La terrazza che raggiunsero sopra il locale era immensa. Ad allestirla c'erano solo pochi tavoli, sparsi qua e là, con due sedie messe a ciascuno di essi. Il cielo era pieno di stelle e la luna riusciva a illuminarla un po'. Flavio, probabilmente, la conosceva già, aveva percorso quella strada altre volte, perché guidò Luana senza esitazioni e senza chiedere a nessun cameriere dove andare. La luce era poca, però per Luana era sufficiente ad ammirare i suoi lineamenti. Indossava dei jeans scuri che gli aderivano perfettamente, sopra portava una giacca elegante con revers anch'essa scura, e spezzava il tutto con una camicia bianca.
Luana si appoggiò con entrambe le braccia alla ringhiera. Preferiva che Flavio non scegliesse di sedersi a un tavolo da solo con lei. Anche se aveva capito che era un uomo abbastanza simpatico, restava sempre il fatto che avesse uno sguardo molto pericoloso. Si sarebbe cacciata nei guai, ne era sicura.
Dietro di lei, Flavio, l'ammirava scettico. Cosa c'era in quella donna che lo attirava tanto? Avrebbe voluto farle altre mille domande, informarsi di tutto quello che fosse ancora possibile sapere, ma Luana non sembrava a suo agio, doveva andarci piano.
Si appoggiò alla ringhiera anche lui.
"Ti va bene questa distanza? Se vuoi mi posso ancora spostare, solo che non voglio che poi dobbiamo parlare messaggiando con i cellulari."
"Ok basta, ho capito che la simpatia è una tua grande peculiarità" gli rispose Luana, sorridendo.
"Tu non lo sai, ma io nella vita sono un attore comico famosissimo!"
"Dai, sei finalmente riuscito a rompere il ghiaccio. Puoi anche comportarti normalmente."
Luana aveva ormai capito che Flavio non era un cattivo ragazzo, ma l'unica cosa pericolosa che possedeva erano gli occhi; doveva solo rimanere allerta, evitando di guardarlo per più di tre secondi. Infatti, fissava sempre davanti a lei.
"Parlami un po' di te, non hai detto molto" le chiese Flavio, provando di nuovo a scoprire qualcosa in più.
"Neanche tu" rispose Luana, cambiando posizione e appoggiandosi di schiena alla ringhiera. Flavio la imitò ed entrambi guardavano di fronte a loro.
"Forse hai ragione, mi sono limitato a dirvi il mio nome. Mi rendo conto di essere stato un po' brusco." Nel dire quello si girò e si mise appoggiato di gomito alla balaustra, così da poter ammirare il profilo perfetto di lei.
"Ho trent'anni e lavoro nell'azienda di mio padre."
Molto esaustivo devo dire, pensò Luana, ascoltando la breve presentazione.
Anche lei si girò di lato e, così, si ritrovarono uno di fronte all'altro, incrociando i loro sguardi.
Si accorse che Flavio si era avvicinato di almeno tre passi, e per guardarlo, fu costretta a piegare la testa all'indietro.
Lui continuava a fissare quelle sue labbra carnose e lei, istintivamente, le socchiuse. Flavio non resistette più e, con una mossa velocissima, prese il suo volto tra le mani, premendo le labbra contro quelle di lei. Luana non oppose resistenza, dopo qualche secondo di esitazione, alzò entrambe le braccia e gliele appoggiò contro il petto. Il bacio si fece più audace, le loro lingue si unirono e i loro corpi si toccarono, attirati come una calamita.
A Luana sembrò non dispiacere. Stava scatenando in lei un turbine di sensazioni nuovi e incredibili.
Anche il desiderio di Flavio crebbe a dismisura! Sentì i suoi capezzoli indurirsi, il che lo eccitò ancora di più. Voleva andare oltre ma, all'improvviso, lei si staccò e lo fissò negli occhi.
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Non è colpa tua
Romance[COMPLETA] Luana ha ventiquattro anni e vive la vita con la semplicità e la spensieratezza della sua età. Adora la sua famiglia, ma non ama nessuno così tanto da farle battere il cuore, anche se crede fermamente nel vero amore. Una sera, spinta dal...
