-11-verità

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D'un tratto mi accorsi di dover andare in classe, la lezione dopo pranzo era la meno frequentata, ma io naturalmente avrei partecipato, come a tutte le altre.

Andai verso la mia classe, camminando svelta, e canticchiando a voce bassisima "like a fool" per distrarmi.

-signorina hole-
Mi girai di scatto sentendo la preside che mi chiamava.

-si?- diventai rossa, per la strana situazione che si stava creando.
-può venire nel mio ufficio?-

Io annuii senza rispondere e a sguardo basso entrai seguita dalla Coin che chisue la porta dietro di lei.

-miss. Hole, o dovrei dire Elizabeth, dovremmo parlare di quello che ha visto-
Non le diedi neanche tempo di finire che dissi

-non ho visto niente-
-entrambe sappiamo quello che lei ha visto, e la situazione incresciosa mi costringe a prendere seri provvedimenti, sul suo andamento scolastico...-

Come poteva dirmi questo! Mi stava minacciando! Non aveva il diritto di rovinare i miei sforzi all'università solo perché avevo visto una cosa che non volevo vedere.

-io...no la prego-
-a meno che...- continuò andando avanti e in dietro per la stanza.
-a meno che tu prometta di non dire niente, e di far finta di non aver visto, anche perché sarebbe brutto avere contro il professore con cui hai più corsi.-
disse in fine.

Io con un tono spaventato le diedi ragione.
-quindi non dovrai dire a nessuno niente, anche perché vorrei informarti in anticipo che ai tuoi esami, sarò io a fare le domande ai ragazzi.-

Fece un sorrisetto diabolico. La porta si aprì e si chiuse d'un colpo dietro di me. Senza girarmi capii chi era dall'espressione della preside.

-dave, proprio ora ho finito di parlare con Elizabeth- fece un occhiolino verso di me.
Lui si limitò ad avvicinarsi alla piccola libreria della stanza.

-non dirà niente- disse la coin in fine.
-bene, non avevo dubbi- disse lui guardandomi. Non riuscendo a mantenere lo sguardo abbassai la testa.

-ora puoi andare- disse la preside con la voce che sprizzava felicità ma come al solito arroganza. Mi alzai e andai verso la porta, chiudendomela alle spalle.

Ecco qui che avevo perso la lezione. Decisi di tornare a casa, avrei spiegato tutto a kate dopo. Tralasciando il fatto che ci stavo malissimo essendo innamorata di dave.

Mi svegliai sentendo kate che mi chiamava.
-ehm...c'è una visita per te-
Guardai l'orologio: erano le 4 e mezza. Mimò "Professore" e io rimasi a bocca aperta.

Mi alzai dal letto subito dopo, sistemando i capelli schiacciati e la maglia tutta piena di pieghe.
Arrivata in salotto, vidi Dave che stava seduto sul divano e guardava fuori dalla finestra.

Tossii per farmi notare, perché proprio non se ne parlava di rivolgergli la parola.
Kate prese le chiavi dell'auto e mi salutò con la mano per poi uscire.

-allora...- disse subito dopo Dave
-mi dica-
chiuse gli occhi e si alzò.
-scusami liz, io non pensavo che...beh...qualcuno-
Lo interruppi.

-non si deve scusare. Io sono solo un'alunna. Non sono fatti miei-
Sospirai.
-invece non è vero. Ti ricordi che mi hai detto? "Non far finta di non conoscermi" e ora tu sei quella che fa finta.-

-dopo quello che hai fatto?-
abbassò lo sguardo.
-liz. Ti prego. Lei è la preside, avrebbe potuto cacciarmi-
-io non voglio sapere. Non sono fatti miei-
-perché non vuoi capire!-
disse per poi venirmi in contro e baciarmi.

Indecisa se scostarmi o meno, mi lasciai trasportare in quel bacio meraviglioso, ma poi pensai alla preside, anche lei lo aveva baciato,e mi scostai bruscamente.

-smettila!-
-perché!-
-perché non puoi baciarmi all'improvviso. E poi perché proprio oggi ti ho beccato a scopare con la preside!-

Dissi sfogandomi un po
-non...lei...la hai vista, ha iniziato a parlare di licenziamenti, che c'è troppo personale, e poi mi è saltata addosso. Avevo paura. Scusami.-

disse guardandomi con una dolcezza spietata.

-non...non mi interessa. Dobbiamo smetterla di fare così. A quanto pare entrambi siamo impegnati.-

-oh...quindi...tu e quel ragazzo...-
-no. Non ancora- cercai di dire
-va bene...-
Abbassò lo sguardo.
-meglio che vada-
Disse
-si...infatti-
liquidai.

Lo accompagnai alla porta, tenendo lo sguardo basso, ed evitando il suo.
-allora...ci vediamo- disse, prendendomi il mento e costringendomi a guardarlo.

-si-
Mi baciò dolcemente, e io ricambiai per qualche istante, accarezzandogli i capelli, sempre con più foga. Mi scostai per prendere il fiato e sospirando pesantemente andò via.

Wow. Era davvero wow.
Mi accorsi di kate sulle scale, che fingeva di salire, ma si capiva benissimo che aveva aspettato li. Alzai gli occhi al cielo.

Dopo essere entrate, mi guardò sconvolta.
-cos'era?-
-cos'era cosa?- chiesi giocando con una ciocca di capelli.
-cos'era quel bacio. Vi ho visti sai?-

Rimasi sbalordita. Sembrava aver aspettato al piano di sotto ed invece...
-devo vestirmi-
Andai a passo svelto in camera
-mmmh.-

Aggiunse seguendomi e buttandosi sulla piccola moquette
-possiamo non parlarne?-
Chiesi disperata.
-perché? Devi raccontarmi tutto.-

Disse incrociando le braccia.
-uffa. E va bene-
Alzai gli occhi al cielo e mentre svuotavo l'armadio per trovare un vestito decente raccontai tutto.

Della macchina, del pranzo, dei baci furtivi, di lui e la preside, insomma, mi sfogai per bene e ad ogni particolare che la mia bocca pronunciava, mi sentivo più leggera.

Finito il luuungo discorso, lei mi guardò con sorpresa.
-è sbalorditivo-
-no. È completamente sbagliato-
-perché! Alla fine vi passate 8 anni, o qualcosa del genere.-

-e questo che vuol dire? Non hai capito che lui se la fa con la preside?-
-oh ma andiamo! È venuto qui per darti spiegazioni!-
Rimasi in silenzio con gli occhi puntati su quello che avevo scelto.

Avrei indossato un vestito nero, scollo a V, lungo, morbido con il corpetto un po attillato.

-che intendi fare?-
-niente. In fondo abbiamo solo mangiato insieme 3 volte, e per una volta non eravamo neanche soli.-

-mmmh e i baci? -
-dimenticherà-
-e tu?- disse in fine.
Già, e io? Io avrei dimenticato? In fondo erano stati baci fantastici. Ma erano solo baci.
-ho già dimenticato-
-allora....beh...-
-cambiamo discorso-

Dissi cercando di convicerla.
-va bene, allora, che scarpe metti? Ti presto le mie?-
-ti prego-
Dissi ridendo
-perfetto-

Andò nella sua stanza alla ricerca della scatola di scarpe più larga. Bellissime scarpe alla schiava con tacco 12 tutte nere.
-eccoleee-
Disse correndo sul mio letto con i due trampoli in mano.

Sorrisi.
-il vestito è perfetto, dove lo avevi messo?-
Chiese prendendolo in mano e esaminandolo-
-alla festa che avevamo organizzato, il giorno prima di iniziare il primo anno.-

Dissi, ricordando con piacere quella serata, avevo conosciuto Stace, la fidanzata di Michael. E ora siamo grandi amiche.

-stasera sarai una bomba sexy- disse kate allungando la "E".
Risi e andai a farmi un bagno. Rimasi a mollo per una mezz'oretta, a pensare a quello che stava succedendo. Avrei avuto quella serata per me.

Una buona distrazione per non pensare a Dave.

Dopo essermi asciugata, mi truccai, in modo semplice, aggiungendo al mio soito make up un ombretto argentato e un rossetto rosso fuoco.

Naturalmente usai il trucco di mia madre: mettere un po di cipria sulle labbra, cosicché il rossetto non va via.

Indossai il vestito e le scarpe, e sistemai i capelli lasciandoli morbidi sulle spalle.
Ero pronta. Mancava un quarto d'ora, e jordan sarebbe arrivato.

Erano le 19:30, e iniziai a innervosirmi. Mille pensieri mi offuscarono il cervello: non sapevo come comportarmi, e se il vestito era troppo elegante o troppo formale?

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