La mattina successiva Tommaso si svegliò con un sorriso beato che si vede nei bambini piccoli quando dormono. Mentre andava in bagno, si strofinava il viso con la mano, cercando di cacciare gli ultimi postumi del sonno pensando alla sera precedente. Aveva fatto bene a prendere quella decisione. Era serio nei confronti di Luana e voleva che anche i suoi genitori lo sapessero. Guardandosi allo specchio, però, si intristiva a vedere chi veramente lui fosse. Non sarebbe stato così facile riportare Luana in quella casa. Dalla sera del compleanno di Ida, né sua madre né suo padre ne avevano più fatto menzione. La calma che regnava in quelle settimane, sarebbe finita nel momento in cui avesse ripreso il discorso sul suo fidanzamento.
Si lavò, indossò un completo giacca e pantalone blu oceano, camicia bianca e cravatta blu notte. Il tutto spezzato da scarpe color cuoio. Era felice e, ultimamente, aveva abbandonato gli abiti scuri preferendo quelli colorati.
Quando arrivò in ufficio la prima cosa che fece fu controllare le relazioni lasciate in sospeso il giorno prima. C'era una riunione nel pomeriggio, e se non esaminava quei documenti non sarebbe stato di nessun aiuto. Mentre continuava con lo studio, gli squillò il telefono.
"Dimmi Clara." Non aveva alzato nemmeno la cornetta, ascoltava la segretaria dal vivavoce.
"Signore, c'è sua madre qui fuori che dice di voler parlare con lei urgentemente. Siccome mi ha dato l'ordine di non disturbarla le ho detto di andare via, ma insiste nel vederla." Tommaso si fermò da quello che stava facendo e alzò la testa.
"Falla entrare Clara." Mentre sua madre entrava in ufficio, lui si alzò accogliendola alla porta.
"Mamma, mi fai preoccupare. Cosa ti porta qui di mattino presto?" E si abbassò a salutarla con un bacio sulla guancia. "Non avendoti vista a colazione credevo che fossi uscita per delle cose urgenti." La fece accomodare sulla poltrona di fronte alla scrivania e lui si sedette sull'altra.
"Caro, non è successo niente di grave, e solo che stamattina dovevo accertarmi di alcune cose, per questo sono uscita molto presto. Non mi offri niente?" Ida teneva le mani strette in grembo e parlava come sempre in modo pacato. Tommaso si alzò e ordinò a Clara di portare due caffè. C'era di sicuro qualcosa che non andava. Aspettò in piedi che la segretaria portasse le due tazze. Quando la donna uscì, ne porse una alla madre e si mise di nuovo a sedere, riprendendo a parlare.
"Allora, se non è successo nulla perché mi hai voluto vedere con urgenza?"
"Il segretario di tuo padre è in ufficio con lui in questo momento?" gli chiese Ida tenendo gli occhi bassi sulla tazzina da cui continuava a sorseggiare il caffè.
"Emilio, dici? Credo di si. Quando sono arrivato non sono andato nello studio di papà... sinceramente, oggi, non ho visto nessuno dei due. Perché mi chiedi di lui?"
Ida posò la tazzina e fissò il figlio in viso.
"Stai continuando a vederti con quella ragazza, vero?" Lo guardò seria. Il cambio domanda della madre, però, fece sussultare Tommaso.
"Perché ora mi domandi di lei?" Cercava di sostenere l'altro sguardo e capire il motivo di tutte quelle domande.
"Rispondimi. La vedi ancora?"
"Sì!" La risposta fu decisa e sincera. Se sua madre insisteva nel voler sapere la verità, lui l'avrebbe accontentata. Non voleva nascondere Luana.
"Non ho smesso di vederla nemmeno un giorno. Anche dopo aver scoperto la verità sull'anello" le confermò lui.
"Lo immaginavo." Ida distolse un attimo lo sguardo dal figlio, per poi tornare a guardarlo nuovamente in faccia. "In tutto questo periodo che sei rimasto con lei non ti sei accorto di niente? Non hai notato nulla di sospetto?"
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Non è colpa tua
Romans[COMPLETA] Luana ha ventiquattro anni e vive la vita con la semplicità e la spensieratezza della sua età. Adora la sua famiglia, ma non ama nessuno così tanto da farle battere il cuore, anche se crede fermamente nel vero amore. Una sera, spinta dal...
