Al contrario, Luana, qualcosa aveva notato. Da un po' tempo, ogni volta che usciva dall'università, una berlina nera con vetri scuri si trovava ferma a qualche metro di distanza dal cancello. Era un caso? In fin dei conti poteva essere chiunque, lì, fermo ad aspettare qualcuno. Perché pensava che controllassero lei? Forse guardava troppi film? La pacca che arrivò energica sulla sua spalla la fece sussultare, allontanando quei strani pensieri.
"Ahi Mary! La tua mano è molto pesante!", l'accusò Luana massaggiandosi la parte del corpo colpita.
"Ho provato a chiamarti, ma visto che sei tra le nuvole non mi hai nemmeno sentito, e quindi ho provato a farmi notare con la forza." E alzò il braccio mostrandole il suo bicipite. "Vieni, andiamo!" Mary la prese a braccetto trascinandola al lato opposto alla sua solita strada.
"Ma io vado da quella parte..." cercò di dirle Luana.
"No, no! Guarda chi c'è lì?" Mary puntava il dito in direzione di un suv bianco. "Oggi pranzerai con me e Jimmy. Disdici sempre i miei inviti, ma questa volta ti costringerò a tutti i costi!" E continuava a trascinarla verso l'auto.
"Ma io..." Inutile. Jimmy era già sceso dall'auto e le salutava agitando la mano.
"Prego, mie signore. Il pranzo ci aspetta! Ho prenotato in un ristorantino dove ci leccheremo i baffi!" E, da vero gentiluomo, aprì la portiera anteriore indicando con la mano di accomodarsi.
"Ciao tesoro!" Mary lasciò il braccio di Luana e si avvicinò al suo uomo baciandolo energicamente sulle labbra. Poi, entrò veloce a sedersi nell'abitacolo.
Luana rimase ferma come uno stoccafisso. "Ciao Jimmy. Non dovevi invitare pure me. Io potrei andare..." Fece segno di allontanarsi, ma lui fu più svelto e, aprendole lo sportello posteriore, l'afferrò per un braccio e l'avvicinò all'auto. "Ma che fai scherzi! Voglio pranzare pure con te, oggi! Visto che rifiuti sempre i nostri inviti per una volta, accetta."
"Forza, Luana, ho fame!" La voce di Mary sembrava spazientita.
"D'accordo, vengo. Con due testoni come voi è inutile combattere." E salì in auto. Jimmy chiuse la portiera tutto sorridendo, si mise alla guida e partì.
Dopo quindici minuti, arrivarono di fronte a un piccolo ristorante che si chiamava Le tre stelle. L'interno era molto semplice. Lo stile era un antico-moderno. Sia i tavoli che le sedie erano di un marrone scuro, e le pareti pitturate di bianco erano ricoperte fino a metà da pietre. Solo due tavoli erano occupati e loro presero posto al terzo. Erano tutti tavoli disposti per quattro persone, quindi Mary e Luana si misero da un lato, mentre Jimmy, da solo, si sedette dall'altro. Appena seduti, un cameriere si avvicinò e portò loro dei menù che però Jimmy restituì, ordinando per tutti e tre il terzo menù del locale.
"Non vi pentirete se lasciate fare a me. L'ho già provato ed è fantastico."
"Ok, ci fidiamo!" rispose convinta Mary. Un po' meno lo era Luana che non disse nulla, ma sorrise solamente.
In poco tempo il cameriere tornò e incominciò a riempire il tavolo di portate. Tutti antipasti della casa, dalle verdure grigliate, impanate e fritte, ai sottaceti di qualsiasi genere. Anche formaggi e salumi non mancarono. Forse perché erano tutti e tre intenti ad ammirare i numerosi piatti che non notaro le due persone che entrarono nel locale e si sedettero al tavolo dietro al loro, alle spalle delle due donne.
Iniziarono a mangiare e per qualche minuto nessuno parlò. Jimmy aveva scelto anche il vino, rosso per l'esattezza, e anche se Luana non era una grande stimatrice, doveva riconoscere che era molto buono.
"Allora, fino a qui come vi sembra? Avete fatto bene a fidarvi?" chiese Jimmy tutto soddisfatto.
"Io sto per scoppiare. Spero che non portino nient'altro" gli rispose Mary strofinandosi la pancia.
"Devo ammettere che ogni cosa era molto buona. Però, Mary ha ragione, speriamo che non servano nient'altro, il mio stomaco è strapieno."
Jimmy fece un gesto di stizza con la mano verso le due donne. "Come potete essere già piene con solo questo poco cibo? Ci doveva essere il mio amico Tommaso, lui sì che mi avrebbe dato soddisfazione."
"In effetti, potevi invitare anche lui. Perché non l'hai chiamato?" lo interrogò Mary, ricordandosi tutto ad un tratto che esisteva anche quella persona nella vita di Luana.
"Ho provato, tesorino mio, solo che mi ha detto di avere una riunione dopo pranzo e che avrebbe mangiato velocemente con un panino." Luana era al corrente degli impegni che Tommaso avesse quel giorno, e per quel motivo non si sarebbero visti. L'aveva informata per messaggi la mattina che sarebbe stata una giornata molto impegnativa, e non avrebbero avuto il tempo né di pranzare insieme e nemmeno di cenare. Forse, quella era la prima volta, da quando si frequentavano, che non si vedevano per un giorno intero.
"Se fossi stata sua moglie avresti potuto portargli un pranzetto leggero ma completo che poteva consumare tranquillamente in ufficio." Le parole di Jimmy fecero scattare le antenne di Luana.
"Ottima osservazione! Se Tommaso la ama così tanto perché ancora non le ha chiesto di sposarlo?" constatò tutta esuberante Mary.
Jimmy si mise una mano sotto il mento in modo pensieroso. "Boh, questo non lo so, però potrei chiederglielo." Si sporse in avanti a fissare una sbigottita Luana.
"Se il problema è la sua famiglia potete sempre fuggire insieme. Suo padre, di fronte a questo gesto, non potrà più dire nulla, si rassegnerà e vi lascerà in pace."
"Alt, ragazzi! Non pensate di esagerare?", li bloccò Luana provando a non far notare la sua agitazione. Perché la discussione era arrivata a tanto? "Non sono nemmeno due mesi che usciamo insieme e, qualora dovessimo decidere di sposarci, l'approvazione della sua famiglia sarà la cosa più importante."
"Conoscendo suo padre, credo che sarà molto difficile dissuaderlo" la scoraggiò Jimmy.
"Tommaso si è presentato ai tuoi facendo un'ottima impressione, quindi loro non saranno un ostacolo; rimane solo il problema su come convincere suo padre... però, forse, la decisione di fuggire insieme non è poi così sbagliata" le consigliò Mary parendo, anche lei, molto rassegnata.
Era così impossibile che Vittorio Umberti l'accettasse come sua nuora?
"Mary, anche tu! Non voglio pensare a questo! L'idea di fuggire insieme mi sembra una soluzione da film romantico, più che altro. Sono fiduciosa che con il tempo anche Vittorio Umberti si ricrederà e darà la sua benedizione" sentenziò risoluta Luana non pensando al peggio. Vittorio non era un mostro, cosa poteva mai farle? Sarebbe stata capace di farsi accettare.
Jimmy e Mary la guardarono un po' scettici. "Se tu sei così sicura da riuscire a fargli cambiare idea, io sto dalla tua parte. Noi due faremo il tifo per te, affinché tu possa sposarti senza problemi." Mary le prese la mano e gliela strinse. Anche Jimmy gli prese l'altra e fece la stessa cosa. Trovandosi con le braccia aperte a 180°, Luana fissò i due amici e scoppiò a ridere, seguita anche dalle loro risa.
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Non è colpa tua
Romance[COMPLETA] Luana ha ventiquattro anni e vive la vita con la semplicità e la spensieratezza della sua età. Adora la sua famiglia, ma non ama nessuno così tanto da farle battere il cuore, anche se crede fermamente nel vero amore. Una sera, spinta dal...
