Mary, dal canto suo, pensò fosse meglio non dire la verità a Luana. Non avrebbe mai accettato di passare una serata da sola con lei e Jimmy. Quest'ultimo, però, aveva tanto insistito perché alla cena ci fossero entrambe, ancor di più quando qualche ora prima l'aveva chiamata per dirle che non sarebbe stato solo. Così, cercò di attirare Luana a casa sua con un tranello. Le scrisse un messaggio che stava male ed essendo sola, aveva bisogno di aiuto.
Luana, appena lesse il messaggio, si precipitò a casa dell'amica molto preoccupata. Arrivata in tutta fretta sul pianerottolo bussò solo un colpo, che Mary comparve sulla soglia immediatamente.
"Vedo che non stai tanto male, che tempismo!" Mary le apparve d'avanti vestita molto elegantemente e, invece di avere una faccia tesa e malata, era molto radiosa e serena.
"Entra, entra, ti devo dire una cosa..." E, senza prestare ascolto alle sue parole, la tirò dentro per un braccio.
"Ma che cosa succede? Tu non stavi male? E perché sei vestita così?" le chiese Luana.
"Beh, veramente non sto tanto male, solo che non sapevo come farti venire qui" le rispose Mary un po' in colpa.
"Bastava semplicemente dirmi 'vieni da me', perché mentirmi?" la contrariò, spazientita. L'amica stava tramando qualcosa e quello non le piaceva.
Mary la trascinò in camera sua e la fece accomodare sul letto, parandosi d'avanti con le mani giunte in gesto di preghiera.
"Perdonami, ma ti ho ingannata solo perché tu non avresti mai accettato di venire da me e cenare in compagnia mia e di Jimmy." Vedendo che però Luana continuava a rimanere in silenzio e con la faccia contrariata, Mary proseguì a spiegarle i veri motivi. "Jimmy ha insistito che organizzassi una serata a casa mia e che ci fossimo entrambe. Non so il perché ma non sarà niente di grave. E, per di più, mi ha chiamata nel pomeriggio per avvisarmi che insieme a lui verrà il suo amico Flavio, quindi era necessaria la tua presenza." Sperava che con quell'ultima informazione avrebbe avuto il perdono dell'amica.
E forse c'era riuscita, perché risentendo il nome di quell'uomo, Luana fu percossa da un forte brivido. L'avrebbe rivisto!, e per un momento si dimenticò del sotterfugio di Mary. Ma tornò subito in sé e chiese altre spiegazioni. Sarebbe rimasta sicuramente per la cena, ma voleva farla penare un po', giusto il necessario per farsi perdonare.
"Come, scusa? Non capisco il perché di questa cena e i motivi per i quali ci debba essere anch'io, quindi me ne torno a casa." E scattò in piedi, lasciando intendere che stava per andarsene.
"Ti prego Luana, non ti arrabbiare, ma non sapevo come dirtelo, sono sicura che non ci saresti venuta se ti avessi detto la verità, ammetto che è stato ignobile da parte mia mentire sulla mia salute, però se ci pensi bene che c'è di male se rivediamo vecchi amici?" la pregò Mary trattenendola per un braccio.
Non c'era niente di male, anzi! Sapere che di lì a poco sarebbe arrivato Flavio, la rendeva elettrizzata e piena di spirito. Continuò a fissare imbronciata l'amica per qualche altro secondo, poi mollò la presa, preparandosi alla serata. Si risedette sul letto e sorridendo, la guardò negli occhi.
"Va bene, capisco i motivi che ti hanno costretta a comportarti così, però non farlo mai più." Sull'ultima parte cercò di essere più decisa. "Chiarito questo, ora che facciamo?" Luana si stava prendendo d'agitazione e le stavano sudando le mani, che cominciò a strofinare sui jeans.
"Brava ragazza! Sei la migliore amica che c'è!" Mary le promise che non avrebbe più mentito e che non si sarebbe pentita a restare.
"Allora, per prima cosa dobbiamo pensare al tuo abbigliamento, fra mezz'ora arrivano i ragazzi e non c'è molto tempo" le comunicò Mary.
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Non è colpa tua
Romantik[COMPLETA] Luana ha ventiquattro anni e vive la vita con la semplicità e la spensieratezza della sua età. Adora la sua famiglia, ma non ama nessuno così tanto da farle battere il cuore, anche se crede fermamente nel vero amore. Una sera, spinta dal...
