Pov. Terri
Stavo per alzarmi per prendere Raffaello e tornare a casa quando Leonardo gli corse incontro abbracciandolo, il suo gesto lasciò tutti a bocca aperta perfino il cagnolino rispose in modo titubante a quell'abbraccio come se si aspettasse una trappola. Dopo qualche secondo il biondino si spostò e guardò Raffaello negli occhi.
<ma dico sei impazzito?> gli urlò contro.
<probabilmente...> rispose lui spaesato.
<prima che io uccida entrambi quei due cani... qualcuno può dirmi perché sono qui?> chiese mio zio.
<certo, mi scusi. Io sono Leonardo e lui è Raffaello, siamo fratelli> disse con il tono più calmo che riuscì a trovare.
A quella bugia Abbie sorrise senza farsi notare ma assunse una strana espressione quando il suo sguardo cadde distrattamente sul piccolo esercito di cacciatori. Deglutì a fatica e mi diede una leggera gomitata per invitarmi a guardare. Mio zio scosse la testa come se stesse decidendo con quale tortura uccidere quei due, poi scoppiò a ridere con una delle sue risate terrificanti che ti fanno fare incubi per giorni.
<Abigail Reaper ti vedo... attenta, c'è per caso un mio soldato che è riuscito ad attirare la tua attenzione?> disse ancora tra le risate.
La cacciatrice sembrò sul punto di rispondergli in modo sgarbato ed irriverente ma dalle sue labbra non uscì nemmeno un suono. Continuava a guardare imbambolata un ragazzo moro in seconda fila che le sorrideva in modo maligno. Provai ad analizzarlo anch'io, ma il suo viso era coperto parzialmente dalle spalle di un guerriero muscoloso.
<tu> lo indicò mio zio con un'espressione soddisfatta sul volto.
<vieni avanti> aggiunse.
Il ragazzo eseguì l'ordine come un burattino, quando riuscì a vederlo il mio stomaco fece una capriola ed il mio cuore perse un battito.
Aveva i capelli mori scompigliati come se avesse appena finito di farsi la doccia, gli occhi color del cemento e delle labbra sottili.
<kill...?> chiese Abbie incredula.
<oh ecco perché ti interessa tanto, aspetta li risolvo io i tuoi dubbi, cara> si offrì mio zio.
<dicci il tuo nome soldato> gli ordinò subito dopo.
<mi chiamo Killian Rose>. Ci fu un momento di imbarazzo puro. Abbie era sbalordita e imbambolata. Nella mia mente si riversarono migliaia di pensieri: perché mio zio per una volta mi aveva raccontato la verità? E perché lo aveva fatto con largo anticipo? Avrebbe potuto tenermi tutto nascosto e farmi avere la stessa reazione dell'assassina, ferirmi e confondermi come aveva fatto con Antony.
Raffaello si avvicinò a Killian porgendogli la mano. Il suo corpo si mosse con fare sicuro quasi spavaldo.
<piacere> disse. Il nuovo burattino di mio zio lo studiò per qualche secondo e al posto di ricambiare il saluto girò il volto dal lato opposto scontrando il suo sguardo con quello di Axel, che sembrava quasi geloso.
Mio padre si alzò di scatto cercando di attirare il più possibile l'attenzione su se stesso.
<è tardi> dichiarò.
Suo fratello non rispose e il signor Demon, con un gesto della mano, ci invitò ad uscire dal salone. Nel corridoio le torce sembravano emanare più luce e più calore come se cercassero di bruciarci.
Quando finalmente arrivammo alle macchine mio padre prese Raffaello per il colletto della maglietta e lo spinse con forza contro la portiera nera della Porsche.
<che diavolo speravi di fare?> gli sussurrò all'orecchio. Lui rimase zitto e immobile, forse aveva paura di rispondere o era solo rimasto sorpreso, da quell'improvviso scatto di rabbia, come tutti noi del resto.
<rispondimi cagnaccio rognoso> disse mio padre puntandogli un pugnale d'argento alla mandibola.
Le sue domande erano inutili, Raffaello sapeva benissimo che se avesse aperto bocca il coltello lo avrebbe ferito. La rabbia scintillava come fuoco negli occhi gialli di mio padre mentre il cagnolino sembrava calmo. Il suo sguardo era lontano, rivolto verso una finestra del castello. Mi guardai in torno e vidi mio zio che osservava la scena con un sorriso stampato sul volto.
<padre basta> sbottai.
<abbiamo un pubblico> aggiunsi.
Lui ripose lentamente il suo pugnale nel fodero e con riluttanza tolse le mani dal colletto della maglietta. Si risistemò i vestiti e sorrise in modo inquietante al cagnolino.
<voglio qualsiasi dei tuoi amici lupi fuori dalle mie terre entro questa sera> mi disse.
<cosa?> chiese Raffaello stupito.
<no, non puoi farlo> protestai.
<posso eccome cara! Se uno di voi> disse riferendosi a Leonardo e al mio mate, <si farà vedere vicino a mia figlia domani, morirà> dichiarò.
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Terri Demon _(in Revisione)
Hombres LoboCOPERTINA CREATA DA Ribelle2303 che RINGRAZIO TANTISSIMO!!! ❤❤❤ Si chiama Terrore, è una cacciatrice oscura e misteriosa. Nessuno l'ha mai vista o è riuscito a sopravvivere per raccontarlo. È un ibrido, donna-lupo da parte di madre e assassina di l...
