Dopo il processo ad Eren Jaeger e all'affidamento di quest'ultimo a Levi Ackerman, per i due inizia il periodo di convivenza al di fuori delle mura.
Tra incomprensioni, gelosie e umiliazioni i due si avvicineranno sempre di più fino ad ammettere, a...
Erwin si incamminò verso il castano, nella speranza di trovarlo prima che lo facessero i membri del Corpo di Gendarmeria. Passò affianco al caporale, ancora accasciato a terra, lo sentì borbottare qualcosa e pensò immediatamente che stesse insultando l'uomo che l'aveva quasi ucciso.
In realtà Levi non stava altro che pregando. Implorò qualsiasi divinità e qualsiasi persona, per non ritrovare il suo moccioso morto. Avrebbe persino desiderato che fosse Mikasa a salvargli la vita, se fosse stato necessario. Eren era diventata l'unica persona in tutto il mondo che al capitano sarebbe mancata se fosse rimasta uccisa.
Il biondo sentì dei singhiozzi, provenivano dall'uomo un tempo amato anche da lui, e che in quel momento era ferito a terra. Il corvino era solo, di nuovo.
Erwin osservò il più basso, imbrattato di sangue un po' seccato attorno alla gamba e ancora caldo che si espandeva sul suolo. Le lacrime scendevano copiosamente mescolandosi al sangue, creando una sensazione diversa nel cuore del comandante.
Lasciò perdere l'idea di ritrovare il ragazzo e si avvicinò al caporale, pensò che l'assenza di Eren in quel momento era dovuta per colpa dell'insaputa dello sparo del più piccolo. Il castano non aveva minimamente udito il colpo partito per sbaglio, era ancora sorridente e stava per raggiungere il punto in cui quel fumo aveva avuto origine.
Il biondo s'inginocchiò di fronte a Levi, sollevandolo quanto bastava per metterlo a sedere, non si preoccupò di macchiarsi del suo sangue o di bagnarsi delle sue lacrime. L'uomo ferito guardò solo per un istante chi era corso in suo aiuto, la vista del biondo lo lasciò sorpreso ma anche infuriato.
Erwin controllò la ferita del corvino, non era grave ma poteva causargli dei problemi se non fosse stata curata all'istante. Strappò un pezzo del mantello del Corpo di Ricerca che aveva indossato, legandolo intorno alla ferita dell'uomo il quale continuava ad osservarlo sempre più infastidito.
L'emorragia fu fermata in tempo, ed il biondo rimise in piedi il caporale prendendolo in braccio. Levi si ribellò allontanandosi dalla presa ferrea del comandante, si passò una mano sugli occhi asciugando le lacrime e parlò.
-Non toccarmi!- Gridò infuriato.
-Stai bene?- Domandò il più alto preoccupato per il movimento brusco, che il capitano aveva compiuto.
-E a te da quando importa? Non ti sei mai preoccupato per me, perché all'improvviso vuoi sapere come mi sento?- Continuò il corvino sempre più alterato.
Erwin restò in silenzio, assimilando qualsiasi tipo di insulto che uscivano dalla bocca di Levi. Sapeva che diceva la verità e quelle parole erano la punizione che meritava per essere stato un'ipocrita ed un bastardo per aver voluto la morte di Eren.
-Hai ragione.- Ammise interrompendo il più basso. –È come dici tu, lo ammetto.-
-Almeno questo.- Commentò il caporale ironico.
-Ti chiedo perdono.- Sussurrò il biondo abbassando lo sguardo sul suolo.
Levi scoppiò in una risata nervosa, una di quelle finte e da pazzo omicida che poteva mettere paura a qualunque persona. Le lacrime ripresero a sgorgare dagli occhi mentre continuava a ridere, sotto lo stupore del comandante.
-Oh, Erwin...- Disse il corvino con un cenno del capo. –Tu chiedi scusa...- Mormorò poi.
-Stai ridendo?- Chiese l'uomo più alto confuso.
-Si. Sto ridendo della tua ingenuità e in generale rido di te.- Rispose tra i singhiozzi il capitano.
Levi non riuscì a continuare la sua risata forzata, lasciò che il pianto sommergesse qualsiasi altra emozione e affogasse qualunque parola che avrebbe potuto proferire. Erwin si avvicinò al più basso, lo prese in braccio mentre l'uomo borbottava qualche insulto al biondo.
Il comandante passò una mano dietro la schiena del corvino, quest'ultimo pianse fino ad esaurire le lacrime, senza preoccuparsi di ritrovarsi tra le braccia dell'uomo che un tempo amava follemente.
-Spero nel tuo perdono.- Mormorò il biondo.
Levi si allontanò dalla spalla del più alto guardandolo negli occhi limpidi, ma colpevoli. Fece cenno di no poi fece capire al comandante di voler scendere.
-Il mio... Il mio moccioso sta per morire e questo per colpa tua... non ti perdonerò mai e lo sai.- Ammise incamminandosi nella direzione presa da Eren.
-Va bene.- Concordò Erwin. –Ma lasciami darti una mano, è a causa mia che è successo tutto questo, no?- Propose poi avvicinandosi al corvino.
-Fai come ti pare.- Replicò azionando il movimento tridimensionale nascosto sotto il suo mantello.
Il castano raggiunse le macerie, mentre il sorriso gli moriva sulle labbra. La vista di tutto quel cumulo l'aveva portato a pensare a solo una cosa. Tornò in mente, al giovane, la madre con tutto il tetto della casa addosso e la preoccupazione che un titano potesse divorare anche i suoi amici lo fece infuriare.
Cominciò a scavare tra i detriti sperando di non trovarci nessuno, così da essere tranquillo che i suoi migliori amici fossero al sicuro.
'No... No!' Esclamò la sua testa alla vista di un tessuto rosso.
Prese tra le mani la stoffa, riconobbe la sua sciarpa donata da lui stesso alla sorella quando erano più piccoli. Delle lacrime solcarono il suo viso, i suoi due amici erano sotto le macerie ed erano stati uccisi.
'Quel mostro pagherà!' Urlò portandosi una mano davanti alla bocca.
Strinse il tessuto rosso poco prima di mordersi selvaggiamente il pollice e lasciare il suo corpo trasformarsi nel gigante da quindici metri. Gridò con tutto il fiato che aveva in petto, attirando l'attenzione di Annie ancora nelle vicinanze. La bionda fece ritornò dove Eren l'aspettava pronto a combattere.
Armin, Jean e Mikasa all'udire il grido dell'amico si precipitarono verso i due titani. Videro il gigante dalle fattezze femminili correre come una furia verso l'amico, pensarono di avvisare il resto della Legione Esplorativa e così fecero.
-Dobbiamo aiutarlo.- Commentarono dirigendosi verso la capo squadra Hanji.
//Forse anche Erwin ha un cuore a volte🙊
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Okay, facciamo che nessuno lo va a riferire al caporale...