Arrivarono nella stanza accanto dove un grande tavolo, messo come la forma di un ferro di cavallo, conteneva svariate bevande e abbondante cibo. Lei si fermò vicino a quelle non alcoliche, mentre Brian andò al lato apposto. Fu subito circondato da tre giornalisti che approfittarono della situazione per continuare a chiedergli altre novità. Luana lo guardava da lontano, mentre beveva un succo, e sorrideva sotto i baffi, pensando al malumore di lui che era stato interrotto nel suo giro di alcol.
"Non sembra che fra di voi non ci sia nulla." Una voce, all'improvviso, le parlò dietro le spalle, facendola sobbalzare. Si voltò e vide Tommaso.
Aveva anche lui un bicchiere in mano, e la guardava in modo serio dall'alto in basso. Anche se Luana aveva i tacchi non riusciva comunque a eguagliare la sua statura. Abbassò lo sguardo e si rigirò, evitando di rispondergli.
"Con me puoi essere sincera, basta ammettere che avete una relazione" rimarcò, piazzandosi accanto a lei. Si trovavano fianco a fianco, e guardavano entrambi di fronte a loro.
"Non credo che a te importi di me e della mia vita. Se provo qualcosa per Brian lo so solo io" gli rispose a quel punto Luana.
"Spero solo che con lui sarai onesta e non lo abbandonerai alla prima occasione." Tommaso continuava a farle battute malevole, cercando in tutti i modi di ferirla.
"Non è come pensi" disse lei, guardandolo in faccia.
"Allora, vorrei che mi spiegassi" incalzò lui, voltandosi a sua volta.
"Non è il momento adatto" cominciò a dire lei, poi ci ripensò. "Anzi, ormai non c'è più niente da dire."
Tommaso stizzito dalla sua frase lasciata a metà, l'afferrò per un braccio, posò i bicchieri di entrambi sul tavolo e la trascinò fuori da quella stanza, fregandosene delle persone che potevano guardarli. Ignorò le lamentele di Luana che lo pregavano di lasciarla, e si fermò solo quando arrivò alla fine di quel corridoio. Aprì la porta di fronte a lui e la tirò dentro, sbattendo poi il vano dietro di sé. Mollò il polso di Luana e si piazzò davanti a lei con le braccia lungo i fianchi.
"Sei forse impazzito?" lo accusò lei, sfregandosi la parte del braccio che Tommaso aveva stretto. "Me ne vado." E cercò di passargli accanto per uscire da lì.
Ma Tommaso, con una mossa repentina, la prese per le spalle e la sbatté contro la porta. Alzò entrambe le braccia e la bloccò, posizionando le mani ai lati della sua testa. Luana aveva gli occhi sbarrati non tanto per la paura, ma molto di più per la vicinanza di lui. Sentiva il suo respiro sul viso e poteva vedergli le pupille degli occhi. Non sapeva di chi fosse quello studio, ma se Tommaso l'aveva trascinata fino a lì e si comportava così tranquillamente, era di sicuro il suo. La stanza era molto illuminata e, appena entrata, aveva subito notato il perfetto ordine che vi regnava. Il cuore le batteva fortissimo ed era sicura che lui potesse sentirlo. Cercò di spostarsi dalla trappola delle sue braccia, ma Tommaso la fermò, avvicinandosi ancora di più. La fissava intensamente e non diceva una parola.
"Cosa stai cercando di fare?" disse Luana con voce insicura.
"Vorrei cercare di capire dove ho sbagliato. Sembri così innocente e tranquilla che inganneresti chiunque" le rispose lui rauco. "Poi, però, ti guardo meglio e il senso di tradimento che susciti in me non lascia alcun dubbio."
"Mi dispiace" sussurrò lei senza rendersene conto, e abbassò gli occhi. Tommaso, vedendola a capo chino, la prese per il mento e risollevò la sua testa, costringendola a guardarlo.
"È facile adesso dire che ti dispiace. La vostra fuga è stato un gesto miserabile che non mi sarei aspettato nemmeno dal mio peggior nemico!" le spiattellò in faccia.
Vostra?, chi altro era fuggito senza dirgli una parola?, Luana era interdetta.
"Non capisco chi oltre me ti abbia abbandonato, ma non posso sopportare da parte tua anche l'odio che provi per altri."
"Non mi prendere per il culo!" urlò Tommaso. Le lasciò il mento e con quella stessa mano colpì, con tutta la sua forza, la porta alle spalle di Luana. Lei sobbalzò, rimanendo stupita dalla sua rabbia.
"Perché dovrei odiare te più di Alessio o viceversa? Vi odio entrambi allo stesso modo e non vi perdonerò mai!"
"Perché tiri in ballo Alessio?" gli chiese leggermente impaurita Luana. Anche se sapeva che non le avrebbe fatto del male, era la prima volta che lo vedeva così arrabbiato. "Cosa c'entra lui con noi due?"
Tommaso scoppiò a ridere e si staccò dalla porta, allontanandosi di qualche passo. Infilò le mani in tasca e le continuò a parlare, rimanendo di fronte a lei.
"In questi due anni, oltre a diventare un'ottima modella sei anche diventata una brillante attrice. I miei complimenti."
Luana stava per rispondergli, ma le squillò il cellulare. Voleva ignorarlo, così da continuare a parlare con Tommaso, per cercare di capire cosa stesse dicendo, ma lui in quel momento si allontanò, avvicinandosi ad un carrello di liquori.
Prese il telefono e rispose. Non ebbe il tempo di dire 'pronto?' che Brian iniziò ad urlare.
"Dove sei finita? Sei con quel bastardo, vero?" Era proprio incollerito.
"Ti raggiungo" cercò di tranquillizzarlo Luana.
"Sono già nel parcheggio. Ti aspetto per un altro minuto, se non arrivi subito salgo di nuovo su, e a quello stronzo stavolta lo ammazzo!" Senza dire altro chiuse la conversazione. Brian era veramente arrabbiato, e a Luana non sarebbe bastato un semplice 'scusami' per placarlo.
Fece un passo in avanti per avvicinarsi a Tommaso e chiedergli di cosa stesse parlando prima, ma vedendo che lui continuava a voltarle le spalle, non ne ebbe il coraggio.
Aprì la porta e uscì, senza dirgli una parola. Forse, quello non era più il momento adatto per chiarirsi, ma Luana l'avrebbe cercato di nuovo e si sarebbe fatta spiegare. Era una promessa. E si avviò decisa verso l'uscita.
Tommaso, invece, aveva perso tutta la sua forza. Luana non ammetteva le sue colpe e lui continuava a soffrire per lei. Averla di nuovo vicina aveva fatto palpitare il suo cuore che era fermo da due anni. Sorrise ai suoi stessi pensieri e si maledisse per la poca risolutezza. Prese una bottiglia a caso dal carrello e si sedette sul divanetto accanto alla finestra. Per quella giornata, non voleva vedere più nessuno.
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Non è colpa tua
Romance[COMPLETA] Luana ha ventiquattro anni e vive la vita con la semplicità e la spensieratezza della sua età. Adora la sua famiglia, ma non ama nessuno così tanto da farle battere il cuore, anche se crede fermamente nel vero amore. Una sera, spinta dal...
