Si era fatta sera, ma il capitano non accennava a svegliarsi. Eren non aveva lasciato la stanza nemmeno per un secondo. Saltò addirittura i pasti, cosa che fece preoccupare i suoi amici, e non poco.
Hanji era tornata nel pomeriggio dopo pranzo, lasciando un piatto di cibo per entrambi e chiedendo notizie su Levi.
Era stata la stessa donna ad informare il giovane sulla preoccupazione di Mikasa e di Armin.
Il castano le aveva chiesto gentilmente di non dire dove si trovasse, ma la capo squadra aveva già provveduto a mentire.
Eren guardava fuori dalla finestra vedendo il sole nascondersi dietro le mura, scomparendo. Appoggiò una mano sulla vetrata della camera e rivolse un'ulteriore sguardo al caporale.
-Forse dovrei avvisare Hanji, tra poco devo tornare nella mia stanza.- Pensò ad alta voce il ragazzo dirigendosi verso la porta.
-Rimani...- Sussurrò una flebile voce, poco prima che il giovane afferrasse la maniglia.
Il castano si voltò verso il letto.
Vide il corvino spostare la testa di lato e le coperte muoversi sopra il suo corpo.
Corse immediatamente da lui, inginocchiandosi sulla sponda sinistra del letto.
Sorrise al capitano che si guardava intorno confuso.
-Come si sente?- Domandò Eren dimenticatosi dell'ordine ricevuto quella stessa mattina.
-Riposato.- Boccheggiò quasi senza voce l'uomo.
-Vuole che le porti qualcosa? Ha caldo? Ha fame?- Il più piccolo lo osservava in preda al panico, non sapeva cosa fare.
-Voglio sedermi...- Mugolò Levi toccando il panno sulla sua fronte, utilizzato per la quinta volta in quella giornata.
-Certo.-
Il ragazzo si alzò in piedi e spostò leggermente le coperte dal corpo del caporale. Sollevò il corvino, delicatamente, sorreggendo la schiena e raddrizzò i cuscini.
Appoggiò su di essi il corpo ancora debole di Levi che lo osservava imbarazzato.
Le guance dell'uomo si tinsero di rosso e questa volta non era una conseguenza della febbre.
-Così va bene?- Chiese il castano sedendosi sulla sponda del letto.
Il capitano annuì avvolgendosi le coperte al petto.
-Come sono finito qui?- Domandò il più grande.
-L'ho portata io. A metà tragitto dalla cucina alla sua stanza si è addormentato.- Rispose tranquillamente il giovane.
Levi ricordò il modo in cui le braccia di Eren lo avvolgevano mentre veniva portato in camera. Quelle forti, calde e confortevoli braccia che il caporale aveva già sentito, ma di cui non si era ancora stancato.
-Hanji mi ha spiegato cosa dovevo fare e le ha portato un po' di cibo. Vuole mangiare?- Continuò il castano indicando il piatto sul comò vicino al letto.
-Hai già cenato tu?- Il più giovane fece cenno di no col capo. –Perché?- Continuò l'uomo leggermente contrariato.
-Ero... Ero preoccupato...- Ammise il ragazzo.
-Preoccupato?- Ripeté il corvino inarcando un sopracciglio.
-Per lei. Se si fosse svegliato e nessuno si fosse trovato qui, o se si fosse sentito ancora male o se...- Eren aveva iniziato a parlare talmente veloce che il capitano non riusciva quasi a stargli dietro.
Levi appoggiò l'indice destro sulle labbra del ragazzo, ricorrendo alle poche forze che aveva recuperato.
-Sarei riuscito a cavarmela.- Replicò freddamente notando il più piccolo arrossire e abbassare il capo deluso.
Il castano si sentì un'idiota e pensò di aver fatto l'ennesimo errore. Il corvino sollevò con due dita il viso del giovane il quale, attratto, si avvicinò di qualche centimetro.
-Grazie, moccioso.- Mormorò l'uomo a poca distanza dalle sue labbra.
Eren, ormai rosso come un pomodoro, si allontanò mimando un 'si figuri' con le labbra tremanti. Anche il caporale era arrossito, ma non venne notato dal giovane che scambiò quel rossore per residui di febbre.
-Si, ho fame.- Sussurrò Levi indicando con lo sguardo il piatto sul comodino.
Il ragazzo prese in mano il piatto, appoggiandolo sulle sue ginocchia, afferrò con la forchetta un po' di cibo e lo avvicinò alle labbra del corvino.
-Che stai facendo?- Chiese sgranando gli occhi l'uomo.
Il castano abbassò lo sguardo, nuovamente, sul piatto colmo di verdure e di qualche pezzetto di carne bianca.
Il caporale roteò gli occhi al cielo e aprì la bocca, si avvicinò alla posata e prese il cibo. Il giovane sollevò lo sguardo vedendo il capitano masticare quello che poco prima era sulla forchetta.
Eren prese un pezzo di carne avvicinandola alle labbra leggermente umide del corvino.
-Buono?- Domandò il ragazzo, dopo metà piatto.
Levi mugolò annuendo, facendo segno al castano di fermarsi.
-Se vuoi puoi finirlo tu.- Aggiunse posando lo sguardo sul piatto.
Il più piccolo non se lo fece ripetere due volte e portò del cibo in bocca.
-Grazie!- Esclamò a bocca piena.
Si rese conto a fine pasto di aver mangiato dalla stessa forchetta dell'uomo, essendo l'unica, sgranò gli occhi sperando che al caporale fosse sfuggito questo particolare.
-Hai la bocca unta, moccioso.- Commentò il corvino incrociando le braccia al petto.
-Dove?- Chiese il giovane.
-Qui.- Rispose Levi sfiorando, con un dito, il labbro inferiore del ragazzo.
Il castano venne pervaso da una scarica di brividi lungo la schiena, sentendo il tocco leggero delle dita del capitano.
La notte era sopraggiunta da ormai un'ora, Eren doveva rientrare nella sua stanza ma prima avrebbe chiesto a qualcuno di badare al caporale.
-Capitano.- Lo chiamò. –Io dovrei tornare in camera.- Sussurrò dopo aver passato un bicchiere d'acqua al corvino.
Il giovane fece per alzarsi, ma la mano dell'uomo gli cinse il polso destro. Il più piccolo guardò negli occhi grigio intenso il caporale, che si spostava verso il bordo opposto del letto.
-Resta qui. Solo questa notte.- Quasi lo implorò Levi facendo cenno al ragazzo di stendersi accanto a lui.
Eren si ammutolì incapace di proferire parola.
-Ma... È sicuro? Voglio dire...-
-Fallo prima che cambi idea.- Precisò il corvino.
Il castano fece quanto richiesto stendendosi sul morbido letto bianco, si girò sul fianco sinistro verso il capitano sorridendogli.
Eren cinse i fianchi dell'uomo avvicinandolo a se, il caporale si girò nella direzione del giovane e appoggiò le mani sul petto di quest'ultimo lasciandosi abbracciare.
Sentì la mano del ragazzo tra i capelli, li accarezzava mentre con l'altra mano lo stringeva come per proteggerlo.
-Buonanotte capitano.- Sussurrò tra i capelli corvini, il più giovane.
-Levi.-
-Come?-
-Chiamami Levi, moccioso.- Affermò l'uomo poco prima di chiudere gli occhi e lasciare allibito il castano.
//-Hai visto Levi? Se ti impegni sai essere dolcissimo!!
Levi: Tsk... Mocciosa!
-Ci rinuncio😓 *scappa da Armin*\\
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"Moccioso" //EreRi\\
FanficDopo il processo ad Eren Jaeger e all'affidamento di quest'ultimo a Levi Ackerman, per i due inizia il periodo di convivenza al di fuori delle mura. Tra incomprensioni, gelosie e umiliazioni i due si avvicineranno sempre di più fino ad ammettere, a...
