_VENTI_

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Pov. Terri
Mi svegliai tutta indolenzita per la scomoda posizione che avevo mantenuto per tutta la notte. Il lupo bianco non c'era più, probabilmente avrà pensato che fossi una pazza ad abbracciare il primo licantropo che incontravo.
<hai fame?> mi chiese una voce. Girai la testa di scatto e vidi un ragazzo biondo e alto che mi sorrideva in modo amichevole.
<tu eri il...?> chiesi incerta indicando col dito il luogo in cui il lupo si era addormentato.
Lui mi rispose con un verso di assenso e lanciò ai miei piedi una piccola colonia di topi morti. I miei occhi si mossero veloci da quei poveri animaletti verso il biondo e sulla mia faccia comparve un'espressione di disgusto.
<scherzi vero?> chiesi.
<sei il licantropo più strano che io abbia mai visto, sai?> mi disse sedendosi davanti ai topi.
<io non sono un lupo> affermai.
<oh invece si che lo sei, ognuno di noi emana un profumo dolce, al contrario dei cacciatori che emanano profumi inquietanti> mi spiegò.
Io scoppiai a ridere, quando cacciavo non trovavo le tracce sentendo l'odore delle caramelle.
<e io di cosa profumo?> chiesi curiosa.
Il biondo si mosse verso di me e mi infilò la sua testa nell'incavo della mia spalla, prese una ciocca dei miei capelli e la annusò profondamente. Rimasi immobile finché non si allontanò piano e mi sorrise. Le mie guance diventarono fuoco e improvvisamene la terra su cui ero seduta diventò la cosa più interessante del pianeta.

<zucchero filato e sangue> dischiarò il biondo.
Mi alzai in piedi di scatto per far finire quella stupida situazione di imbarazzo che il lupo aveva creato.
<devo... andare via> dissi incerta.
<il tuo ragazzo se n'è andato stamattina, con una macchina rotta ed una perla per viaggiare più velocemente> mi rispose prima che potessi muovere anche solo un passo.
<Raffaello non è il mio ragazzo!> ringhiai.
Il lupo si alzò e mi fissò negli occhi, notai che i suoi erano verdi e mi ricordavano molto quelli di mia madre.
<ok> disse alzando le mani in segno di resa.

I suoi modi di fare da don Giovanni mi irritavano un po' ma in quel momento avevo bisogno del suo aiuto per raggiungere quel maledetto idiota di Raffaello per mettere in atto la mia vendetta.

<come si torna nel branco dei Wild?> chiesi.
<puoi farti un bel viaggio di due giorni oppure puoi usare il passaggio magico> disse. Sbuffai e feci sbattere le mani contro i fianchi.
<passaggio magico, eh? Quanto siete complicati voi cani>
<la cosa che mi stupisce di più è che tu sia il primo licantropo che rifiuta di essere tale> rimuginò ad alta voce.
<non voglio una psicologa voglio una guida per tornare nel branco di Raffaello> sbottai innervosita. Il biondo mi studiò per qualche secondo e poi come se non mi avesse sentito chiese:
<di che colore è la tua pelliccia?>.
Sbuffai innervosita più che mai, mi stava forse prendendo in giro? Presi in mano un pugnale d'argento e puntai la lama verso di lui con fare minaccioso. Lui sbiancò e mi sorrise debolmente.
<era solo una domanda, tanto lo scoprirò comunque> continuò <da questa parte>.
Iniziò a camminare verso nord senza curarsi del mio pugnale.

Lo seguii senza fiatare, non riuscivo davvero a credere che nonostante l'avessi minacciato quel cane mi stesse ancora aiutando. Forse era pazzo e voleva provare ad aiutare una cacciatrice perché si annoiava oppure ero solo io che non riuscivo più ad incutere terrore ai licantropi. Sarebbe stata una tragedia, insomma il mio nome e l'addestramento che avevo seguito da bambina erano stati fatti per trasformarmi un una cacciatrice spietata e tutto quel lavoro non poteva essere distrutto da un giorno all'altro.
Forse era stata la storia del mio mate che mi aveva ammorbidita, già ma quella non era come le favole della buona notte, Raffaello non si era fidato di me e mi aveva messo le manette ai polsi, come un animale.

<maledetto cane ignorante!> gridai prendendo a calci un sasso. Leonardo si girò preoccupato verso di me e mi scoccò un'occhiata interrogativa.
<con chi ce l'hai?> chiese perplesso.
Non volevo rispondergli perché ciò avrebbe dato inizio ad un discorso su di me e i miei problemi e per il momento ne avevo già abbastanza. Mi ricordai che era già da dieci minuti che camminavamo e siccome quella mattina avevo dormito fino all'ora di pranzo, la passeggiata fino al passaggio stava ritardando troppo il mio ritorno.
<quanto manca?> chiesi.
<di questo passo arriveremo domani>
<cosa?> domandai nervosa.
<e che significa "di questo passo"? io cammino veloce sei tu quello lento!> ribadii.
Il biondo sbuffò.
<se solo tu fossi più collaborativa e...>. Lasciò la frase incompleta, sapevo cosa mi stava chiedendo: trasformarsi in un lupo.
Ma non avevo intenzione di farmi vedere debole davanti a nessuno, piuttosto... mi sarei buttata da una scogliera!
<no, trova un'altra soluzione!> gli ordinai.
Lui pensò per qualche minuto, poi mi squadrò e mi rivolse un sorriso furbo. Si trasformò in un lupo e si sedette scodinzolando.
<sei pazzo se pensi che mi trasformerò, se tu vuoi fare l'animale domestico... fai pure> dissi.
<tu Sali sulla mia schiena e io ti porto al passaggio, entro sera tornerai a casa> mi rispose alzandosi.
Sbuffai leggermente preoccupata, insomma non avevo mai provato a... cavalcare? Un lupo, sembrava una cosa assurda.
Mi sedetti sulla sua schiena e rimasi stupita dalla morbidezza del suo pelo, era pulito e soprattutto d'un bianco candido che abbagliava la vista. Rimasi rapita da quella pelliccia fin quando con uno scatto Leonardo partì a tutta birra verso la foresta.

Quel cane corse per ore in un modo a dir poco spericolato, dietro ad alcune montagne il sole stava già tramontando ed il cielo si stava pian piano dipingendo d'arancio. Leonardo non si era ancora fermato un secondo a riposare e per un istante provai un leggero senso di colpa, insomma era un lupo non un taxi.
Poi lo notai, un crepaccio largo poco più di un metro e sentii sotto di me la falcata del lupo prendere velocità.
<non avrai intenzione di saltarlo, vero?> urlai.
<tieniti forte!> mi rispose lui.
Lanciai un grido mentre Leonardo saltava con abilità il crepaccio, per un attimo pensai che saremmo atterrati in piedi e che la nostra corsa sarebbe continuata come si vede nei film, ma a contatto col terreno il lupo inciampò in un sasso e io caddi rotolando verso un albero. Mi rialzai spazzolandomi i vestiti e lanciai un'occhiata torva al biondo che nel frattempo era tornato umano.
<dammi una buona ragione per non ammazzarti dopo aver fatto quel salto senza il mio permesso?> gridai furiosa.
<primo: benvenuta nel mio territorio e secondo: il passaggio si trova nell'albero cavo vicino a dove sei atterrata> disse.
<caduta> precisa.
Mi girai e vidi un piccolo tronco, Leonardo gli si avvicinò e gli chiese di portarci nel branco dei Wild.
Una nuvola di polvere uscì da quel ceppo e ci avvolse completamente, non riuscivo a vedere nemmeno le mie mani. Quando la nuvola comparve ci ritrovammo davanti alla porta della casa che il padre di Raffaello mi aveva affittato durante la mia "vacanza". Appesa a quest'ultima c'era un biglietto: "torniamo stasera, con una sorpresa non preoccuparti".

Staccai il foglietto, lo accartocciai e lo lanciai a terra, un pensiero mi invase la mente e mi fece gelare il sangue nelle vene.
Ma perché per una volta nella sua vita, Raffaello non poteva fare le cose nel modo giusto?

~SPAZIO AIUTRICE~
Buon pomeriggio, procedo subito a lasciarvi le mie solite tre domande alla "chi l'ha visto?" alla quale spero rispondiate con qualche commento! 💪 :
Perchè Leonardo si ostina a voler aiutare Terri?
E perchè Raffaello non è nel suo branco?
Ma soprattutto cosa starà facendo?

Commentate in tanti e lasciatemi anche qualche mi piace!🌟❤🌼

Terri Demon _(in Revisione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora