsi dietro, e dopo averlo raggiunto lo imitai.
-non puoi immaginare che è successo ieri- era felice.
-sentiamo- ridacchiai.
-una ragazza che era alla festa di sarah, che tra l'altro viene qui all'università, ha chiesto il mio nome in giro e poi si è presentata davanti la mia porta, si è slacciata il giubbotto ed era nuda! E tutto davanti i miei compagni di stanza!- iniziò a ridere tenendosi la pancia.
Io risi con lui.
-non ci credo-
-te lo giuro!-
Continuammo a ridere fin quando la Moss non entrò in aula.
-salve a tutti- disse posando la cartella sulla cattedra.
Iniziò ad aprire il computer.
-ora segui okay? Ti aiuto io- disse jason dandomi una pacca sulla schiena. Così quella lezione di matematica non fu proprio noiosa.
Uscimmo dall'aula un ora dopo, e ci stavamo dirigendo in cortile per prendere aria.
Le camere dell'università erano calde, fin troppo, così che o uscivamo fuori o saremmo svenuti.
Mentre andavamo, vidi Dave uscire dalla sua aula, probabilmente aveva qualche ora buca.
Anche lui incrociò il mio sguardo, mi sorrise dolcemente, ma poi fu fermato da una folla di gente. Probabilmente per informazioni sugli esami.
-allora....dopodomani è San Valentino- disse jason.
-oh...beh...si- risposi io arrossendo. Solo al pensiero ero felice. Avrei dovuto prendere qualcosa a Dave? Uhm....si?!
-allora andiamo alla famosa festa alla tau?-
-oh...giusto- ricordai.
La tau delta chi (non ho le lettere greche) organizzava ogni anno una festa. In fondo le confraternite fanno questo no?!
-andiamo insieme, con kate e alan- disse sorridendo.
-beh...ma san Valentino è la festa degli innamorati- mi giustificai io.
-lì no, vanno tutti eccetto gli innamorati liz, solo le persone che vogliono ubriacarsi e divertirsi.-
-beh...posso farti sapere all'ultimo minuto?-
-che c'è? Aspetti l'invito di qualcuno di speciale?- fece uno sguardo malizioso.
-no, che ti salta in mente! È solo che...vorrei...uhm... sapere che ha da fare la mia amica lily.-
Che follia. Si. C'era qualcuno di veramente speciale. Ma non mi avrebbe invitato mai.
Angolo autriceeee
Ehiiiiiii
Eccoci qui! Con un nuovo capitolo, non ho avuto internet qundi ho potuto scriverlo solo ora.
Come state?
Io sto bene, anzi, mi sto divertendo un mondo, soprattutto ora che sono tornata nella mia città e ho rivisto la mia migliore amica
*-*
Aggiorno il prima possibile♥
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Professore.
Romansa"Il suo professore è morto" questo ha portato una svolta nella vita di Elizabeth. Dovrà affrtontare un nuovo terrificante professore. Ma....non sarà poi così terribile. Si dimostrerà diverso dagli altri. "mi piaci liz" Elizabeth Hole, una ragazza...
