Capitolo 18

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Alessio Diamante si preparava per uscire. Aveva scelto di indossare dei pantaloni aderenti scuri con un maglioncino a girocollo chiaro. Avrebbe, poi, messo il cappotto nero con la sciarpa a scacchi. Il locale che era solito frequentare con gli amici, non era molto elegante, quindi non era richiesto un abbigliamento rigoroso. Mentre era allo specchio che aggiustava i capelli pettinandoli all'indietro, gli passò per la mente la banalità di quell'uscita che Jimmy aveva creato.

Il primo anno che Tommaso era partito per la Francia, il giorno prima della sua partenza, si trovarono a bere tutti e tre ne Il ritrovo, come a brindare alla riuscita della sua prima sfilata. L'amico tornò vittorioso e con ottimi risultati e così, da quella volta, più per Jimmy, uscire tutti e tre insieme, rappresentava la carta scaramantica per il successo di Tommaso. Il che di per sé era già molto fortunato, pensò sorridendo Alessio. Conosceva la famiglia di Jimmy e Tommaso da molto tempo. I genitori dei tre ragazzi erano a loro volta conoscenti e, già da piccoli, erano soliti incontrarsi e giocare insieme. Anche se non frequentarono lo stesso liceo vista la differenza di età, i due amici lo trattavano sempre come un loro coetaneo. Però, Vittorio Umberti, dissentiva di quella loro amicizia sin da bambini. Era sempre stato un uomo con molto potere e autoritario, preferendo per il figlio amicizie e donne di un certo status sociale.

Conosceva anche lui le difficoltà che stava passando Tommaso per far accettare da suo padre Luana Fiorenzi. Dopo quella sera al locale, dove si erano conosciuti insieme a Mary, l'aveva incontrata parecchie volte all'università. Anche se le facoltà erano diverse avevano molti luoghi in comune, come la biblioteca o la mensa. Non era una ragazza che si intratteneva molto a parlare, ma quelle poche volte che si trovarono a farlo, aveva capito la sua socialità e cordialità verso il prossimo.

Una volta presero insieme, anche in compagnia di Mary, un caffè. Era stato qualche giorno dopo il compleanno della madre di Tommaso. I particolari di quella sera gli erano stati raccontati dalla propria madre, invitata all'evento. Tutti avevano notato la comparsa di una nuova ragazza al fianco di Tommaso, ma solo Adriana Diamante aveva visto come quella stessa ragazza era andata via. C'era da dire che alla madre di Alessio non sfuggiva nulla. Era bastato poco, così, per dedurre che Vittorio Umberti non avesse accettato Luana come parte della famiglia. Avrebbe preferito che fosse stato Tommaso a raccontargli i dettagli di quella sera, ma ancora non era successo.

Il fatto che lo scombussolava di più, non era tanto il pensiero che l'amico non si fidasse di lui, ma vedere, quella mattina al bar, gli occhi tristi di Luana. Quello sguardo arreso e deluso accesero in lui una spia protettiva che non pensava di possedere. Era la donna del suo amico e non era compito suo proteggerla ma, da quella volta, si trovava molto spesso a pensarla. Accortosi, per l'ennesima volta, del corso dei suoi pensieri, cercò di scacciarli.

Finì di sistemarsi e prese il cellulare per contattare gli amici. Ma c'era già un messaggio di Jimmy che informava entrambi del suo arrivo anticipato al locale. Prese le chiavi della macchina e si apprestò a uscire anche lui.

Entrato nel locale, notò subito la mano di Jimmy che sventolava nella sua direzione. Era seduto sugli sgabelli messi al banco con un bicchierino di vodka davanti. Si avvicinò all'amico, rimanendo accanto a lui.

"Hai già iniziato?" chiese Alessio indicando il liquore.

"E' da venti minuti che sono qui. Avevo bisogno di qualcosa di forte. Ho pure litigato con Mary perché ho preferito uscire con voi." E si versò un altro bicchiere. "Ah, le donne! Non riuscirò mai a capirle." Sospirò sonoramente.

Alessio si sedette alla sua destra e ordinò una birra alla spina media. Jimmy non avrebbe resistito ancora per molto, perciò era preferibile che almeno lui rimanesse lucido.

Non è colpa tuaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora