Capitolo 19

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Emilio bussò alla porta dell'ufficio di Vittorio, aspettò l'ordine di entrare e si avvicinò alla scrivania. Appena il suo capo sollevò la testa, cominciò a parlare.

"Suo figlio è partito come previsto. Non è stato accompagnato da nessuno." Si fermò.

"Bene, vai avanti" lo intimò Vittorio.

"Ho chiamato l'atelier Valérie e ho parlato personalmente con madame Sophie, ma non è stata subito molto accondiscendente alla mia proposta. Ha fatto delle storie sul perché abbiamo richiesto un cambiamento del programma ma, con qualche mazzetta in più al compenso iniziale, farà il possibile per spostare la sfilata di una settimana."

Vittorio appoggiò le braccia sul tavolo e incrociò le mani davanti a sé. Rise all'avidità di una persona. Fintanto che aveva il denaro poteva cercare di risolvere tutto, anche quella sordida situazione.

"Bisogna, però, informare suo figlio e cambiare il suo programma" asserì Emilio.

"A lui ci penserò io. Farò in modo che resti a Parigi. L'altra parte in questione, invece? Cosa sei riuscito a scoprire?" chiese sicuro di sé.

"Luana Fiorenzi conduce una vita ordinaria. Non ha molti amici e non esce spesso. L'unica amicizia stretta è quella con Mary Isandro e, ultimamente, con suo figlio."

All'udire quell'affermazione, Vittorio corrugò la fronte. Emilio, vedendo il cambiamento di espressione di quest'ultimo, si affrettò a continuare.

"Però, una cosa interessante c'è. Anche se non frequenta molta gente, ha instaurato un piccolo legame con Alessio Diamante, il primogenito di Saverio Diamante. Si sono visti alcune volte e, ad entrambi, non sembra dispiacere la reciproca compagnia."

Vittorio gli fece cenno di fermarsi. La sua mente stava iniziando a frullare mille pensieri. Aveva saputo che l'azienda vinicola dell'amico era sull'orlo del fallimento. Dopo vari investimenti sbagliati fatti negli anni, Saverio era riuscito a indebitarsi a dismisura. In tempi passati, anche Vittorio aveva offerto parecchio denaro per evitare la cessazione dell'impresa Diamante. Oggi, Alessio, studiava per prendere il posto del padre e risollevare le sorti della famiglia. Ma, sicuramente, non sarebbe bastato.

"Emilio, informati sulle condizioni in cui verte al momento la fabbrica di vini di Saverio, e portamele quanto prima. Se risultano essere senza un becco di un quattrino, contatta Alessio Diamante e avvisalo che voglio vederlo. Sarà lui la mia esca in questa vicenda." Un sorriso beffardo gli comparve sul viso.

"Cosa pensa di fare?" chiese Emilio.

"Aspetta e vedrai. Alessio Diamante non potrà rifiutare la mia proposta e sarà utile a togliermi definitamente il mio sassolino nella scarpa", si riferiva a Luana, "e se i miei pensieri non sono errati, non dispiacerà nemmeno a lui occuparsi di quest'ultimo."

Il piano di Vittorio non poteva fallire.

"Ok, porterò le informazioni il prima possibile." Emilio non chiese altro e si congedò.

Il giorno dopo si presentò con il dossier riguardanti gli affari Diamante. Vittorio, vedendoli, ebbe conferma di ciò che pensava.

"Ho contattato Alessio e verrà da lei questo pomeriggio, qui nel suo ufficio" spiegò Emilio.

"Molto bene. Preparami un contratto di acquisizione, lasciando vuoto lo spazio del prezzo. E portami tutto ciò che trovi sulle università di management a Boston."

Emilio continuò a non capire, ma non chiese nulla. Appena uscì dalla stanza, Vittorio si rilassò sulla poltrona pensando che ogni cosa stava andando per il verso giusto.

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