Capitolo 40

2.5K 106 20
                                        

"Due bicchieri di scotch, per favore." Il cameriere prese l'ordine e si voltò per preparare i drink. Jimmy e Tommaso erano seduti sui loro soliti sgabelli al bancone de Il ritrovo. Erano ormai clienti abituali e frequentavano quel posto da molto tempo. Quella sera, però, a intrattenere la clientela c'era un sassofonista che suonava musica jazz. Era molto apprezzabile e rilassante, non per Jimmy che avrebbe preferito un night con musica dance e appetitose intrattenitrici.

"Continuo a dirti che per festeggiare un addio al celibato che si rispetti, questo non è il locale adatto" si lamentò, mettendo il broncio.

"E io ti continuo a dire che non era il caso di andare in un posto del genere. Ti ricordi cosa è successo al tuo addio al celibato?" lo stuzzicò di rimando Tommaso.

Jimmy si grattò la testa e si schiarì la voce, come se fosse stato punto sul vivo.

"Beh, io... cosa c'entro io?" gli rispose imbarazzato.

"Stavi per essere mollato il giorno stesso del tuo matrimonio solo perché Mary ha saputo della tua ultima nottata da celibe."

Jimmy stesso si era organizzato un addio al celibato con i fiocchi. Ma la festa non era andata a genio alla futura sposa che, la mattina delle nozze, aveva fatto fuoco e fiamme contro il fidanzato. Fortunatamente, tra giuramenti di fedeltà e le testimonianze dei presenti, tutto finì per il meglio, ma Jimmy aveva corso un grosso rischio. Quindi, non era il caso di rischiare il divorzio.

"Non dovevi privarti per me."

"L'ho fatto soprattutto per me. Qui è molto più tranquillo, e sono sicuro che ci divertiremo di più" lo rassicurò Tommaso.

"Se lo dici tu" si rassegnò Jimmy, sospirando.

Mentre loro discutevano, il cameriere aveva riempito i due bicchierini di liquore ambrato e li aveva messi davanti a loro. Tommaso prese il suo, lo sollevò e lo sbatté contro quello dell'amico, brindando. Bevvero in sincrono tutto il contenuto in un colpo solo. Fecero, poi, segno al ragazzo di versarne un altro. Jimmy stava per portarsi alla bocca il secondo bicchiere, quando imprecò e lo riposò sul bancone.

"Che succede?" Tommaso lo vide sbiancare in volto e fissare qualcuno alle sue spalle. Stava per voltarsi per vedere cosa succedeva, ma Jimmy lo bloccò e lo guardò negli occhi.

"È meglio se non ti giri."

Solo che quell'ammonizione lo indispettì ancora di più. Senza dargli ascolto girò la testa verso l'entrata, sbiancando anche lui. A tre metri da loro era fermo Alessio Diamante, con le mani in tasca, che li fissava sorridendo. Tommaso scese immediatamente dallo sgabello e si avvicinò a lui, seguito subito da Jimmy che lo trattenne per un braccio.

"Cosa vuoi fare?" gli chiese preoccupato. Poi, guardò Alessio e rivolse anche a lui la stessa domanda.

"È da un po' che vi guardo" rispose quest'ultimo in modo tranquillo.

"Ed era meglio se continuavi a farlo. Perché sei qui? Non pensi che, dopo tutto questo tempo, fosse preferibile non farsi vedere?" lo accusò Jimmy.

Alessio lo ignorò e spostò lo sguardo su Tommaso.

"Ho notato la tua macchina fuori, è sempre la stessa, e ho immaginato che fossi qui." D'impulso, fece qualche passo in avanti, avvicinandosi a lui.

"Sparisci" bisbigliò rabbiosamente Tommaso, vedendoselo arrivare vicino. Alessio era cambiato. Non aveva più i capelli lunghi ma erano tagliati molto corti, ed era dimagrito parecchio. Sembrava sempre lo stesso, però era più cresciuto, più sicuro di sé.

Non è colpa tuaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora