Pov. Terri
Mi alzai dal pavimento freddo, con le mani che sudavano e il corpo mosso da mille scariche che lo attraversavano interamente. Cercai di non darlo a vedere troppo così mi diressi verso la cucina dove gli altri stavano già facendo colazione.
<La signorina Demon ci degna della sua presenza> borbottò Abbie non appena mi vide entrare dalla porta. Io le rivolsi un sorriso forzato e salutai Axel e Leonardo con un cenno del capo. Mi avvicinai alla credenza e presi il mio barattolo di nutella, ma quando mi girai mi trovai tre paia di occhi che mi fissavano preoccupati.
<Cosa?> chiesi sgarbatamente. Abbie si alzò in piedi e trotterello verso la sedia su cui era seduto Axel, gli scompigliò i capelli e passò a una mano sulla spalla di Leonardo che infastidito dal gesto, si spostò di lato.
<Chi di voi vuole avere l'onore di dirglielo?> chiese poi. I due ragazzi deglutirono a vuoto e questo mi fece intuire che qualsiasi cosa dovessero dirmi non mi sarebbe piaciuta.
Mio padre entrò improvvisamente nella stanza e incenerì con lo sguardo i due assassini.
<Ho trovato questo sul cofano della mia macchina!> esordì furioso sbattendo sul tavolo un foglietto.
<Quale parte di "non voglio che mio fratello si imbuchi alla mia festa" non avete capito?> chiese quasi urlando.
<Ci dispiace...> disse Axel abbassando la testa in segno di rispetto.
<Il vostro dispiacere è totalmente inutile, quasi quanto voi!> urlò. Mi avvicinai al tavolo per leggere il contenuto del biglietto ma quando mio padre si accorse di me lo prese e lo nascose nella tasca dei pantaloni. Mi squadrò contrariato e senza aggiungere nulla usci dalla cucina con i nervi a fior di pelle.
Tornai a guardare i due assassini, anche se loro cercavano di non incrociare i miei occhi.
<Allora? Qualcuno vuole spiegarmi ciò che sta succedendo o devo scoprirlo da sola?> dissi bevendo un sorso dal bicchiere d'acqua che tenevo ancora in mano. Abbie alzò la testa per prima e senza emozione disse: <tuo zio ci ha invitati a pranzo per festeggiare l'anniversario di tuo padre>.
Una scossa di terrore mi attraversò la spina dorsale come un coltello ben affilato fa con un pezzo di carne, i miei pensieri mi ricondussero per qualche secondo agli attimi in cui quel maledetto aveva provato ad uccidermi. Le sue mani sul mio petto e la lama del pugnale che mi squarciava la pelle...
I ricordi vennero fermati quando una sensazione di bagnato e di dolore raggiunse la mia mano. La fissai e vidi il bicchiere rotto. I pezzi di vetro scoordinati non avevano più la loro forma giusta ed erano intrisi di un liquido rosso e caldo: sangue. Il mio sangue.
Lasciai cadere i resti del calice per terra e senza curarmi della mia mano uscii dalla cucina per seguire mio padre.
<Già ti manco?> mi chiese Raffaello vedendomi arrivare. Lo spinsi via in modo sgarbato e lui ovviamente al posto di lasciarmi stare mi seguì protestando. Entrai nel corridoio dov'era andato mio padre cercando di ignorare le lamentele di Raffaello. Camminai a passo veloce verso il Cacciatore che stava cercando di seminarmi, probabilmente per non affrontare l'argomento che quel maledetto bigliettino conteneva.
Dopo qualche minuto di inseguimento mio padre si fermò sbuffando per aspettarmi.
<non voglio parlarne, qualsiasi cosa tu abbia in mente la mia risposta è no> disse ancora prima di avermi dato il tempo di spiccicare parola. Raffaello arrivò ansimando per la camminata, si fermò per riprendere fiato e ci guardò in modo confuso.
<Voglio solo leggere il biglietto> risposi allungando una mano verso mio padre.
<Credimi non sarebbe saggio>
<Dammelo>.
Il mio sguardo diventò duro e la mia voce profonda, il mio palmo aspettava solo di toccare la carta accartocciata che il Cacciatore voleva tanto nascondermi. La sua mano si mosse insicura verso la tasca dei pantaloni e dopo qualche secondo mi diede il foglietto, poi mi guardò negli occhi serio come per avvertirmi del pericolo. Come se a quel pezzo di carta potessero spuntare magicamente i denti per mordermi la mano. Le sue irridi chiare si spostarono freneticamente verso qualcosa dietro la mia spalla e poi tornarono a incrociare le mie. Mi lasciò la mano e se ne andò. Feci un bel respiro per prepararmi e poi lo aprii:
"vi invito tutti per un pranzo in onore del meraviglioso anniversario del mio adorato fratello, prometto che non cercherò di uccidere Terri o qualsiasi altro dei suoi amichetti se vi presenterete tutti da me, altrimenti..."
<Cosa dice?> chiese Raffaello curioso.
<Niente di importante> risposi in tono piatto.
Sapevo benissimo che quella era una trappola di mio zio ed io non avevo intenzione né di cascarci né di coinvolgere i miei amici in "affari di famiglia".
<Torniamo dagli altri... ho fame> dissi dopo qualche secondo di silenzio dirigendomi nuovamente verso la cucina. Entrando presi la prima padella che mi capitò sotto tiro e ci misi dentro una piadina, poi iniziai a cercare freneticamente del formaggio e del prosciutto. Notai che tutti i presenti mi guardavano come se stessi ballando la macarena nuda su un elefante.
<Cosa?> domandai seccata.
<Stai cucinando> disse Abbie pensierosa.
<Questo vuol dire che c'è qualcosa che ti preoccupa davvero molto e ciò che preoccupa Terrore Demon terrorizza noi> concluse senza guardarmi negli occhi.
Io sospirai spegnendo il gas, quell'assassina mi conosceva troppo bene. Annuii lentamente e mi accomodai su una sedia anche se in realtà avrei preferito scaraventarla contro un muro.
<Sono curiosa cacciatrice, racconta> disse lei incrociando il mio sguardo. Le nostre irridi si illuminarono e un sorriso inquietante si dipinse sul suo viso.
<Sai benissimo che succede> dissi quasi esausta.
<Si> confermò lei <ma sentirtelo dire mi dà più soddisfazione> aggiunse. Mi girai di scatto a guardarla, se solo fossimo state sole avrei già provato ad ucciderla. Leonardo prese la piadina dalla pentola ed iniziò a mangiarla come se fosse la cosa giusta da fare in quel momento.
Nella stanza calò un silenzio tetro interrotto solo dal rumore che faceva il cane per masticare.
<Cos'hai intenzione di fare?> mi chiese ad un certo punto Axel. Io alzai lo sguardo nella sua direzione e chiusi gli occhi portandomi una mano sulla fronte.
<Non ne ho idea, andare a quell'invito è un possibile suicidio, non andarci vuol dire mettere due clan molto potenti l'uno contro l'altro> spiegai.
Abbie si alzò tranquillamente dalla sua seggiola e si avvicinò a me.
<Noi non vogliamo scatenare una guerra vero?> chiese.
<No> rispose Leonardo con la bocca piena.
<Allora dobbiamo scavare in fondo al tuo armadio mia cara, sei stata invitata ad un pranzo e ti serve il vestito giusto> annunciò lei prendendomi per le spalle e accompagnandomi in camera mia.
Prima di salire le scale sentii Raffaello brontolare con Axel. Mi fermai un secondo facendo schiantare Abbie contro la mia schiena. Stavano parlando del fatto che il cagnolino non avrebbe dovuto venire perché se mio zio avesse scoperto che lo avevo baciato di certo non sarebbe venuto a congratularsi.
~SPAZIO AUTRICE~
Finisce la festa ma non la voglia di ballare e dopo un bacio appassionante si aprono le danze! Lo zio di Terri attira l'attenzione di tutti lasciando un biglietto per la sua famiglia.
"Venite a pranzo e non ucciderò nessuno, non veniteci e scatenerò una guerra". Gentile non vi pare?😅
Le nostre ragazze "corrono" a prepararsi ma non tutti sono stati invitati!!!
Come reagirà Raffaello?
E perché Abbie sembra così impaziente di partecipare?😒
Ma soprattutto cosa succederà nel prossimo capitolo?🤔
Commentate in tanti e lasciatemi anche qualche stellina!🌟❤🌼
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Terri Demon _(in Revisione)
مستذئبCOPERTINA CREATA DA Ribelle2303 che RINGRAZIO TANTISSIMO!!! ❤❤❤ Si chiama Terrore, è una cacciatrice oscura e misteriosa. Nessuno l'ha mai vista o è riuscito a sopravvivere per raccontarlo. È un ibrido, donna-lupo da parte di madre e assassina di l...
